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Borsino della politica

In senso orario: Ghio, Toti, Bucci, Rossetti, Bagnasco, Vinacci, Gattorna, Fusco, Lauro e Borchi

Il borsino della politica, secondo Genova3000. 

GIOVANNI TOTI
Il governatore è partito alla volta di Roma, “con grande orgoglio e senso di responsabilità”, per partecipare alla votazione del Presidente della Repubblica. “Il nostro Paese ha bisogno di una guida sicura e noi gliela daremo, scegliendo il meglio”, ha scritto il grande elettore su Facebook. Parole che, se associate al passo indietro di Silvio Berlusconi, candidatura che Coraggio Italia avrebbe appoggiato, fanno nascere qualche domanda sul significato di “meglio”.

VALENTINA GHIO
La sindaca di Sestri Levante si è candidata ufficialmente alla segreteria regionale del Partito Democratico, proposta condivisa da gran parte dei dem. La probabile segretaria in conferenza stampa ha detto che lavorerà per creare un’alternativa alla “peggiore destra locale” che si è limitata a gestire il declino, per la stoccata ha utilizzato il ‘fioretto’ che il centrodestra aveva usato contro l’ex sindaco Marco Doria. A Genova3000 la sindaca ha chiarito che non è d’accordo sul modello “Draghi al pesto” proposto da Bucci, pertanto nessuna apertura nei confronti del sindaco uscente. E sui grillini e renziani, che spesso i democratici devono tirare per la giacchetta, ha detto che è per la coesione, ma le idee non devono essere molto distanti.

MARCO BUCCI
Il sindaco, ormai in campagna elettorale, sta cercando di addolcire le ‘pillole amare’ (piste ciclabili, multe dei T-Red ‘impazziti’, lavori e viabilità di Nervi, depositi chimici, ecc.) che ha fatto ‘ingoiare’ ai genovesi nei suoi primi cinque anni di mandato. A Palazzo San Giorgio, in occasione della conferenza stampa sullo stato dei progetti che interesseranno il porto di Genova, ha detto però che è stata l’Autorità portuale a individuare nel Ponte Somalia la nuova area dove trasferire i depositi chimici. Pertanto, in questa faccenda lui non c’entra. Giusto per chiarire. E per non perdere la ‘chimica’ con gli elettori di Sampierdarena. 

LILLI LAURO
Nella settimana del suo compleanno (per lei sono 58 primavere ottimamente portate) la consigliera comunale ha confermato che alle amministrative genovesi di primavera (o quando?) non si ricandiderà, preferisce fare “l’allenatore” politico, non di calcio come Mourinho. Entrata a Tursi con Forza Italia (dell’allora potente Biasotti) e passata poi nella lista di Toti, la verace ischitana si è trovata, dopo un acceso diverbio con il sindaco, senza deleghe. E con ‘zero tituli’ evidentemente non le interessa restare in Comune. Manterrà però il suo titolo nell’aureo Consiglio regionale. Sognando un posto in Parlamento.

CARLO BAGNASCO
Il sindaco di Rapallo gongola: nel suo comune continua ad aumentare la popolazione, sono circa 500 i residenti in più nell’ultimo anno. Un boom demografico che va in controtendenza con la vicina Santa Margherita, dove il sindaco Paolo Donadoni ha annunciato iniziative per cercare di convincere i proprietari delle seconde case, soprattutto lombardi, a stabilirsi in città. Mentre resta aperta la disputa tra i due comuni su chi deve essere la perla del Tigullio, la partita delle anagrafi è stata vinta dal sindaco ruentino. 

GIANCARLO VINACCI
L’ex assessore allo Sviluppo Economico della Giunta Bucci è uscito allo scoperto: “Mi candido con una mia lista alle comunali genovesi”. Ma non si è capito con chi, perché il capo Dipartimento nazionale dello Sviluppo economico di Forza Italia non lo ha spiegato. Anzi, ha attaccato tutti, pure il sindaco uscente. Dichiarazioni che hanno obbligato il coordinatore regionale degli azzurri, Carlo Bagnasco, a chiarire: “Noi sosteniamo Bucci”. L'ex assessore comunale, “sacrificato” dal sindaco nel rimpasto del settembre 2019, per la terza volta in dieci anni potrebbe tornare in competizione con il candidato di centrodestra alla poltrona più alta di Palazzo Tursi: un film già visto nel 2012 con il quasi omonimo Pierluigi Vinai, candidato sindaco del PDL, e nel 2017 con Marco Bucci, candidato sindaco del centrodestra in quota Lega. Ma in quelle occasioni si è trattato di un bluff. 

UBALDO BORCHI
Candidato alle europee 2019 con Fratelli d’Italia e alle scorse regionali con la lista Forza Italia - Liguria Popolare, ma non eletto in entrambi i casi, torna in pista con una nuova carica: Noi con l'Italia lo ha nominato responsabile Sanità per la regione Liguria. Seguirà le direttive del suo leader-amico Andrea Costa, che è uno dei due potenti sottosegretari alla Salute. Dopo una promozione così non potrà astenersi dal sostenere il partito alle prossime comunali genovesi, candidandosi.

ANGELO GATTORNA
L’ex consigliere municipale (Pdl) del Medio Levante è stato nominato segretario genovese di Azione, il partito dell’ex ministro Carlo Calenda. Dopo il boom di consensi (19,8%) ottenuti alle amministrative romane, Azione punta a fare l’ago della bilancia anche alle comunali genovesi. Al ballottaggio romano l’europarlamentare Calenda aveva sostenuto il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri, poi eletto, perché si era impegnato a non far entrare i grillini in giunta. A Genova, dove l'accordo PD - M5S sembra definito, Azione come si comporterà?

SERGIO PIPPO ROSSETTI
Al consigliere regionale PD è stato affidato l’incarico di rappresentare la minoranza in Consiglio regionale all’elezione del Presidente della Repubblica, si unirà agli altri delegati, Giovanni Toti e Alessandro Piana, e ai parlamentari liguri. La sua elezione ha creato l’ennesima spaccatura all’interno del centrosinistra, che ancora una volta non è riuscito a trovare un candidato condiviso.

MARYLIN FUSCO-NICOLÒ SCIALFA
Stessa sorte. Dopo l’annullamento delle condanne in Cassazione e rinvio alla Corte d’Appello, i due ex esponenti di spicco di Italia dei Valori sono stati condannati dalla Suprema Corte per le cosiddette spese pazze in Regione Liguria relative al periodo 2010-2015: due anni e due mesi per l’ex vicepresidente della Regione e due anni e quattro mesi per il consigliere e professore. Con molta probabilità saranno affidati in prova ai servizi sociali. Ma entrambi hanno dichiarato che si appelleranno alla Corte Europea.

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