Genova citta' a piu' vocazioni

A partire dall’inizio degli anni Ottanta, con il manifestarsi della crisi del settore industriale, Genova si avvia

verso un’economia mista e diversificata in cui il rilancio a fini turistici e culturali gioca un ruolo di primo piano. La ridefinizione è stata lunga e complessa, l’acquisizione della consapevolezza circa l’irreversibilità delle tendenze alla deindustrializzazione è stata inerziale in molti gruppi sociali, non sono mancati periodi di grande tensione, la città è per molti anni attanagliata in un clima di smarrimento, non riesce a svincolarsi dall’immagine di staticità e decadenza.
Ormai da molti anni, sono iniziati processi di riconversione che puntano ad un modello di sviluppo dove accanto alla valorizzazione delle attività economiche più competitive tipiche della tradizione portuale ed industriale (logistica, terziario innovativo e avanzato, biomedicale, high tech), si promuovono politiche miranti al consolidamento del ruolo della città in campo turistico e culturale. Questi settori non sono considerati come un ripiego di fronte alla crisi dei settori principali, ma divengono ambiti economici su cui improntare una nuova fase di sviluppo. In molti documenti delle amministrazioni comunali più recenti che si sono succedute, appare consolidata l’idea di una “città a più vocazioni” per sottolineare la sua aspirazione a valorizzare le molteplici risorse (culturali, ambientali, competenze, know how, ricerca, saperi tecnici, posizione geografica) di cui dispone, senza sacrificarne alcuna. Lo sfruttamento delle molte risorse disponibili (talvolta trascurate o nascoste), anche tramite il supporto di iniziative di stimolo degli attori di politiche pubbliche, può favorire il riposizionamento della città su nuovi scenari di competitività. Puntare su più settori economici non costituisce un limite o una mancata scelta (anche perché esistono diverse potenzialità), semmai la vera sfida consiste nel creare condizioni di compatibilità e sostenibilità per lo sviluppo armonico.

Francesco Gastaldi
Professore associato di urbanistica
Università IUAV di Venezia

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