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Berneschi, una famiglia all’italiana

Giovanni Berneschi

Nei vari uffici della Banca Carige, tutti si chiedono: ma perché Giovanni Alberto Berneschi si è comportato così?

La Berneschi era una famiglia onorata, ora è la famiglia più chiacchierata di Genova.

GIOVANNI BERNESCHI
Il capofamiglia con i "manezzi" aveva accumulato un bel tesoretto (prima gli hanno sequestrato i 21 milioni rientrati dalla Svizzera) poi in Carige hanno prelevato dal suo conto altri 800 mila euro. Eppure faceva la stessa vita di prima. Continuava ad abitare in via Felice Romani. Niente mondanità, niente Seychelles, nienti ristoranti. Week end a fare il contadino a Ortonovo. Per l’ipertensione e gli altri acciacchi dell'età solo spaghetti all'olio. Certo deve essere terribile andare in carcere a 77 anni (e in isolamento). E per fortuna l'hanno mandato a Pontedecimo e non a Marassi.

UMBERTA ROTONDO
La moglie. Sempre nell'ombra. Una casalinga che non si è mai atteggiata a Lady. I giornali hanno cercato invano una sua fotografia. Non ne esistono. Era contitolare (con la nuora) del tesoretto depositato in Svizzera. Le era stato intestato anche il 5% della MB Service di cui era titolare il figlio. Era lei che telefonava per far spostare i conti. Ma nella registrazione si sente chiaramente la voce dell'autorevole. Per il momento non è accusata di niente. Gli inquirenti l'hanno considerata una vera esecutrice di ordini. Il ragioniere comandava a bacchetta pure lei. 

ALBERTO BERNESCHI
Il figlio. Vicedirettore generale di Carige Vita. Il numero 2 dopo Ferdinando Menconi. Un posto di grande rilievo. Ora l'hanno descritto perché, contravvenendo al regolamento interno non aveva rivelato di essere il proprietario della MB Service, proprietaria di immobili, che riscuoteva affitti anche dalla Carige Vita. Si sa che non è mai andato d'accordo con il padre. Ma non si era mai ribellato. Forse pensando che probabilmente aveva accumulato quel tesoretto pensando al futuro dei due nipotini. Un super-nonno.

FRANCESCA AMISANO
La nuora. E' stata fotografata solo quando dal carcere di Pontedecimo l'hanno portata (in manette!) per essere interrogata dai Pm. Era la cocca del suocero. Che la ammoniva: "Non stare a parlare troppo con lui (il marito ndr) quello mi odia". Ha tentato di recitare la parte dell'ingenua che fa quello che le dicono di fare. Gli inquirenti però non le hanno creduto quando hanno appurato che è laureata in economia e commercio. Era lei che gestiva la MB Service del marito. Era cointestataria del tesoretto che il suocero la invitava a dire di aver ereditato alla morte del padre. Non poteva non sapere. E per questo i due PM hanno dato parere negativo alla sua scarcerazione. E persino alla concessione dei domiciliari. Per ora rimane nella casa circondariale di Pontedecimo. Dove c'è anche il suocero.

Radio Carcere racconta che in carcere non fa che piangere, anche pensando ai figli. Gli inquirenti sono convinti che alla fine crollerà. E racconterà tutto quello che sa delle attività del "Magro".

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