Cambiare la cultura economica del Paese

Si può pensare al futuro del Paese perché il Paese esiste, perché il Paese ha superato momenti difficilissimi,

perché il Paese è uno spicchio del mappamondo, perché il Paese sta contribuendo alla soluzione di crisi finanziarie altrui, senza essere in questo momento al centro delle preoccupazioni del mondo.
Sotto il profilo fiscale siamo in uno stato di guerra perché non è possibile ottenere la pace sociale, una pace improbabile tra cittadini e Stato se non viene contrastata l'evasione tributaria.
Non si può dire pienamente che sono sempre i soliti noti a pagare, perché sono stati essi  alla contribuzione individui o società che avevano scarsa familiarità con l'adempimento degli obblighi fiscali e sono stati inseriti modesti modelli di imposta patrimoniale su taluni cespiti e applicato un'addizionale alle posizioni rivenienti dallo scudo fiscale.
La chiave e la soluzione è diffondere la cultura economica ad una platea più vasta che non corrisponda ai soliti "addetti ai lavori" o al massimo riservata agli studenti che frequentano gli Istituti Tecnici Commerciali come la moderna "amministrazione. Finanza e Marketing".
Occorrono delle nuove e creative business school.

Alessandro Sportiello
(Manager bancario)

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