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Convegno Ucid: conciliare capitale, lavoro e persone

“Nuove forme partecipative e nuovi modelli di relazioni industriali alla luce della dottrina sociale della Chiesa” è il titolo del grande e molto partecipato evento culturale e di alta economia che si è svolto al Palazzo della Meridiana di Genova, organizzato da Ucid Liguria ed introdotto dello stesso presidente dell'associazione di manager e imprenditori cristiani, Davide Viziano, che ha rilevato come spesso lavoro e capitale siano stati troppo conflittuali. Viziano ha invitato a superare tale logica ed avere, in futuro, maggiore condivisione.

Concetto ripreso peraltro dal presidente del comitato tecnico- scientifico Ucid, Riccardo Pedrizzi per il quale occorre un'alleanza capitale lavoro, anche in funzione dell'articolo 46 della Costituzione con partecipazione agli utili.

Articolo 46, scritto in parte, ha rivendicato Giulio Romani, segretario confederale Cisl, dallo stesso fondatore della Cisl. Giulio Pastore. Per Romani “la partecipazione non è solo una modalità ma un modo di stare insieme, costruire una società nuova. E il diritto al lavoro è crescita spirituale, non solo economica, mentre occorre poi formare alla digitalizzazione, avere leve fiscali che favoriscano politiche più stabili perché il Paese e mondo occidentale soffrono di disequilibri: per riequilibrarli occorre che tutte le parti collaborino”.

E sempre circa il punto di vista sindacale, di necessità di mediazioni ha parlato il vice segretario generale Cgil, Vincenzo Colla. “Nel nostro Paese – ha detto – la lotta di classe non ha più senso di essere” ed ha provocatoriamente chiesto di domandare agli operai ex Ilva se sono felici di una decrescita felice.

A seguire il punto di vista di Confindustria. “Il mercato deve essere strumento per creare ricchezza e il capitalismo deve essere a disposizione della comunità: senza industria non c'è lavoro”; lo ha detto Giovanni Brugnoli, presidente Confindustria per il Capitale umano, lamentando però che in Italia “pesa l'instabilità politica e diverse sensibilità tra sindacati e impresa oltre che alcune rigidità di quest'ultima”.

“Profitto, ambiente, valorizzazione delle persone “asset principali delle aziende” sono le parole d'ordine per il sindaco Marco Bucci che ha informato come 1.200.000 euro l'anno siano spesi per Genova, per renderla vivibile, migliore.

Aumenta il risparmio privato, diminuiscono i consumi, crollano gli investimenti, “qualcosa non va” è l'allarme del governatore ligure Giovanni Toti che esalta la forza italiana nell'export e propone come ricetta un “aumento dei salari senza però che questo ricada come peso sulle imprese”. 

Un alto monito, a conclusione del convegno, è venuto dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova: “Andiamo su Marte, sulla Luna poi è come una passeggiata. Perché allora tecnologie così avanzate non vengono applicate per avere cibo, acqua per tutti? Andiamo su Marte ma non si rendono fertili i deserti. Perché la comunità internazionale non pensa a questo? Bisogna governare il potere, la tecnologia deve essere al servizio dell'uomo e quindi governata dall'uomo”.

Parole appunto del cardinale Angelo Bagnasco, che ha dichiarato come non ci sia da fare nessuna conclusione, ma piuttosto una serie di riflessioni. “la politica – ha insistito il porporato – deve riprendere la sua funzione, altrimenti viene soppiantata dalla finanza. Politica che deve essere onesta e competente”.

Il cardinale ha poi esaltato la famiglia quale “più importante impresa del mondo”. E proprio andando in giro per il mondo, ha spiegato di avere notato come gli italiani “siano molto apprezzati, professionalmente ed umanamente per cui occorre evitare quello che a volte è senso di inferiorità. Occorre inoltre mantenere responsabilità”.

Dino Frambati

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