Skin ADV

Ponte Morandi, viceministro Rixi: “La memoria deve diventare cultura della sicurezza”

 

A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha ricordato le 43 vittime della tragedia sottolineando il valore della memoria e, soprattutto, la necessità di trasformare quanto accaduto in una nuova cultura della sicurezza.

“Essere qui oggi, a 8 anni dal crollo del Ponte Morandi, non è un atto di semplice memoria istituzionale. È, prima di tutto, un atto di rispetto”, ha detto Rixi rivolgendosi alle famiglie delle vittime. “Il 14 agosto 2018 Genova non perse soltanto un ponte. Perse 43 persone”.

Nel suo intervento il viceministro ha ricordato anche la propria esperienza personale: “Io stesso passai su quel ponte un’ora prima e l’avrei rifatto poche ore dopo per portare la mia famiglia in vacanza”. Parole che, ha sottolineato, rendono ancora più difficile trovare le parole davanti ai familiari delle vittime.

Da quella tragedia, secondo Rixi, deve nascere una precisa responsabilità istituzionale. “Ricordare significa far sì che ciò che è accaduto cambi concretamente il nostro modo di amministrare, progettare, controllare e costruire”. La sicurezza delle infrastrutture, ha aggiunto, “non può essere una voce di bilancio, né un adempimento formale” e deve venire “prima, sempre”.

Rixi ha quindi espresso il riconoscimento dello Stato alle famiglie delle vittime, che in questi anni hanno continuato a chiedere “verità, giustizia e attenzione”. Il viceministro ha ricordato le misure di sostegno economico e sociale adottate negli anni, dagli interventi per chi ha perso il lavoro alle borse di studio e alle più recenti misure dedicate ai familiari delle vittime.

“Ma nessuna misura potrà mai restituire una persona a una famiglia”, ha precisato, sottolineando che il sostegno dello Stato non può sostituire la ricerca della verità e della giustizia. “La giustizia appartiene alla magistratura”, ha detto, ribadendo la necessità di rispettare pienamente l’autonomia dei giudici. 

Alla politica spetta invece “trarre insegnamento da quanto accaduto e fare in modo che non si ripeta”. In questa prospettiva, il nuovo ponte rappresenta il simbolo della rinascita di Genova, ma non deve diventare uno strumento di rimozione: “Ricostruire non significa dimenticare”. 

Un ruolo centrale, nel percorso della memoria, è affidato al Memoriale 14 Agosto 2018, che Rixi ha definito uno spazio destinato a raccontare la tragedia, i soccorsi e la rinascita della città. La memoria, ha osservato, deve parlare ai giovani e diventare “cultura della sicurezza” nelle scuole, nelle università, nelle professioni tecniche e nelle amministrazioni.

“Dietro ogni infrastruttura ci sono persone, dietro ogni decisione ci sono conseguenze e dietro ogni scelta tecnica c’è una responsabilità concreta”, ha affermato.

Infine, l’impegno del Governo: manutenzione, controlli, investimenti e innovazione tecnologica per rendere la sicurezza delle infrastrutture una priorità permanente. “Sulla sicurezza non esiste mai un punto di arrivo”, ha concluso Rixi. E alle famiglie delle 43 vittime ha rivolto un messaggio: “Vi siamo vicini oggi, e il nostro impegno deve continuare ogni giorno”.

Pin It

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip