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Politica, il borsino della settimana

In senso orario: Bucci, Toti, Cavo, Lauro, Bertorello, Lodi, Sansa e Viscogliosi

Il borsino politica della settimana secondo Genova3000. 

MARCO BUCCI
Nell’intervista a Genova3000 (VIDEO), il sindaco ha detto che è soddisfatto della giunta comunale, anche se non esclude possibili cambiamenti, perché a suo giudizio in questi quattro anni ne ha fatti pochi. Ha pure detto di non aver ricevuto offerte romane, perché purtroppo non ha amici al governo. Per poi specificare che è per le amicizie vere, non quelle basate sullo scambio. Insomma, per la gioia della sua famiglia e della maggioranza dei genovesi, resterà in città e si ricandiderà a sindaco il prossimo anno. Ma se dovesse nascere qualche bella novità, ad esempio un incarico o una candidatura in Parlamento, Pietro Piciocchi, attuale vicesindaco, potrebbe essere il suo naturale sostituto.

GIOVANNI TOTI
Durante la campagna elettorale per le scontate (secondo i sondaggi) elezioni regionali, nello staff del governatore si parlava soprattutto di progetti politici nazionali. La schiacciante conferma alla guida della Liguria e la crisi di governo, innescata da Matteo Renzi, vero rianimatore di partiti, 5 Stelle a parte, hanno dato maggior vigore a Cambiamo che per la prima volta ha partecipato alle consultazioni per la nomina del premier. Non solo: nel mare agitato della politica Toti è riuscito a pescare nuovi parlamentari, facendo così salire a 13 (10 deputati e 3 senatori) la squadra arancione. Un numero non fondamentale, in questo periodo di larghe intese. Ma che può essere determinante, in una futura maggioranza risicata.

ILARIA CAVO
Vedendo le immagini della puntata dedicata al venticinquesimo di Porta a porta, all’assessora regionale sono tornati in mente i sei anni (dall’inizio Duemila, dopo il G8 del 2001) trascorsi nella redazione del salotto politico più noto d’Italia. Della sua collaborazione con Bruno Vespa, su Facebook ha citato: l'annuncio in diretta della morte di Giovanni Paolo II, l'arrivo di Dustin Hoffman in studio al Dopofestival (era andata a Sanremo come premio dopo tre mesi trascorsi a seguire il caso Parmalat) e l'intervista ad Annamaria Franzoni (caso che ha seguito a lungo). Dopo i successi ottenuti nel giornalismo, nelle redazioni Rai e Mediaset, e in politica, alle scorse regionali si è guadagnata il titolo di regina delle preferenze con oltre 7500 voti, Vespa potrebbe dedicare una puntata alla sua ex inviata. In diretta da piazza De Ferrari. Con Toti e tutta la giunta.

LILLI LAURO
Ha sfiduciato in diretta il presidente del Consiglio comunale, Federico Bertorello (Lega). La potente biconsigliera (regionale e comunale) di Cambiamo si era assentata dalla Sala Rossa per portare le medicine a sua mamma. Da remoto riesce però a votare la riforma sul decentramento dei municipi genovesi. Contemporaneamente, per lei vota pure il compagno di scranno Mario Baroni, che poi si scusa per l’errore. Caos. Apriti cielo. La biconsigliera si scaglia contro il presidente: “Lei è lì perché io l'ho votata e allora la sfiducio. Lo dicano i giornali”. I giornali l’hanno detto. E Toti e Rixi cosa dicono?

FEDERICO BERTORELLO
In molti non vorrebbero essere nei suoi panni, dopo il durissimo attacco ricevuto dalla potente biconsigliera di Cambiamo Lilli Lauro. La domanda che circola adesso a Palazzo Tursi è: il presidente del Consiglio comunale riuscirà a restare al suo posto? Per eleggerlo, erano stati fatti salti mortali. Fare una nuova elezione, ad un anno circa dalle comunali, potrebbe innescare ulteriori attriti all’interno della maggioranza. E forse bastano quelli che già ci sono.

CRISTINA LODI
Non è più la leader del PD a palazzo Tursi. Per i colleghi di partito (Bernini, Pandolfo, Terrile e Villa) è sua la responsabilità (per non aver diffuso il testo) del pasticcio che in Consiglio comunale ha determinato l’astensione del gruppo sull’ordine del giorno relativo all’anagrafe antifascista ma anche anticomunista. Così hanno votato un nuovo capogruppo, Alessandro Terrile. “Il mio è stato un errore. E’ sessismo. Aspettavano l’occasione per farmi fuori”, si difende Lodi. Ma si sa, l’occasione fa l’uomo capogruppo.

FERRUCCIO SANSA
“La nostra coalizione non è il passato ma il futuro”. Scrive il consigliere regionale su Facebook. E a chi gli chiede “cosa farete dopo Draghi, visto che la vostra coalizione non esiste più e siete una squadra di giocatori che corrono ognuno per conto proprio?”, risponde: “la nostra coalizione - PD, M5S, Sinistra, Verdi, movimenti civici - si dimostra ancora più necessaria e attuale. A unirla non sono solo convenienze politiche e paura della destra. Ci sono ideali, programmi e in Liguria anche persone. C'è un'idea di Liguria di fronte alle sfide della transizione green, della digitalizzazione, dell'uguaglianza e del lavoro”. Belle parole, quelle dell’ex candidato alla presidenza della Liguria. Che però sembrano difficili da mettere in atto, viste le continue scissioni nel PD e nel Movimento 5 Stelle. Che non danno il senso di unità. 

ARIANNA VISCOGLIOSI
Rinunciando al risarcimento economico previsto dal giudice, l’avvocato ed ex assessore al Personale del Comune di Genova (ora tornata agli affari generali dell’ospedale Galliera) ha lanciato il messaggio che i danni, in questo caso morali, non si riparano solo con la moneta. Da chi l’aveva offesa su Linkedin ha infatti preteso una lettera di scuse e l’impegno di utilizzare in futuro un linguaggio rispettoso con chiunque. Un apprezzato gesto di educazione civica. Preziosa materia reintrodotta da poco nelle scuole.

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