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Disastri maltempo, la riflessione dell'on. Paita

Raffaella Paita

Con un post sponsorizzato su Facebook, la deputata renziana Raffaella Paita ha fatto sapere quali sono le sue riflessioni in merito ai disastri causati dal maltempo e annuncia il programma Italia Shock.

Ecco il post:

1) Il disastro provocato dal maltempo in molte regioni italiane obbliga ad una riflessione seria sulle nostre priorità. L’entroterra frana perché non c’è più il presidio dell’uomo. Prendiamo il caso ligure - che può valere con numeri diversi - per altre regioni. Oggi in Liguria gli occupati in agricoltura sono poco più di 10mila: 100mila in meno rispetto al secondo dopoguerra. 100mila persone in meno, che prima tenevano in ordine i muretti a secco, regimavano le acque, falciavano il fieno, coltivavano terreni (per questo molto più permeabili di oggi), si occupavano della filiera del bosco, si dedicavano all’allevamento del bestiame. Salvare la Liguria e l’Italia senza preservare e rilanciare questo patrimonio impossibile. Ci vuole un piano straordinario per il dissesto idrogeologico (ripristinando Italia Sicura) e un piano di investimenti e incentivi per favorire il recupero di queste aree.

2) Ho visto che si è già riaperta la gara a dire che la fragilità del Paese si combatte non facendo opere nuove che invece servono come la Gronda. L’Italia crolla per l’abbandono dell’entroterra non per l’eccesso di infrastrutture. Rimettiamo in piedi la struttura Italia Sicura per il dissesto ed estendiamola al progetto ‘salviamo l’entroterra’ ed evitiamo di far passare il concetto che la decrescita felice renda più sicuro il Paese. Perché le infrastrutture servono!

3) Il nuovo drammatico crollo di un ponte autostradale in Liguria e il tema di un’enorme frana che si è staccata dalla collina sovrastante, obbliga a ripensare tutte le normative di sicurezza in materia. Se dopo la vicenda del ponte Morandi si è giustamente messa in moto interventi di monitoraggio e di manutenzione dei viadotti più problematici, la vicenda di ieri mette in luce un altro aspetto: il controllo su tutti i versanti potenzialmente pericolosi per tratte autostradali, stradali e ferroviari. Questa responsabilità è dei proprietari dei terreni ma va rafforzata. Penso che il gestore dell’infrastruttura debba farsi carico anche dei pericoli di questo tipo. Responsabilizzare cioè chi gestisce le opere anche al monitoraggio dei terreni limitrofi e alle infrastrutture di loro competenza. Sarà un programma #ItaliaShock che presenteremo a governo e al Paese a gennaio. Su cui tutti oggi concordano: è il momento delle opere, della manutenzione, della difesa del territorio.

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