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Toti non ha fatto la fine (politica) di Fini

Il gesto eloquente di Giovanni Toti

“Quelli che si sono allontanati da Berlusconi sono tutti spariti dalla scena politica. Anche lui farà la fine di Fini”. Così si diceva di Giovanni Toti lo scorso anno, quando l’allora azzurro si apprestava a lasciare Forza Italia per fondare il suo nuovo movimento, “Cambiamo!”.
Erano quelli mesi pieni di ansia e di incertezza, per l’ex delfino del Cavaliere chiamato a dimostrare al mondo la sua forza politica e il suo equilibrio, messo a dura prova dal tira e molla del cosiddetto “tavolo delle regole”, composto da Carfagna, Gelmini, Bernini, Giacomoni, Tajani e voluto da Berlusconi per rinnovare il partito.
Lo stesso periodo, estate 2019, è stato segnato da un’altra svolta politica: la decisione della Lega di far cadere il governo.
Ma se la spiaggia del Papeete ha segnato la discesa di Matteo Salvini - lì il Capitano ha maturato la scellerata idea di tentare la sfiducia al premier Conte - il teatro Brancaccio, sede della prima convention degli arancioni, ha dato il via al lancio di Giovanni Toti che lo ha portato al recente plebiscito delle regionali.
Le schermaglie odierne con la Lega fanno pensare a un altro atto di indipendenza del governatore dai partiti, un po’ tutti sconfitti in questa tornata elettorale da un elettorato volubile che ha preferito puntare sulla persona più che sui simboli politici.
E in Liguria ormai è nato un asse inarrestabile che può fare a meno dei partiti. Toti e Bucci governeranno il mondo?

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