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Borsino crisi di governo, dalla parte dei politici genovesi

Super User 16 Agosto 2019 495 Visite

Secondo Genova3000.

GIOVANNI TOTI
La cannonata a salve sparata da Salvini contro il premier ha prodotto, per il momento, solo un gran rumore e, a causa del rinculo, stordimento tra i militanti della Lega, che sta correndo il rischio di uscire dal governo. Il contraccolpo è stato avvertito anche dal governatore Toti che pensava di essersi scrollato di dosso Berlusconi, rimesso invece in gioco dalla crisi. Per fortuna, la trofiata-trenette al pesto con Salvini lo ha rincuorato.

MARCO BUCCI
Durante la messa per la celebrazione delle vittime del Morandi si è trovato tra Salvini e Di Maio: una situazione scomoda, visti i recenti rapporti tra Lega e M5S. Ma il sindaco-commissario non si è scomposto e ha tenuto a distanza i due rivali, dei quali sa di godere piena stima. In segno di pace, ha stretto la mano a entrambi, mentre i due vicepremier non si sono nemmeno guardati, neppure quando sono rimasti senza il sindaco-cuscinetto, salito sul palco per lanciare il suo concreto e sentito messaggio.

EDOARDO RIXI
Anche se la scelta di andare subito a elezioni è per lui penalizzante, perché potrebbe non essere (per opportunità) ricandidato a causa della nota condanna di primo grado per le spese pazze in Regione, l’ex viceministro alle Infrastrutture (aveva rassegnato spontaneamente le dimissioni) segue e sostiene il suo Capitano ovunque e in tutti i modi. Sa che il suo destino politico è legato alla Lega, ma soprattutto al “salvatore” Salvini.

FRACESCO BRUZZONE
Il senatore si trova nelle stesse condizioni del deputato Rixi. Anche per lui le elezioni anticipate non sono la soluzione migliore: potrebbe perdere quattro anni di onorato lavoro a Palazzo Madama. E, dopo tanti anni passati in Regione, sarebbe duro non potersi sedere su uno scranno così autorevole. Per fortuna ci sono ancora due gradi di giudizio che potrebbero ribaltare la sentenza di primo grado. Pure per lui nefasta.

BEPPE GRILLO
In questa crisi di governo è apparso il più lucido e razionale. Sapendo che chi ha innescato la crisi di governo non ha (e non li aveva neppure dopo le elezioni dello scorso anno) i numeri in Parlamento per poterla sostenere, ha colto la palla al balzo per ridimensionare l’alleato che negli ultimi mesi si era fatto sempre più grande e minaccioso. “La frittata ormai è fatta”, ha detto uno dei suoi grillini riferendosi al ripensamento di Salvini. Così hanno cambiato menu. E ai fornelli ci vogliono andare con Renzi. Ma la frittata può ancora girare.

I DUE ROBERTO (BAGNASCO, CASSINELLI e tutti i forzisti)
Anche i due Roberto, Bagnasco e Cassinelli, e tutti i fortisti rischiano il posto alla Camera e Senato. Il costante ridimensionamento di Forza Italia e, soprattutto, il rischio che a Berlusconi l’imprevedibile Salvini preferirà nella coalizione Toti, potrebbe ridurre (e di parecchio) alle future elezioni gli scranni parlamentari a disposizione degli azzurri. I due berlusconiani doc voteranno però secondo le indicazioni del partito. Non terranno conto dei loro interessi personali.

LUCA PASTORINO
La sua elezione (in Liberi e Uguali) in extremis, arrivata solo dopo il calcolo dei resti, è stata già miracolosa lo scorso anno. Protagonista della scissione del PD alle regionali 2015, per l’ex sindaco di Bogliasco ripetersi sarà quasi impossibile. Anche se sul territorio è molto apprezzato. Soprattutto dalle donne.

RAFFAELLA PAITA (e tutti i renziani)
Per la moglie dell’ex presidente dell’Autorità Portuale di Genova e per tutti i renziani doc la ricandidatura alle future politiche potrebbe essere a rischio. Anche se i pezzi da novanta non vanno mai esclusi. Da quando è segretario del PD, tocca a Zingaretti fare le nomine. Non è però da escludere un suo accordo con Renzi per dividersele. Il partito non è al 40%, ma sta risalendo (oggi è al 23%). Ci può essere spazio per tutti.

ROBERTO TRAVERSI (e tutti i grillini)
Eletto deputato nel collegio uninominale di Genova-Serra Riccò, come tutti i grillini, anche l’architetto-giornalista rischia lo scranno. Il Movimento 5 Stelle è lontano da quel 32% che lo scorso anno gli ha permesso di fare il pieno di parlamentari. Oggi i sondaggi lo danno al 17%, ma potrebbe salire o scendere in base all’esito della bagarre con la Lega. Ad oggi i posti sono però quasi dimezzati.

Intervista al sindaco Marco Bucci

Super User 06 Agosto 2019 315 Visite

Vittorio Sirianni ha intervistato il sindaco Marco Bucci su ponte, politica, rimpasto di giunta, economia e cose fatte e da fare per la città. Nella parte finale scopriamo come si definisce.
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Borsino Toti-exit, secondo Genova3000

Super User 04 Agosto 2019 674 Visite

Secondo Genova3000.

