Fogliani: perche' assumo donne?

“Le donne sanno unire cuore e testa”, è questa la motivazione sulle quote rosa all'interno di ‘Qui! Group’,

azienda leader in Italia nei servizi alle imprese, data dal presidente Gregorio Fogliani a ‘Io Donna’ del Corriere della Sera. Riportiamo l’intervista rilasciata alla brava giornalista Chiara Maffioletti.

Quando Gregorio Fogliani ha iniziato la sua carriera da imprenditore, il suo gruppo prevedeva due uomini e dieci donne. Oggi in Qui! Group lavorano 1300 persone...
«E ancora le donne sono in maggioranza: rappresentano il 60, 70% dell’azienda».
Un errore del sistema...
L’errore è di chi non valorizza le donne sul lavoro. Sono convinto che quelle brave abbiano spesso qualcosa che agli uomini manca: sanno unire cuore e testa.
Però quando si ritrova con altri imprenditori si accorge che non molti la vedono come lei, no? Per dire, quando è a Cernobbio cosa pensa?
Be’, quando hai una platea di 120 persone e 110 sono uomini è normale pensare che c’è qualcosa che non funziona. Ma le cose stanno cambiando. Esiste però un aspetto che le donne non devono sottovalutare.
Quale?
Devono essere per prime consapevoli del loro valore aggiunto e credere nelle loro potenzialità. Molto spesso non succede.
Quando una sua dipendente le dice di essere incinta come la prende?
Sono felice, come dovrei prenderla? Credo che la maternità possa dare nuove energie e prospettive a una donna che lavora. Certo, le va garantito che al termine del periodo di stacco tornerà esattamente al suo ruolo di prima. Personalmente poi cerco di andare incontro a chi ha avuto un figlio, garantendo orari flessibili: contano i risultati, non quanto tempo stai in ufficio.
Detta così sembra il paradiso...
Ma no, solo trovo incredibile che vengano nel mio ufficio dipendenti disperate perché aspettano un bambino. Mi viene in mente una di loro che era venuta da me piangendo perché era incinta, come fosse una disgrazia. L’ho tranquillizzata dicendo che nessuno le avrebbe portato via il posto: era una responsabile. Mi ha detto che il nostro colloquio era stato come una seduta dallo psicologo. E poco dopo la nascita del primo, ha fatto un secondo figlio. Oggi è una mamma felice ma anche una donna in continua crescita nella sua carriera.
Molti imprenditori vedono ancora nel figlio maschio l’unico possibile erede delle loro fortune. Per lei?
Io ho due figlie femmine e penso che sarebbero perfettamente in grado di gestire l’azienda. Certo, devono dimostrarlo, come tutti quelli che lavorano con noi. Maschi o femmine, non fa differenza.

banner_18

ultimi articoli