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La potente formula LGBT

LGBT. Potrebbe sembrare una formula chimica, invece è l’acronimo che raggruppa lesbiche, gay, bisessuali e transgender. La sigla però non indentifica solo le svariate abitudini della cosiddetta sfera privata, ma rappresenta pure una filosofia di vita, libera, ma anche libertina, senza banali moralismi e discriminazioni, che piace molto anche agli etero. Al Liguria Pride sabato hanno sfilato in 20mila. C’erano sì rappresentanti del coloratissimo mondo “diverso”, ma c’erano pure famiglie con bambini e gente di ogni età, razza, ceto sociale e preferenze sessuali.
Nel 2017 il sindaco Marco Bucci, da poco arrivato a palazzo Tursi, aveva negato il patrocinio del Comune di Genova al Liguria Pride dicendo: “daremo il patrocinio alle manifestazioni d’interesse per tutti i 585 mila genovesi, non per gli interessi di un’unica parte”.
Quest’anno, a sorpresa, è stato lo stesso Bucci a presentarsi alla partenza della manifestazione, annunciando anche che valuterà la possibilità di concedere il patrocinio alla prossima edizione. Presenza che però ha sollevato qualche protesta, da parte di chi l'ha interpretata come un’astuta mossa del "scindicu" per non lasciare alla sinistra un elettorato così numeroso.
Gli LGBT stanno cambiando il mondo. E presto potrebbero cambiare anche i sindaci. 

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