Dopo l’Abruzzo, no alla Tav del M55

Luigi Di Maio con Danilo Toninelli

Cambio di rotta repentino da parte del Movimento 5 Stelle, frastornato dai sondaggi che lo danno

in calo, e dalla batosta subita alle ultime regionali dell’Abruzzo, dove è passato dal 40% del marzo 2018 al 19% di domenica scorsa. Lo spostarsi a destra, come sottolinea la corrente del Presidente della Camera, Fico, da sempre di sinistra, non paga, anzi fa erodere voti in direzione Lega e non si intercettano più preferenze lato Pd. Ed ecco la decisione di tornare su un capisaldo grillino della prima ora: il sacro no alle grandi opere. Quindi si va verso il blocco della Tav, la linea ad alta velocità Torino - Lione. Sarebbe un danno enorme per l'economia italiana, visti anche gli ingenti soldi già spesi da governi di centrosinistra e centrodestra. Un tema sul quale la Lega, alleato pentastellato solo a Roma, è pronto a dare battaglia in parlamento.

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