C'erano un tempo le grandi firme genovesi

L'ex direttore del Corriere Mercantile Mimmo Angeli

Erano i veri grandi giornalisti genovesi, i cui articoli erano davvero imperdibili e i lettori liguri facevano

a gara pur di andare in edicola a comprare il giornale. Ora, coi tempi che corrono, tra app, Facebook e smartphone, è tutto diverso, cambiato in peggio verrebbe da dire. Genova vantava fino a pochi anni una serie di "Maestri della penna" che avevano tanto da insegnare ai giovani giornalisti della carta stampata.

NINO PIRITO (Il Secolo XIX): per alcuni anni, nei primi Novanta, oltre ad essere ospite fisso a Primocanale con Gino Bacci e Fulvio Collovati, è stato il grande capo sport del "Decimonono".

FRANCESCO LA SPINA (Il Lavoro - La Repubblica): il meteo, la sua passione per le corse Amt, lo sport, il calcio, la politica. "Ciccio" La Spina di San Fruttuoso è stato uno delle colonne prima del "Lavoro" e poi de "La Repubblica".

GIANNI MASSINISSA (Corriere Mercantile): di Chiavari, il suo vero nome era Augusto, laureato in medicina, semplicemente un mito ed un grande. A volte aveva dei modi di fare un po' bruschi, ma aveva un grande cuore. Era il vice capo sport dopo Guido Agosteo. Fu mandato in pre pensionamento.

CELESTINO SANTOMAURO (Il Lavoro): era uno dei tre responsabili del calcio minore assieme a Giancarlo Pastorino e Franco Avanzini. Che trio, impareggiabile, si completavano a vicenda. Anche se non ha quasi mai vissuto di giornalismo, ha tanto insegnato alle giovani generazioni.

LUIGINO PUPPO (Corriere Mercantile - Redazione Levante): anche se era di Genova, era da anni nella piccola ma funzionale redazione del Tigullio, quella dove poi andò Matteo Gerboni, ora capo ufficio stampa all'Entella del patron Antonio Gozzi.

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