Genova, o cara…

ANNA. Splendida creatura, Anna Pettene, elegante in un pellicciotto azzurro,

vista a Marassi a divertirsi per la vittoria della sua Sampdoria (e del consorte Edoardo Garrone), mamma adorabile con le sue bimbe avvolte di blucerchiato, non si capisce il perché voglia tanto interessarsi di politica.
Ma tant’è: è così disponibile (e certamente preparata) che ad ogni tornata elettorale è sempre in ballo, ora qui, ora là.
Col nuovo “giro” delle politiche del prossimo 4 marzo, eccola ancora alla ribalta e potrebbe essere questa la volta buona: Berlusconi (che la apprezza) e che ha qualche problemino con Toti (il “despota”) farà certamente “atterrare” qualche suo nome ed allora Anna Pettene…

CENSI. Uno dei più grossi, drammatici interrogativi che si sta ponendo tutto il mondo politico, non solo ligure, ma anche nazionale ed internazionale, riguarda tal Censi, ex consigliere del Municipio della Bassa Val Bisagno, passato ora a Casapound, ma soprattutto riguarda il suo nome che non si sa esattamente come faccia: Persidio? O Persidio? Anche la Accademia della Crusca, dopo approfonditi studi, non è arrivata a dare alcuna risposta sulla risposta di questo misterioso nome. Ormai comunque i dialoghi fra i suoi amici di via Montivideo sono questi: “Dove vai di bello stasera”. “Vado a casa Persidio o Fersidio?”

ARIANNA. La solare Arianna Viscogliosi, assessore al personale e alle pari opportunità del Comune di Genova, è in un momento di folgorazione organizzativa, ha inventato il “Coffee Time” per i dipendenti comunali, venti alla volta davanti ad un decaffeinato per non agitarli troppo. Scopo: “Aggiungere concretezza nello star bene…E per il benessere organizzativo. Tutto interessante certo, ma il pericolo è che i dipendenti (dopo questo successo), possano chiedere anche un pranzo time e poi un apericena time ed infine una disco time, per chiudere, nella notte. Ed ancora una domanda: chi paga questi decaffeinati? Il Comune di Genova o direttamente l’assessora, simpatica e geniale? Perché su queste iniziative non si può scherzare: come si sa incombe sempre l’incubo delle spese pazze.

ELISA. Che bella idea: il cagnolino sulla scrivania del suo padroncino, dipendente comunale. Apprezzamento totale da parte di tutti i canili d’Italia, dalla Brambilla e della città intera. Fra i vari obiettivi molto positivi di questa idea (realizzata con la massima serenità senza suscitare scandali con i sorrisi che non conosce i confini di Elisa Serafini), uno è apparso particolarmente stimolante: d’ora in avanti, i dipendenti comunali non potranno più dire che la loro, in Comune, sia “una vita da cani”.

Vittorio Sirianni

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