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Le caramelle di Repetto

Flavio Repetto

Dopo quello che avevamo letto su Giovanni Berneschi e Ferdinando Menconi pensavamo che sugli scandali-Carige

si fosse detto ormai tutto.

Invece ora saltano fuori particolari sconcertanti sull'ex presidente della Fondazione Flavio Repetto da Lerma. Dottore honoris causa. Cavaliere del lavoro. Presidente della Novi-Elah-Dufour. Sede legale a Genova, stabilimento a Novi Ligure. Anni 83 splendidamente portati.

Qualcosa era già venuto fuori. Ad esempio che aveva sistemato nella Fondazione alcuni personaggi che gli avevano fatto comodo nell'azienda, anche come autisti. E si sapeva che come segretario generale aveva assunto il suo biografo, Rodolfo Bosio, giornalista piemontardo (che ora è stato detronizzato con adeguata buonuscita). Nel bilancio si erano scoperti contributi erogati dalla Fondazione ai vescovi italiani per l'acquisto di stole o quelli consegnati alla Luxe Vide per produrre un dvd della fiction "La Bibbia". Finanziamenti che nulla avevano a che spartire con il territorio ligure (ciò di cui dovrebbe occuparsi una Fondazione bancaria).

Riguardava invece la nostra regione la collana di libri intitolata "Storia della Liguria", costata diverse centinaia di migliaia di euro. Soldi intascati dalla casa editrice Marietti il cui proprietario è lo stesso cavalier Repetto. E nel consiglio d'amministrazione della Marietti siedono fior di giuristi legati alla Carige, come Sergio Maria Carbone, Guido Alpa e Lorenzo Cuocolo che si sono dimenticati di far notare a Repetto l'inopportunità di un simile finanziamento.

Ora Marco Preve ha rivelato su "Repubblica" che l'ufficio di Flavio Repetto alla Fondazione Carige era un fortino blindato, con le finestre antiproiettile, i vetri a prova di Kalashnikov. Forse il cavaliere temeva per la propria pelle, sospettava che qualcuno volesse farlo fuori anche in senso fisico.

Ma il concittadino di Moana Pozzi lascia perplesso per tante altre cose. Ad esempio sui tavoli dei consiglieri e degli ospiti non mancavano mai vassoi di caramelle Elah-Dufour. Si pensava fossero un gentile omaggio del presidente-proprietario. Invece Preve ha scoperto che le mandava a comprare da un commesso nei negozi del centro e con i soldi della Fondazione. Ha raccontato il cronista di "Repubblica": "Si narra che un giorno un noto commerciante, un po' imbarazzato della situazione, disse all'impiegato: "Guardi che qui da me costano di più, vada alla Coop a comprarle".

Particolare curioso: il cavaliere del lavoro Flavio Repetto fa ancora parte della Fondazione Carige.

Elio Domeniconi

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