Ai Ricchi e Poveri il 1° Premio Palazzo Ducale oltre le mura
Un abbraccio simbolico tra passato e presente della musica italiana ha animato la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, dove i Ricchi e Poveri hanno ricevuto il 1° Premio “Palazzo Ducale oltre le mura”. Un riconoscimento che celebra non solo una carriera straordinaria, ma anche il legame profondo con la città di Genova, da cui tutto ebbe inizio.
La consegna del premio è avvenuta durante l’incontro “Quando il pop è planetario”, appuntamento inaugurale del ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino. Un progetto che intende esplorare l’evoluzione della musica ligure, attraversando generi e generazioni, e che vedrà protagonisti, nelle prossime settimane, oltre a Roberto Vecchioni (8 aprile), Sayf (29 aprile), Olly (5 maggio) e Moreno (22 maggio).
L’evento ha offerto l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della carriera dei Ricchi e Poveri, dagli esordi alla fine degli anni Sessanta fino al successo internazionale, segnato da milioni di dischi venduti e da brani diventati patrimonio collettivo. Accanto a loro, il critico musicale Paolo Giordano e il direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla hanno sottolineato l’impatto culturale e popolare del gruppo, capace di attraversare epoche e confini.
Particolarmente significativo il messaggio inviato da Ivano Fossati, letto in apertura dalla presidente della Fondazione Palazzo Ducale, Sara Armella. Parole cariche di affetto e riconoscenza, che testimoniano la diffusione globale delle canzoni del gruppo, capaci di risuonare anche nei luoghi più remoti del pianeta, come dimostrato dal suggestivo racconto di un Capodanno in Nuova Guinea sulle note di “Sarà perché ti amo”.
Il premio “Oltre le mura” nasce con l’intento di valorizzare artisti che hanno portato la cultura ligure oltre i confini geografici, contribuendo a costruire un’identità musicale riconoscibile e duratura. In questo senso, i Ricchi e Poveri rappresentano un simbolo perfetto: interpreti di un pop accessibile e universale, ma radicato nella tradizione locale.

L’intervento della presidente Sara Armella
«Palazzo Ducale – sostiene la presidente Sara Armella – intende ampliare la propria offerta culturale ed esplorare le varie forme espressive. Spazio aperto, dunque, alla musica, dalla classica con Francesco Meli e il ciclo Pentagramma Ducale, fino alla musica contemporanea, con il ciclo che si avvia oggi. Dal cantautorato, al pop e al rap: gli appuntamenti che si susseguiranno nella sale del Ducale ricostruiranno la storia musicale di Genova e della Liguria, grandi incubatrici di esperienze di successo in Italia e nel mondo che hanno prodotto importanti declinazioni anche nella contemporaneità con interpreti in grado di intercettare i nuovi linguaggi e parlare alle giovani generazioni».
I curatori Roberto Vecchioni e Margherita Rubino
«Il ciclo – sottolineano i curatori Roberto Vecchioni e Margherita Rubino – propone un dibattito che, per Palazzo Ducale, parte dalla considerazione di quanto forte sia la componente genovese e ligure che si impone da protagonista per tutti e tre questi generi musicali. Sia la canzone pop che quella cantautorale che quella detta rap possiedono una straordinaria forza autonoma, ma al tempo stesso non è fissata in canoni precisi e presenta confini fluidi e discutibili. I genovesi e i liguri hanno contribuito a dare il via a questi tre fenomeni: questo dato rende orgogliosi e va segnalato e ricordato con forza, anche in sede di dibattito e di critica. L’aspetto popolare delle canzoni, pop o rap o di autore – o tutte e tre le cose in una (non è infrequente) – è una somma di emozioni e passioni che non costituiscono ornamento, sono spazio di costruzione di identità, personale e collettiva. È parte del patrimonio culturale locale e nazionale. È cultura ed è pure motore economico, visto che l’industria musicale ha un valore complessivo di 4 miliardi di euro».
Il messaggio di Ivano Fossati
“Sarà che il valore della musica si misura solo imparando ad accoglierla tutta, o sarà che le canzoni a volte rivelano di essere meno leggere e contare più di quanto abbiamo creduto. Genova rende omaggio ai “Ricchi e Poveri” e a mio parere non potrebbe fare cosa più giusta.
Cari Angela e Angelo, le vostre canzoni corrono tutt’ora con successo attraverso gran parte del mondo. Avendo viaggiato io stesso per molti anni posso testimoniare che le voci di tutti voi sono sempre uscite prepotentemente dalla radio in ogni paese che ho visitato, anche in quelli più sperduti e lontani, regalandomi la compagnia e l’eco di familiarità che si apprezzano particolarmente a migliaia di chilometri da casa.
A proposito di grandi distanze, l’ultima segnalazione l’ho avuta da un caro amico e viene dalla Nuova Guinea, dove la notte di Capodanno 2026 un intero villaggio di pescatori ha festeggiato la mezzanotte cantando a squarciagola Sarà perché ti amo. Avrei voluto esserci. Oggi la città festeggia il vostro successo, il talento, la generosità e la vostra storia. Io mi permetto di associarmi a questo abbraccio con l’affetto e la stima più sinceri”.

Margherita Rubino
