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Lauro e Gandolfo presentano la mostra di Giulia Chiaranz

Lilli Lauro, Nicholas Gandolfo e un'opera dell'artista Giulia Chiaranz.

La mostra di Giulia Chiaranz intitolata “Il Coraggio dei Vinti, Il Giorno del Ricordo attraverso sfumature di colori”, che si terrà a Genova, presso Palazzo Tursi di via Garibaldi 9, dal 4 all’11 febbraio 2020, espone 12 opere e offre la possibilità di rivisitare questo avvenimento storico molto importante, affrontando i tanti temi e i sentimenti contrastanti che le vittime di questa tragedia hanno dovuto subire nel corso della vicenda.

L’artista ha voluto ripercorrere, o meglio immaginare, attimi della vita quotidiana delle vittime, in momenti antecedenti alla morte.

Rappresenta esclusivamente soggetti femminili perché è molto legata a questa figura, così forte e nel contempo fragile e troppo spesso, ancora oggi, sottomessa e disarmata. Sono figure prive di volto perché non è importante la loro identità ma ciò che rappresentano.

Si potrà ammirare, per esempio, una coloratissima Norma Cossetto, giovanissima vittima delle foibe, ma qui sarà solo una normalissima ragazza di 23 anni, sognante, rivolta verso il cielo, che immagina il futuro da insegnante. Sogni che le sono stati strappati troppo presto.

Oppure troveremo le sorelle Radecchi, anch’esse vittime delle foibe, di ritorno dal lavoro in fabbrica, con cappelli e abiti vivaci.

In altri dipinti invece le sensazioni cambiano. L’ambiente si fa più cupo, i colori sono scuri e i protagonisti dei quadri esprimono pienamente l’atmosfera tipica di quegli anni e di quei luoghi, dove la paura la fa da padrona e vi è costantemente l’incertezza del futuro.

Non vi è distinzione tra uomo, donna, bambino; tutti sono ormai solo stranieri nelle loro amate terre e non desiderano altro che una rinascita.

Tra i dipinti si riconosce la figura di Egea Haffner, simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, una bambina di soli 5 anni costretta a scordare la propria fanciullezza. Lei fu pronta a partire dimenticando l’infanzia e proseguendo quel percorso a ostacoli che fu la vita di tutti gli esuli giuliani, portando sulle piccole spalle il peso di una guerra, l’uccisione del padre due anni prima, lo straniamento dell’esilio, il trasferimento a Cagliari e poi a Bolzano, ma andò avanti, come tutti gli altri esuli.

Ad accompagnare l’artista il giorno della presentazione della mostra, martedì 4 febbraio, ci sarà, per i saluti istituzionali, la consigliera regionale e comunale Lilli Lauro, come moderatore dell’incontro il consigliere Municipio IX Levante Nicholas Gandolfo. Si occuperà dell’inquadramento storico Petra di Laghi, storica e ricercatrice, che ha molto a cuore questo tema da lei conosciuto attraverso la memoria dai suoi nonni, vittime dell’esilio in Istria; è grazie a loro se ha poi deciso di orientare in tal senso le proprie ricerche e di incentrare su questa tragedia la sua tesi di laurea, poi divenuta un libro intitolato “Profughi D’Italia.1943-1955. Il dramma dei giuliano-dalmati delle foibe ai Centri di raccolta. L’accoglienza a Genova e in Liguria” edito da Erga Edizioni. Sarà infine presente Mirta Contardo, che si occuperà della critica artistica descrivendo e inquadrando le tecniche pittoriche e l’uso del colore dell’autrice.

 

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