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Gli sponsor di Fucigna

Roberto Fucigna

L'ennesimo scoop di Marco Preve ("Repubblica") ci fa sapere come procede l'inchiesta che ha coinvolto

il dottor Roberto Fucigna ex coordinatore dell'ufficio gip del tribunale di Genova. Un ufficio importante perché sta al giudice delle indagini preliminari rinviare a giudizio o archiviare il caso.

Dal punto di vista professionale il magistrato non rischia nulla. Perché se n'è andato in pensione in anticipo e sicuramente in tanti a Palazzo di Giustizia gli volevano bene, perché l'hanno salutato con una bella festicciola alle Terrazze del Ducale. Ormai non è più un magistrato in servizio.

Però siccome quando è scattato l'inchiesta era ancora un gip, anzi il capo dei gip, a giudicarlo, secondo la legge saranno i magistrati di Torino.

Preve ha raccontato in anteprima (il "Secolo XIX" ha tanti cronisti giudiziari in più rispetto a "Repubblica-Il Lavoro", ma nessuno ha gli agganci di Preve) che i magistrati di Torino hanno assemblato una specie di mappa in cui si intrecciano le archiviazioni firmate dai giudici con le sponsorizzazioni. E le sponsorizzazioni riguardavano una società genovese di pallavolo, la Igor Volley, poi Carige Volley infine Pallavolo Genova, che dall'anno scorso non è più iscritta ad alcun campionato perché sono venuti a mancare gli sponsor, quindi non ci sono più i soldi per andare avanti con la pallavolo, che grazie a Fucigna era arrivata alla serie A.

E di quella squadra di pallavolo Fucigna era il numero uno, prima presidente effettivo, successivamente presidente onorario. Era lui che doveva far quadrare i conti. Doveva cercare gli sponsor e aveva voluto nel suo staff anche un vecchio volpone della pubblicità e delle relazioni pubbliche, il mitico Giacomo Facchiano.

Un elemento a favore di Fucigna: tutto avveniva alla luce del sole. Il magistrato avrebbe potuto benissimo dare una mano alla sua squadra del cuore, anche senza figurare (per legittima prudenza). Invece aveva accettato la carica numero uno. Sulla scrivania del suo ufficio aveva sempre il blocchetto degli abbonamenti e delle partite e li vendeva agli avvocati che credeva suoi amici. E qualcuno non lo era perché poi spifferava tutto ai giornalisti perché denunciassero il fatto.

Ora Preve ha raccontato che i giudici di Torino hanno archiviato almeno una ventina di casi che riguardavano gli sponsor della sua società di pallavolo. Ci sono dei grossi nomi: da Ferdinando Menconi a Giovanni Berneschi, da Franco Lazzarini a Francesco Belsito, da Osanna Bresci ad Augusto Bruschettini, da Simona Pascucci a Mario Costantino. Le inchieste della Guardia di Finanza con i loro nomi, sono state tutte archiviate. In genere con la formula "infondatezza della notizia di reato"'.

Ho avuto modo, come giornalista, di conoscere e intervistare Roberto Fucigna. Sono stato nel suo ufficio, lo vedevo allo stadio in tribuna d'onore alle partite della Sampdoria, a Telegenova nelle trasmissioni di Franca Brignola.

Metterei la mano sul fuoco che in tasca sua non è entrata una lira e nemmeno un euro. Ho ammirato il suo coraggio perché una malattia lo obbligava a farsi le iniezioni anche in ufficio. Nel suo ufficio mi ero meravigliato di vedere incorniciata la foto di un cane nero, che avevo giustificato col fatto che era sposato e non aveva figli, e alle pareti anche la sciarpa della Sampdoria, come se dovesse giudicare in nome del popolo blucerchiato.

Mi ero posto anch'io la domanda se a un giudice conveniva esporsi così per la pallavolo e anche per la Sampdoria. Ma siccome tutto avveniva pubblicamente, senza sotterfugi, credevo che la buona fede bastassero per assolverlo. Vedremo come la penseranno i giudici di Torino. Da sportivo posso aggiungere che con Fucigna la pallavolo genovese era in serie A, senza Fucigna è scomparsa da tutti i campionati.

Elio Domeniconi

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