Federico Bogliolo: sorpresa Movimento 5 Stelle

Il giovane azzurro Federico Bogliolo

Un tempo astro nascente dell’allora Udc (nel levante genovese) di Pierferdinando Casini in Italia e Rosario Monteleone

in Liguria, il giovane e brillante Federico Bogliolo, classe 1992, è ora in Forza Italia a guidare i giovani azzurri del capoluogo ligure, ed assessore nel Municipio Medio Levante, davvero una carriera brillantissima per lui, considerando che ha appena 26 anni.

Con Bogliolo abbiamo fatto una bella chiacchierata sul post voto delle politiche.

Federico, te l’aspettavi a caldo questi risultati alle politiche?
I risultati confermano quella che, in parte, era la previsione: un Centrosinistra in caduta libera, un Centrodestra che diventa la prima coalizione del nostro paese e un boom del Movimento Cinque Stelle che, senza ombra di dubbio, è il partito più votato. L’operato dei Governi Letta/Renzi/Gentiloni ha evidentemente deluso gli italiani che hanno deciso di affidarsi, in larga parte, ad un voto di protesta che in grado di segnare una discontinuità con il passato. Insomma, che queste elezioni sarebbero state la “Caporetto” del centrosinistra era prevedibile e, d’altra parte, era anche immaginabile che il centro destra avrebbe ottenuto un buon risultato assieme al movimento cinque stelle.
Hai mai pensato a un Movimento 5 Stelle così forte?
Personalmente non ho mai pensato ad un Movimento Cinque Stelle così forte. Gran parte degli elettori hanno deciso di riporre la propria fiducia nel movimento guidato da Di Maio, quindi vedremo cosa sapranno fare e quanto sapranno essere costruttivi e propositivi per contribuire a migliorare il nostro paese.
Con la legge elettorale di cinque anni fa, il centrodestra avrebbe avuto il premio di maggioranza alla Camera. Rimpianti?
Non c’è’ nessun rimpianto rispetto alla precedente legge elettorale. L’attuale sistema elettorale, infatti, seppur non garantendo a nessuna coalizione la possibilità di creare un governo stabile e sostenuto da un’ampia maggioranza, non fa altro che evidenziare una realtà che, da cinque anni a questa parte, si è’ consolidata: un sistema tripartitico. Questo è il pro e, allo stesso tempo, il contro della democrazia: gli italiani sono divisi in tre grandi blocchi che hanno votato prima cdx, poi cinque stelle e infine centrosinistra. Esiste una maggioranza che, purtroppo, non raggiunge un numero di seggi tali da poter garantire la governabilità di questo paese.
Ti piace questa nuova legge elettorale?
La legge elettorale mi soddisfa solo in parte perché sarebbe bene garantire all’elettore la possibilità di scegliere, direttamente attraverso il proprio voto, i propri parlamentari. Mi spiego meglio, l’introduzione della preferenza contribuirebbe ad alimentare la fiducia dei cittadini nei propri politici/amministratori (creando un legame diretto tra elettore e politico), limitando altresì il voto di protesta di chi, ad oggi, non si sente rappresentato da nessuno. Con l’attuale legge elettorale solo i collegi uninominale attribuiscono, in parte, questa facoltà.
L’operato degli scrutatori ai seggi in questa tornata elettorale, non ti pare che violi la privacy degli elettori?
L’operato degli scrutatore non Viola la privacy dell’elettorato poiché i tagliandini sulle schede elettorali vengono rimossi in presenza dell’elettore che, quindi, ha la garanzia che il suo voto non sarà riconosciuto. Si tratta di un sistema che, pur rallentando leggermente le procedure di voto, è’ molto utile per contrastare le frodi.
La tua carriera politica è in ascesa: come mai i giovani della tua età non si appassionano più come in passato della politica?
La maggior parte dei giovani non si sentono rappresentanti dalla politica e sono sfiduciati dalla classe dirigente perché spesso vengono considerati come un mezzo e non come una risorsa. I leader politici spesso parlano dei

Giovani solo in un contesto pre elettorale senza poi dare un seguito a tutto ciò, senza ascoltarli e senza farli sentire parte integrante della macchina politico/amministrativa. Questo trend deve cambiare perché la nostra passione, la nostra volontà e la nostra conoscenza può ben conciliarsi con l’esperienza di chi da anni fa politica e amministra il nostro paese. Abbiamo bisogno di fiducia perché anche noi possiamo dare tanto a questo paese. Le nostre richieste e le nostre proposte non devono rimanere inevase ma devono trovare un riscontro. Solo così contrasteremo la dilagante disaffezione dei giovani verso la politica.
Come mai il tuo passaggio dall’Udc a Forza Italia?
Ho sempre fatto parte di una famiglia di Centrodestra, il mio passaggio a Forza Italia non è’ stato altro che un ritorno a casa. L’Udc di qualche anno fa, partito di cui condividevo gli ideali, purtroppo non esiste più. Forza Italia mi ha dato questa grande opportunità che voglio sfruttare al meglio.

Di Andrea Bazzurro

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