Lettera ai Civ, Beghin: “La responsabilità è mia, ma non era la versione che volevo mandare”
Tiziana Beghin, assessora del Comune di Genova
L’assessora al Commercio del Comune di Genova, Tiziana Beghin, interviene in Sala Rossa per fare chiarezza sulla lettera inviata ai Centri Integrati di Via (CIV), finita al centro di un acceso dibattito politico nelle ultime settimane. Rispondendo alle interrogazioni presentate dai consiglieri Valeriano Vacalebre (Fratelli d’Italia), Paola Bordilli (Lega), Mario Mascia (Forza Italia), Pietro Piciocchi, su delega di Davide Falteri (Piciocchi Sindaco – Vince Genova), Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova con Silvia Salis) e Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle), Beghin ha ammesso l’errore, assumendosene pienamente la responsabilità.
«Non scarico sugli uffici la responsabilità di questa lettera. La responsabilità è la mia», ha dichiarato l’assessora, spiegando di non aver controllato il testo prima dell’invio e che quello trasmesso «non era la versione che volevo mandare». Beghin ha quindi escluso con decisione che vi fosse l’intenzione di chiedere l’estromissione dei presidenti dei CIV non allineati con la sindaca o con l’amministrazione comunale.
Pur riconoscendo l’errore, l’assessora ha rivendicato il principio che stava alla base dell’iniziativa: la necessità di applicare correttamente il protocollo che disciplina i rapporti con i CIV. «Anche in quel testo sbagliato c’era un concetto che voglio rivendicare: chiedevamo l’applicazione del protocollo CIV», ha affermato.
Beghin ha inoltre invitato le opposizioni ad abbassare i toni, sostenendo che la vicenda sia stata strumentalizzata. Ha ricordato come l’amministrazione sia stata più volte bersaglio di attacchi che, a suo giudizio, hanno superato il limite della legittima critica politica. Tra gli episodi citati, il body shaming rivolto a un minore e accuse rivolte alla giunta di essere «amica dei delinquenti» o addirittura di non contrastare lo spaccio perché i suoi componenti farebbero uso di sostanze stupefacenti. «Questa non è critica politica e questo comportamento va arginato», ha sottolineato.
L’assessora ha infine annunciato l’avvio di un percorso di revisione del protocollo dei CIV, ritenuto oggi «troppo ambiguo». Un primo incontro è già stato fissato per l’inizio di settembre. L’obiettivo dichiarato è quello di definire regole più chiare, capaci di garantire terzietà, imparzialità e trasparenza, a tutela delle categorie economiche e non degli schieramenti politici.
«La risposta più grande alle polemiche – ha concluso Beghin – sarà ottenere una vera riforma del protocollo CIV, affinché sia chiaro che vogliamo compiere azioni a tutela delle categorie e non dei partiti».
