Pandolfo: il Pd riparta dai suoi valori fondanti

Alberto Pandolfo

Intervista con il segretario provinciale del Pd (responsabile da Cogoleto fino a Camogli, 

ed entroterra genovese) Alberto Pandolfo.

- Pandolfo, come giudica, dai primi provvedimenti questo inedito governo giallo – verde? 

Mi pare che di provvedimenti non vi sia ancora alcuna traccia. Piuttosto si continua una campagna elettorale basata su slogan a costo zero che giocano sul malessere degli italiani, colpendo, di volta in volta, il capro espiatorio più facile. Così sui migranti si cerca di illudere gli italiani che la soluzione sia quella di fermare un paio di navi e fare la voce grossa con il resto d'Europa. Ma quello delle migrazioni è un problema di dimensioni molto più vaste, che richiede politiche strutturate ed efficaci, richiamando sì l'Europa intera alle sue responsabilità, ma in un'ottica di collaborazione reciproca.

Un altro tema che mi preoccupa molto è quello delle infrastrutture, sulle quali pesa il pregiudizio e il no a prescindere dei 5 Stelle. L'Europa, il Paese, la Liguria e Genova non possono fare a meno di opere come il Terzo Valico e la gronda autostradale. Fermarle adesso sarebbe una follia.

E anche sul piano del lavoro, specie per quanto riguarda Ilva, di fronte alle posizioni altalenanti e vaghe del M5S che un giorno dice di voler chiudere Taranto, l'altro di volerla riconvertire, non si sa bene in cosa, non possiamo che esprimere forte preoccupazione.

 

- Per lei l'alleanza di centrodestra va verso il tramonto vista la nuova alleanza della Lega con il Movimento 5 Stelle? 

L'alleanza è prettamente elettorale, di convenienza. Un'unione finalizzata alle sole consultazioni, che all'indomani delle elezioni svanisce, dando al Paese un futuro incerto. Certamente nel centrodestra si sono evidenziate lotte e dissapori interni: il caso di Imperia con Scajola è più che eloquente. Tuttavia, l'alleanza tra Lega e M5S appare debole, sembrano due attori intenti ognuno a recitare la propria commedia.

 

- E meno male che i grillini non dovevano fare gli "inciuci"...Se lo sarebbe mai aspettato questo volta faccia? 

A fronte delle iniziali prese di posizione, le promesse, che tutti abbiamo ascoltato, di non stringere nessuna alleanza sono state stravolte completamente e il M5S non ha trovato di meglio che un'alleanza di opportunità, non a beneficio del Paese purtroppo. Questo sta già penalizzando il M5S nei confronti dei suoi elettori. Sarà il tempo a dimostrare se “questo matrimonio s'aveva da fare” e se un eventuale divorzio non costerà troppo al Paese.

 

- Il Pd può guardare ancora a una alleanza con la sinistra di LeU o deve anche aprirsi alle nuove istanze di Claudio Scajola? 

Il Partito Democratico deve innanzitutto rispondere alle esigenze dei cittadini e dei suoi militanti partendo dai suoi valori fondanti. Siamo l'unica grande forza che si ispira agli ideali della Costituzione, con chi li riconosce e vuole impegnarsi per dargli concretezza, ogni giorno, siamo disposti a collaborare. Per noi, a differenza di altri, non esistono alleanze di sola convenienza.

 

- Nel 2019 si vota anche a Recco. Avete già un'idea per fermare l'avanzata del centrodestra? 

Partendo dai risultati positivi ottenuti alle amministrative dal PD e dal centrosinistra nei Comuni della città metropolitana di Genova (Camogli, Montoggio e Sestri Levante), direi che la prima idea è quella di puntare su persone che sappiano garantire una buona amministrazione, ascoltare e stare vicino ai cittadini.

- Municipio Centro Ovest: le difficoltà di Falcidia... si andrà verso un nuovo commissariamento? 

Il territorio del Municipio è stato interessato da una serie di progetti di riqualificazione, soprattutto a Sampierdarena, voluti e finanziati grazie alla preziosa collaborazione dei Governi, nazionali e locali, di centrosinistra. Il nostro timore è che questo sforzo venga vanificato dall'immobilismo di una giunta sostenuta da una maggioranza colma di contraddizioni: dal contrasto al gioco d'azzardo fino al tema delle infrastrutture, vitale per lo sbocco portuale di cui il Centro Ovest vive una importante servitù.

Di Andrea Bazzurro

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