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Minicuci e Vinacci, due grandi lavoratori pagati zero a Tursi

Antonino Minicuci - Giancarlo Vinacci

Udite, udite, genovesi tutti: vi raccontiamo una storia raramente vista sotto la Lanterna.
A palazzo Tursi ci sono due encomiabili uomini - uno pure foresto, l’altro lo è per metà: ha vissuto molto all’estero - che hanno deciso di lavorare gratuitamente per il bene di Genova.
Il primo è Antonino Minicuci, origini calabresi, ma cittadino d’Italia, arrivato lo scorso anno in via Garibaldi dopo varie esperienze in diversi comuni per assumere l’incarico di segretario generale del Comune di Genova, fino allora ricoperto da Luca Uguccioni.
Oltre a svolgere questa rilevante carica, Minicuci ha un’altra importante mansione: insegnare il calabrese al sindaco Bucci, cosa già documentata da Genova3000 in un video.
Ebbene, il segretario generale, andato da poco in pensione, ha accettato di lavorare gratis per un anno per la città. Recentemente ha anche fondato un’associazione di calabresi che vivono a Genova per stimolare i suoi conterranei a fare qualcosa di utile per la Superba.
L’altro signore è Giancarlo Vinacci, genovese, cresciuto a Castelletto, ma cittadino del mondo, per via dei suoi numerosi incarichi manageriali in primarie aziende mondiali.
Vinacci fino a poche settimane fa era assessore allo Sviluppo economico. Con il rimpasto di giunta (mal digerito da diversi) Bucci gli ha tolto incomprensibilmente la delega per assumere un super manager, Guido Conforti, stipendiato con 39.500 euro l'anno.
Adesso il sindaco ha richiamato il suo ex assessore per fargli portare avanti i tanti progetti avviati (Silver Economy, Blu Economy, Smart Week, ecc). Vinacci, che non porta rancore, ha risposto: “ritorno, ma gratis”. Chapeau, direbbero i francesi. Belin, diciamo noi.
Dopo questi due lodevoli esempi, anche Bucci rinuncerà a qualcosa per il bene della sua Genova Meravigliosa?

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