La Regione per i minori stranieri

Via libera dalla Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale,

al Programma assistenziale per il triennio 2018-2020 per l’erogazione di prestazioni sanitarie di alta specialità a favore di cittadini stranieri in età pediatrica, con l’individuazione dell’Ospedale pediatrico Gaslini quale unica struttura ospedaliera a cui affidare gli interventi umanitari nell’ambito della cooperazione internazionale. La delibera prevede l’accantonamento di 300mila euro a copertura degli eventuali costi per la realizzazione del Programma, e stabilisce alcune priorità e criteri relativi in particolare al tipo di prestazioni da erogare che, non adeguatamente erogabili nei paesi extracomunitari di provenienza dei piccoli pazienti, sono focalizzate in particolare nelle patologie importanti nell’ambito della cardiochirurgia, della chirurgia pediatrica, delle forme tumorali e dei politraumi, con la previsione di una compartecipazione al costo della prestazione nel caso di trapianto di midollo osseo. Per quanto riguarda i paesi di provenienza, il Programma individua di preferenza gli stati dell’area balcanica e nord africana, nonché i paesi interessati, anche in passato, da interventi autorizzativi delle Nazioni Unite a cui ha partecipato l’Italia o da conflitti bellici o disastri ambientali di vaste proporzioni.
L’accesso dei pazienti alle prestazioni dovrà avvenire tramite istituzioni, organismi operanti a livello internazionale, nazionale o locale di provata affidabilità o di strutture sanitarie pubbliche del paese terzo, d’intesa con la sede diplomatica o consolare dello stato italiano presente in loco oppure associazioni senza scopo di lucro operanti in Liguria. Questi soggetti dovranno inoltre sottoscrivere una dichiarazione di responsabilità circa l’attivazione e la copertura di servizi di supporto all’assistenza sanitaria, in particolare il trasferimento in Italia, l’organizzazione del soggiorno del familiare o dell’accompagnatore del minore assistito e il rientro nel paese d’origine. Ogni segnalazione dovrà essere corredata da una relazione clinica sulle condizioni del paziente predisposta da una struttura ospedaliera pubblica del sistema sanitario regionale o del paese di provenienza.

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