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Il coraggio di Rixi

Rxi

Edoardo Rixi

Sono in molti a sostenere che, a questo punto, la Regione Liguria travolta dagli scandali, non può andare avanti.

Specie se il prof. Nicolò Scialfa non darà le dimissioni da consigliere. Perché sarebbe una regione monca, con un consigliere che non può più recarsi in via Fieschi, dovendose  stare agli arresti domiciliari (e gli è andata bene, visto che non è finito in carcere).

Saranno i giuristi ad esaminare il caso. Ma indipendentemente dalla legge, si invocano motivi di opportunità. Una Regione con tanti consiglieri indagati per le "spese pazze" (e altro) non ha più credibilità di fronte ai cittadini. L'opinione pubblica invoca nuove elezioni, magari per farne fuori il maggior numero possibili. Si sono già arricchiti abbastanza, bisogna voltare pagina.

Ci sono però anche consiglieri che invocano il ritorno alle urne, in anticipo rispetto alla scadenza naturale. Tra questi c'è il dottor Edoardo Rixi, leghista duro e puro, sempre con la cravatta verde d'ordinanza. E bisogna apprezzarne il coraggio, dato che è tutt'altro che certo di essere rieletto. Anzi.

Ora la Lega Nord ha tre rappresentanti in Regione, oltre a Rixi ci sono Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo. Rixi era capogruppo, poi però non ha voluto dimettersi da consigliere comunale, per lasciare il posto ad Alessio Piana, ed è stato punito: il partito ha dato il ruolo di capogruppo a Francesco Bruzzone di Stella. Il quale ha dalla sua Torterolo, il quale gli è grato perché gli ha lasciato il seggio di Savona, optando per quello di Genova.

Bruzzone non ha il titolo di studio di Rixi, però prende i voti e non solo tra i cacciatori. E' un vero leghista di quelli di stampo antico. Più vicino agli attacchini di una volta che agli intellettuali, che per altro nella Lega non hanno mai avuto fortuna. Bruzzone ha anche la voce del leghista e si veste da leghista.

Rixi per i gusti dei vecchi attacchini allevati dal mitico Bruno Ravera, è troppo raffinato. Senza contare che il declino della Lega sembra irreversibile. L'ha spiegato con la solita acutezza su "La Stampa" quel Giovanni Cerruti che sin dalla fondazione ha sempre seguito la Lega con simpatia.

E' quindi impossibile che la Lega alle prossime elezioni regionali conservi tre consiglieri. I sondaggi dicono che al massimo ne avrà uno. E in questo caso il favorito è Bruzzone, che è di nuovo scatenato dopo essersi ripreso la leadership. Rixi quindi rischia sulla propria pelle. Perché se non dovesse essere rieletto, sarebbe costretto a tornare a lavorare, non potrebbe certo vivere con l'appannaggio (si fa per dire) di consigliere nominale.

Quindi: Edoardo Rixi invoca nuove elezioni subito anche se sa che potrebbe restar fuori dalla Regione. Bisogna dirgli grazie per il suo coraggio.

 

Elio Domeniconi

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