Economia della cultura a Genova

Una città come Genova deve dare priorità al Capitale Umano, l'investimento in sapere e nelle nuove generazioni.

Poi il Capitale Sociale: non esiste area di sviluppo dell'economia della conoscenza (penso alla Silicon Valley) ove agli investimenti nella crescita delle persone non si affianchino investimenti per la crescita delle relazioni. Qualità della vita, servizi, rete, associazionismo, accoglienza, contaminazione con culture diverse sono i semi da cui germoglia una tessuto sociale migliore, indispensabile perché i "coltivatori del sapere" e il loro lavoro possano trovare l'humus per piantare e veder crescere i loro frutti: le idee innovative. Perché l'economia della conoscenza è innanzitutto economia della creatività, economia della sfida, economia di quello che ancora non si vede, ma ci sarà.
In campagna elettorale proposi l'economia della creatività, l’asse portante della mia proposta. Non demordo: creiamo un tavolo di concertazione tra le parti sociali, gli operatori economici, i portatori delle esperienze positive, gli amministratori pubblici. Un tavolo che non dimentichi l’entroterra, che molto può dare in questa direzione.
Un tavolo permanente con un solo scopo: armonizzare le scelte, risolvere i problemi, trovare le strade, individuare le best practices, per raggiungere un solo obiettivo: fare di Genova e del genovesato il più grande e importante Distretto Culturale Evoluto d’Italia.

Cristina Lodi
(Consigliere comunale)

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