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In Regione si ripassa il manuale Cencelli

Massimiliano Cencelli, ideatore del manuale che porta il suo nome

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, i partiti stanno già pensando alla spartizione dei posti migliori, sia in Regione (assessori e ruoli chiave) sia nelle società partecipate (presidenze e consigli di amministrazione).
Per evitare inutili liti, prende forza l’idea di procedere (coma al solito) secondo il manuale Cencelli, che prevede la divisione delle cariche in proporzione al peso dei partiti.
I più agitati sono quelli del centrodestra, che, a differenza di cinque anni fa, vedono molto probabile la vittoria.
Nella tornata elettorale del 2015 la coppia Toti-Biasotti aveva avuto molta autonomia, sia nella nomina degli assessori (3 su 7) sia nella gestione dei consiglieri (ricordiamo le dimissioni di Cavo e Giampedrone per lasciare spazio a Lauro e Senarega).
C'è da dire che allora i partiti avevano un peso diverso: Lega Nord 20%, Forza Italia 12%, Fratelli d’Italia 3% e Area Popolare 1,7%.
Oggi i rapporti di forza sono cambiati. E chi è cresciuto, o è determinante per l'elezione del governatore, pretende la sua parte in base agli attuali sondaggi.
Il tempo delle pacche sulle spalle sembra finito.

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