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Borsino della lista Toti Presidente

In senso orario: Anzalone, Bogliolo, Boitano, Capurro, Cavo, Cianci, Scajola, Lauro, Giampedrone, Vaccarezza

Il Borsino della lista “Toti Presidente” secondo Genova3000.

STEFANO ANZALONE
Il consigliere delegato allo Sport del Comune di Genova ha inaugurato la sua campagna elettorale al Mako di corso Italia. Presenti il governatore Toti, che punta sui tanti voti di Anzalone per far crescere la sua lista, e 514 affezionati che lo seguono ovunque da anni. Ha fiducia di entrare in Consiglio regionale, perché il suo elettorato non l’ha mai tradito. 

FEDERICO BOGLIOLO
L’ex coordinatore cittadino di Forza Italia ha annunciato la sua candidatura con Toti attraverso grandi manifesti. Il vicepresidente e assessore nel Municipio Levante potrebbe fare tandem con Ilaria Cavo, suo riferimento politico da tempo. Bogliolo è considerato un enfant prodige della politica e della canna: a soli 19 anni è diventato consigliere municipale (Lista Musso, poi passato in UDC e successivamente in Progresso Ligure, il movimento di Stefano Anzalone) e le sue pescate sono miracolose, come lui stesso documenta sui social.

GIOVANNI BOITANO
Malgrado le 2.000 preferenze (raccolte soprattutto nella Fontanabuona: è di Favale di Malvaro), nel 2015 non era stato eletto con la lista “Liguri con Paita”. Ma nel 2018 la svolta: la moglie dell’ex presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, viene eletta alla Camera dei Deputati e Boitano la sostituisce come primo dei non eletti. In disaccordo con il partito, si trasferisce nel Gruppo Misto, dove era in attesa di trovare una nuova casa politica. Trovata! Ma con le pareti di tutt’altro colore.

DARIO CAPURRO
L’ex primo cittadino di Recco è il candidato più a destra della lista Toti, tanto che alcuni si domandano come sia finito nel gruppo del governatore. Nel 1974, a soli 16 anni, si iscrive al MSI-DN. Nel ’78 diventa il segretario della sezione della sua città, Recco. Con gli amici ricorda i tanti scontri di piazza contro i comunisti (allora esistevano). Lo scorso anno ha dovuto lasciare la fascia da sindaco, perché già al secondo mandato. Però nella giunta Gandolfo è riuscito a piazzare tre suoi assessori, compresa la moglie, l’ex edicolante Francesca Aprile. “La giunta Capurro al giro di boa tra luci e ombre”, così commentava “Levante News” la sua gestione. Insomma, quello che non è riuscito a fare in Comune Capurro vorrebbe farlo in Regione. Ma dovrà battere Franco Senarega (Lega), con il quale si è scontrato più volte.

ILARIA CAVO
“Una donna un passo avanti”, è il suo slogan, creato per smontare l’infelice affermazione di Amadeus. Arrivata in Regione da Mediaset, dove era un’apprezzata giornalista e conduttrice di programmi sui crimini irrisolti, ha dimostrato di saper amministrare i difficili assessorati che le sono stati affidati. Cultura, scuola, giovani e famiglia sono alcuni dei temi sui quali si è confrontata negli ultimi cinque anni, riuscendo anche a dare risposte concrete. La sua gara alle regionali parte da zero: nel 2015 era nel listino del presidente e pertanto non ha raccolto voti. Ma le preferenze non le mancheranno, dicono. Soprattutto dai giovani.

DOMENICO (MIMMO) CIANCI
Per molti è il supercandidato di Toti. E’ un amministratore di condomini con studio avviatissimo a Rapallo: si parla di centinaia di caseggiati. Già consigliere comunale a Rapallo (oltre 700 voti nel 2004 e quasi 1.500 nel 1990, ma allora si potevano esprimere fino a quattro preferenze), Cianci conquista gli elettori con il suo pragmatismo, e la sua simpatia. Per alcuni sarà il più eletto della lista del governatore. Ma dipenderà anche dalla candidata con la quale farà tandem. Ilaria Cavo?

GIACOMO RAUL GIAMPEDRONE
L’assessore regionale alla Protezione civile negli ultimi due anni ha avuto una grande visibilità. Il crollo del Morandi, la mareggiata che lo scorso anno ha devastato il litorale ligure, l’emergenza Covid, la ricostruzione del ponte San Giorgio e i vari cantieri aperti gli hanno permesso di finire spesso in Tv, anche in quelle nazionali e internazionali (ma non utili al fine del voto regionale). Nel 2015 è entrato in Consiglio regionale grazie al listino del presidente. Nella prossima competizione dovrà raccogliere voti. E vincere la concorrenza di Andrea Costa, consigliere uscente di Liguria Popolare.

LAURA (LILLI) LAURO
La biconsigliera (Regione e Comune) gongola pensando alle 2.500 preferenze raccolte alle regionali 2015 con Forza Italia (che però non le bastarono per entrare direttamente in Consiglio regionale: si dovettero dimettere Ilaria Cavo e Giacomo Raul Giampedrone per lasciare il posto a lei e a Senarega). Ma allora i candidati azzurri forti a Genova erano solo tre: la stessa Lauro, Claudio Muzio e Raffaella Della Bianca. Oggi le teste di serie in Cambiamo! sotto la Lanterna sono almeno sette. Come si legge in questo borsino. E i posti potrebbero essere 3 o 4.

MARCO SCAJOLA
Nel Ponente c’è chi si sta organizzando per sbarrare la strada all’assessore regionale uscente. Da quelle parti dovrà vincere la concorrenza anche delle liste alleate. La neo alleanza di moderati, formata da Forza Italia, Liguria Popolare e Polis, l’associazione politica dello zio Claudio Scajola, ha in mente di schierare Luigi Sappa, Antonio Bissolotti, Luigi Sappa e Filippo Maria Bistolfi. Un trio fortissimo per due soli posti che sta creando tensioni fra i moderati. In più la candidatura del sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori, prima leghista ora nemico del centrodestra, potrebbe disperdere voti destinati alla lista Toti. Insomma, per Scajola nipote una missione difficile.

ANGELO VACCAREZZA
L’ex sindaco di Loano dalla fede blucerchiata si gioca la partita sul suo territorio, il savonese. E’ sicuramente un big della lista Toti: 4.500 preferenze alle regionali del 2015 (allora era in Forza Italia). Per alcuni è il candidato arancione che ha la missione più facile e pertanto lo considerano già in Consiglio regionale. Per questo a Capodanno ha stappato due bottiglie: una per essere uscito da Forza Italia e una per essere entrato in Cambiamo. Aveva previsto tutto.

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