Di Maio ha rivoluzionato il M5S

Luigi Di Maio

Paiono secoli fa i "vaffa" di Beppe Grillo, le battaglie sul No Tav, sulla Gronda, sul No Mose

a Venezia, ed ancora quella tendente anti Euro e ad uscire dall'Unione Europea del primo Movimento 5 Stelle, il non farsi intervistare dalle tv del regime, l'andare al Parlamento senza giacca e cravatta, eccetera. Il Movimento 5 Stelle, da quando lo ha preso in mano il politico emergente napoletano classe 1986 Luigi Di Maio pare la nuova copia della Dc, magari rispolverata con un po' di 2.0. Infatti, dallo scorso 5 marzo, da quando le urne hanno emesso il verdetto che il Movimento 5 Stelle è in assoluto il primo partito in Italia (ma il centrodestra unito la prima coalizione), il giovane e bravissimo politico campano continua a lanciare chiari segnali al Pd e alla Lega per spezzare il fronte unito del centrodestra. Grillo non lo avrebbe mai fatto, per lui le alleanze erano inciuci e basta. Di Maio, nel suo discorso di ieri, ha aperto alla Nato, all'Unione Europea, all'Euro addirittura, ha detto che con gli ex grillini a palazzo Chigi l'Italia resta saldamente nel blocco occidentale. Ha accennato a una legge fiscale simile alla Flat Tax per ingraziarsi la Lega, in precedenza ha parlato di un'Italia cristiana, della sicurezza tanto cara alla destra, della lotta all'immigrazione clandestina (cavallo di battaglia della Lega di Matteo Salvini), ma anche della lotta alla corruzione e agli sprechi e pure al giustizialismo caro alla sinistra.

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