Il Cappello di Paglia, per la scuola dello Stabile

Da mercoledì 26 a sabato 29 giugno, sarà di scena al Teatro della Corte il saggio della Scuola di Recitazione

del Teatro Stabile di Genova intitolata da quest’anno a Mariangela Melato.

La scelta è caduta su Un cappello di paglia di Firenze di Eugène Labiche e Marc-Michel, che sarà proposto nella versione italiana e per la regia di Anna Laura Messeri, direttrice della Scuola. L’ingresso è libero.

Lo spettacolo si avvale delle canzoni curate da Silvia Piccollo ed eseguite dal vivo al pianoforte da Guido Bottaro. Le danze sono a cura di Claudia Monti. Luci di Stefano Ciraulo.

Gli interpreti di Un cappello di paglia di Firenze sono gli allievi della Scuola di Recitazione al completo, con i ruoli principali ricoperti dagli attori appena diplomati: Andrea Cioffi (Fadinard, lo sposo), Gennaro Apicella (Papà Nonancourt), Nicolò Giacalone (Lo zio Vézinet), Filippo Giusti (Il cugino Bobin), Valerio Puppo (Emile Tavernier, tenente e Achille, visconte), Alessio Praticò (Tardiveau, contabile e Beauperthuis), Silvia Biancalana (Elena, la sposa), Daniela Camera (Anais), Valentina Badaracco (Clara, modista), Elisabetta Mazzullo (La Baronessa di Champigny), Marco Falcomatà (Félix, cameriere di Fadinard), Rachele Canella (Virginia, cameriera dei Beauperthuis), Giulia Eugeni (Clotilde, cameriera della Baronessa), Davide Mazzella (Maggiordomo della Baronessa), Giulio Della Monica (Caporale), Michele De Paola (Trouillebert, sentinella), Valeria Angelozzi, Luigi Bignone, Alice Giroldini, Giovanni Malafronte, Matteo Sintucci e Valentina Illuminati.

Un cappello di paglia di Firenze (Un chapeau de paille d’Italie) fu rappresentato per la prima volta nel 1851, sul palcoscenico del Palais-Royal di Parigi.

Annota Anna Laura Messeri:«Tutti gl’ingredienti di un intreccio farsesco - qui-pro-quo, colpi di scena, tragedie sfiorate, folli corse contro il tempo - ruotano attorno a un qualcosa che per noi, figli del XXI secolo, rimanda a una curiosa convenzione di lontana memoria: un cappello, semplicemente un cappello, ma senza il quale nessuna signora per bene può mostrarsi in pubblico. Eppure la forza di questo McGuffin è tale da travolgere anche il più smaliziato dei critici. La scena è Parigi, una Parigi amorosamente citata nei nomi dei personaggi, delle strade, dei locali e che, per un gruppetto di provinciali catapultati nella capitale a festeggiare le nozze, appare come uno sconosciuto paradiso da esplorare. Come in ogni vaudeville che si rispetti, si canta. I motivetti che si sentiranno in questa recita, sono stati scelti fra quelli più popolari del nostro canzoniere, le parole adattate alle varie situazioni. È questa la procedura che venne usata in quella memorabile serata di 150 anni fa e ci è sembrato giusto seguirne l’esempio, augurando, come allora, un “buon divertimento” al nostro pubblico».

Un cappello di paglia di Firenze sarà in scena al Teatro della Corte dal 26 al 29 giugno 2013. L’ingresso è libero.

Paolo Fizzarotti

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