GIOVANNI TOTI
Togliendolo dal nuovo coordinamento del partito, Berlusconi ha evitato a Toti l’imbarazzo delle dimissioni immotivate. Adesso l’ex delfino può finalmente impegnarsi a far crescere la sua nuova creatura politica, “Cambiamo!”. E dovrà lavorare sodo, soprattutto se non sarà sostenuto dal centrodestra, affinché la Liguria l’anno prossimo non cambi governatore. E il punto esclamativo non si trasformi in interrogativo. Senza risposta.

MARCO BUCCI
L’incertezza politica che sta avvolgendo il governatore Toti ha fatto crescere le quotazioni del sindaco di Genova, addirittura si parla di una sua possibile candidatura alle regionali 2020. La notizia era nata in occasione di una visita del vicepremier Matteo Salvini a Genova (a Fincantieri), ma era stata prontamente smentita da Edoardo Rixi e dal portavoce di Bucci.

EDOARDO RIXI
L’ex viceministro ancora una volta sarà protagonista della politica ligure. Nel 2015 era stato ad un passo dalla candidatura a governatore, poi superato da Toti. Nel 2017 ha tirato fuori dal cilindro il nome di Marco Bucci come sindaco di Genova. In autunno deciderà chi dovrà correre alle regionali 2020 per il centrodestra, e non potrà (per il momento) essere lui. A Genova3000 aveva dichiarato che l’unico candidato è Toti. La pensa ancora così? Presto glielo chiederemo.

SANDRO BIASOTTI
“Non so cosa sia successo, anche perché mi sembra che il mio partito abbia iniziato un importante percorso di rinnovamento con primarie aperte. Sono profondamente dispiaciuto di questa rottura che spero sia solo momentanea e che nei prossimi giorni cercherò di analizzare meglio”. Ha detto il coordinatore regionale di FI a Genova3000 che però non ha voluto anticipare il suo futuro politico. In vacanza, soprattutto durante una battuta di pesca in mezzo al mare, avrà modo di analizzare meglio la questione. Dipenderà anche da quali pesci abboccheranno?

BAGNASCO-CASSINELLI (I DUE ROBERTO)
Sono sempre stati molto fedeli al presidente Berlusconi. Alle passate politiche sono stati premiati da Forza Italia con la candidatura, che hanno saputo sfruttare bene facendosi eleggere alla Camera dei Deputati. Dopo la scissione di Toti non hanno avuto dubbi con chi stare: hanno scelto il vecchio (usato garantito) per il nuovo (potente ma da collaudare). Finché il partito sarà governato dal Cav i due Roberto avranno un posto in Paradiso. Che sia al Senato o alla Camera.

CLAUDIO MUZIO
Il consigliere regionale non ha usato mezzi termini per descrivere l’atteggiamento di Toti degli ultimi anni. “In politica, come del resto nella vita, non c’è nulla di peggio dell’equivoco. In Forza Italia è arrivato il tempo della chiarezza e, comunque la si pensi, questo non può essere che un bene. Per quanto mi riguarda, sono stato chiaro fin da subito: io non cambio casacca”. Una lezione di vita e di politica. Che arriva dal rigoroso entroterra ligure. Precisamente da Casarza Ligure.

CAVO-GIAMPEDRONE-SCAJOLA (MARCO)-VACCAREZZA 
Gli assessori regionali e il capogruppo di FI in Regione sono compatti accanto a Toti. La decisione di seguire il loro faro arancione non è mai stata messa in discussione. Per portare sostenitori al teatro Brancaccio hanno organizzato diversi pullman. I “Fantastici Quattro” sono per Toti importanti punti di riferimento sulle province: costituiscono la spina dorsale del nuovo movimento. Un ruolo delicato da svolgere, perché un eventuale colpo della strega di uno potrebbe vanificare il lavoro di tutti.

LILLI LAURO
La sua duplice veste, totiana in Regione e azzurra in Comune, aveva creato un po’ di suspance su come avrebbe reagito in caso di scissione tra Toti e Forza Italia. Invece la pimpante Lilli non ha avuto dubbi: “Viva la meritocrazia!!! Viva il rinnovamento!!! Avanti tutta!!! Forza presidente Toti!!!”. Lauro non può rappresentare il rinnovamento, ma, evidentemente, sa di poter puntare sulla meritocrazia per essere riconfermata in Regione.

CLAUDIO BURLANDO
La sinistra ligure spera che alle regionali 2020 il centrodestra si venga a trovare nella stessa situazione nella quale si è trovato il centrosinistra alle regionali del 2015, cioè diviso. Le liti tra Raffaella Paita, Luca Pastorino e Sergio Cofferati (tutti approdati in Parlamento, Italiano o Europeo) alle scorse regionali avevano creato un frazionamento del voto tale da favorire l’elezione a presidente di Giovanni Toti. Per l’ex governatore ligure Claudio Burlando adesso ci sarebbe una condivisione su un unico nome da candidare alla guida della Liguria e le divisioni all’interno del centrosinistra non ci sarebbero più. Il Parlamento evidentemente mette saggezza.

CLAUDIO SCAJOLA
Alle comunali di Imperia il centrodestra (Forza Italia non aveva però messo il simbolo) gli aveva opposto Luca Lanteri, candidato uscito sconfitto dalla competizione pur essendo sostenuto con forza da Giovanni Toti. Per il sindaco Scajola potrebbe essere ora il momento di restituire pan per focaccia, promuovendo lo sviluppo dell’“Altra Italia” in Liguria (già si parla di numerosi incontri in diverse città, anche oggi in un noto ristorante della Foce). Ma U Ministru è persona che si è conquistato le posizioni sempre sul campo. Non ha mai aspettato in riva al fiume il cadavere del suo nemico.

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