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Un colpo in testa: l’ictus cerebrale

Il cervello

Immaginiamo che il nostro cervello ci scriva una lettera nella quale racconta di più su una malattia

che lo riguarda direttamente.

 

Carissima Caterina,

Lo sai che in Italia si contano  200.000 i casi di ictus all’anno, che sono 930.000 le persone colpite e il 50% della popolazione non conosce  questa malattia, un po’ come te?

L’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie e , causando il 10%-12% di tutti i decessi per anno, rappresenta la principale causa d’invalidità e la seconda causa di demenza. L’ictus colpisce, sia pure in misura minore, anche persone giovani, anche 18enni, e si stima che ogni anno il numero di persone in età produttiva (<65 anni) colpite da ictus sia intorno a 27.000.

Lo sapevi che il nome ictus deriva dal latino e significa “colpo”?

Vedi, la prevenzione primaria per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, si basa su una opportuna informazione sull’ictus e su una educazione a stili di vita adeguati. È stato infatti dimostrato che le modifiche degli stili di vita possono produrre una diminuzione dell’incidenza e della mortalità dell’ictus.

Quindi  se tu avessi:

· Smesso di fumare - La cessazione del fumo di sigaretta riduce il rischio di ictus, ed è pertanto indicata nei soggetti di qualsiasi età e per i fumatori sia moderati sia forti.

· Svolto una regolare attività fisica. L'attività fisica graduale, di lieve-moderata intensità e di tipo aerobico (passeggiata a passo spedito alla velocità di un chilometro in 10-12 minuti), è indicata nella maggior parte dei giorni della settimana, preferibilmente ogni giorno.

· Mantenuto un peso corporeo salutare. L’obiettivo può essere raggiunto aumentando gradualmente il livello di attività fisica, controllando l’apporto di grassi e dolciumi, aumentando il consumo di frutta e verdura.

· Ridotto l’apporto di sale nella dieta a non oltre i 6 grammi di sale (2,4 g di sodio) al giorno. L’obiettivo può essere raggiunto evitando cibi con elevato contenuto di sale, limitandone l’uso nella preparazione degli alimenti e non aggiungendo sale a tavola.

· Ridotto il consumo di grassi e condimenti di origine animale, sostituendoli con quelli di origine vegetale (in particolare olio extravergine di oliva) e utilizzando i condimenti preferibilmente a crudo.

· Mangiato pesce 2-4 volte la settimana (complessivamente almeno 400 g), quale fonte acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3, preferibilmente pesce azzurro, salmone, pesce spada, tonno fresco, sgombro, halibut, trota.

· Consumato tre porzioni di verdura e due porzioni di frutta al giorno, e con regolarità cereali integrali e legumi quali fonti di energia, proteine di origine vegetale, fibra alimentare, vitamine, folati e minerali (potassio, magnesio e calcio).

· Consumato regolarmente latte e alimenti derivati, scegliendo prodotti con basso contenuto lipidico. Per i consumatori abituali di bevande alcoliche, limitare l’assunzione di alcol a non più di due bicchieri di vino al giorno (o quantità di alcol equivalenti) nei maschi e a un bicchiere nelle donne non in gravidanza, preferibilmente durante i pasti principali, in assenza di controindicazioni metaboliche.

E se avessi dato retta a questi segnali:

· non riuscire a parlare nel modo corretto (non trovare le parole o non comprendere bene quanto ci viene detto o pronunciarle in modo sbagliato),

· perdere la forza in metà corpo (metà faccia, braccio e gamba, dal lato destro o da quello sinistro),

· sentire dei formicolii o perdere la sensibilità in metà corpo,

· non vedere bene in una metà del campo visivo, ossia in quella parte di spazio che si abbraccia con uno sguardo,

· vi possono essere altri sintomi ancora come la maldestrezza, l’assenza di equilibrio e le vertigini (sempre associate ad altri disturbi: una crisi vertiginosa isolata difficilmente è causata da un ictus),

· le emorragie più gravi si annunciano con un improvviso mal di testa (cefalea), molto più forte di quello sperimentato in passato, che viene assimilato a un colpo di pugnale inferto alla nuca

avresti chiamato subito il 118, ti avrebbero ricoverato nella Stroke unit, sottoposto ad una terapia trombolitica e alla riabilitazione precoce, perché è  importante agire entro le prime tre-quattro ore al massimo, trascorse le quali può verificarsi un’emorragia in seguito al trattamento. Naturalmente, prima si interviene, più parti di cervello possono essere salvate.

Ti voglio dare una buona notizia:  il 70% delle persone colpite sopravvive.

E allora che fai?

Se avessi saputo che cambiando le tue abitudini di vita avresti  evitato questo dolore a te e ai tuoi cari avresti esitato a metterle in pratica?

Ci pensi che circa la metà dei pazienti che non recuperano una sufficiente autonomia dopo un anno devono essere assistiti in una Istituzione, lontano dalle proprie case e famiglie?

Adesso non potrai più nasconderti dietro ad un “Non lo sapevo…” ma cominciare a  mettere in atto le strategie necessarie a salvarti la vita.

 

Caterina Grisanzio

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