Borsino commemorazione

Secondo i lettori di Genova3000.

 

 

NICOLO’ ANSELMI
Il vescovo ausiliare di Genova ha rappresentato il cardinale Angelo Bagnasco, impegnato in una missione all’estero, sia sul palco che in cattedrale. “Genova rinascerà se ognuno farà la propria parte. Su quel ponte potevamo esserci noi o qualcuno dei nostri familiari. Per questo motivo insieme ai nostri 43 amici travolti dal disastro, in un certo senso, siamo morti tutti noi. Siamo turbati e scossi”. Oltre al discorso in piazza De Ferrari, molto apprezzata anche l’omelia in San Lorenzo.

GIUSEPPE CONTE
E’ stata molto gradita la presenza del premier in piazza De Ferrari. Ammirevole anche il suo coraggio: non è facile in questo momento rappresentare il governo davanti a 20mila genovesi. Lo ha fatto, sventolando i fogli del decreto per Genova, con un discorso concreto che è piaciuto. Ha promesso che presto ritornerà per inaugurare il nuovo ponte. Poi è sceso dal palco e ha fatto selfie tenendo in mano la maglietta dedicata agli sfollati con la scritta “Quelli del Ponte Morandi”.

EDOARDO RIXI
Anche il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, fresco di nomina, in piazza con i genovesi. Sotto la giacca indossa la maglietta del ponte. Poi, prima di andare a messa in San Lorenzo, un salto negli uffici della Regione per sostituirla con camicia e cravatta. In cattedrale è in prima fila, vicino a governatore e premier. Accanto a lui la moglie Marzia con in braccio il piccolo (5 mesi) Damiano. Un bel momento.

GIOVANNI TOTI
Il governatore nel suo discorso ha messo sentimento e concretezza. Ha raccontato del superstite che ai soccorritori ha detto “devo vivere per Pietro”, il bimbo che la moglie attendeva e ora nato. “Abbiamo pianto, siamo stati vicini l’uno all’altro, ma ci siamo rimboccati tutti le maniche”, ha aggiunto menzionando le cose fatte con il sindaco fino a oggi. Poi ha ricordato gli anni bui, quando a De Ferrari i genovesi si riunirono per dire no al terrorismo (il riferimento era ai funerali del sindacalista Guido Rossa, 1979). Per finire il giuramento: “questa città riavrà il suo ponte, costi quello che costi”. Un discorso il suo da politico vero: voce impostata e tante pause, da riempire con applausi. Invito che i genovesi hanno accolto ben volentieri.

MARCO BUCCI
Tra i genovesi e il loro sindaco è amore vero: in piazza De Ferrari è stato il più acclamato. E se dopo questi 30 terribili giorni è riuscito a dare risposte immediate ai cittadini vuol dire che è proprio in gamba. Inizialmente aveva pensato fosse caduto un cornicione. Poi gli hanno riferito che erano crollati 200 metri di ponte. “Abbiamo subito dato l’allerta alla Protezione civile, i vigili del fuoco erano già lì. Ricordiamocelo: i vigili del fuoco sono genovesi, come noi. Alle 12 e 03 abbiamo aperto ufficialmente l’emergenza. Alle 14, alla prima conferenza stampa ho detto che la città non è in ginocchio e può risollevarsi. Tutto il mondo si è reso conto della forza di Genova e sono sicuro che tutti verranno a vederla. Vorrei che l’anno prossimo, in ottobre o novembre, potessimo ritornare sul ponte. Questo è il mio augurio che faccio a tutta la città e a tutti noi”. Il sindaco piace anche perché non parla da politico. Anche se sul ponte, piuttosto che un augurio, si aspettano certezze.

PAOLO BIZZARRI
E’ apparso in una veste insolita, come raramente si è visto in passato. Ha vestito più i panni dell’attore impegnato piuttosto che quelli del comico. Con particolare bravura, che dimostra quanto sia meritata la sua presidenza del Ducale, ha letto la lettera di un genovese che ha visto nascere suo figlio in macchina, proprio sul Morandi. Erano le 5 del mattino del 18 agosto 2017, Schiappacasse sta accompagnando la moglie gravida in ospedale. Mentre percorre il chilometro 0 e 500 dell’autostrada A10 sente splash: il bimbo è nato. Il cavalcavia regala una vita. Poi però ne spezza 43.

TULLIO SOLENGHI
Tocca a lui leggere i nomi dei 43 morti nel crollo del ponte. Si commuove. Piange. Si ferma, poi riprende. Questa tragedia lo ha toccato nel profondo, come se avesse colpito anche la sua famiglia. Perché effettivamente ha colpito tutte le famiglie genovesi. L’attore genovese, anche lui, come Bizzarri, nato come comico nel trio che formava con Marchesini e Lopez, in questo caso non regala al pubblico battute, ma una triste realtà. La piazza è in sintonia con lui e si riempie di occhi lucidi e lacrime.  

VIGILI DEL FUCO - FORZE DELL’ORDINE - VOLONTARI
Sono gli eroi di questa sciagura. Hanno messo in pericolo la propria vita per salvarne altre. Arrampicati ai resti del ponte si sono intrufolati dentro le auto sospese nel vuoto nel tentativo di trovare superstiti. Hanno scavato per giorni. Hanno soccorso i feriti e aiutato gli sfollati. Donne e uomini che sono l’orgoglio non solo di Genova ma dell’intera nazione. Tra loro i meriti vanno anche a Maggy e Wendy, due splendidi cani dei vigili del fuoco.

SFOLLATI
A nome degli sfollati ha parlato Mimma Certo. Quella mattina del 14 agosto era in casa. Pioveva fortissimo. Sente uno strano tuono. Poi urla. Apre la finestra e vede il ponte crollato e auto precipitate. “Ho sperato che non diventassero tutte bare”. Per raccontare l’accaduto a parenti e amici  scatta alcune foto: era il modo più semplice per spiegarlo. Poi avvisa i parenti: “sono viva”. Raccoglie la borsa e scappa in strada. “Vogliamo riprendere le nostre cose perché sono la nostra identità, le nostre radici”.

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