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Sport

Tifosi, a voi la parola

Super User 17 Dicembre 2025 309 Visite

 

Dopo l’ennesima sconfitta, la Samp corre a ripari. E con un certo piacere dei nostri tifosi illuminati, Luigi Pinto e Massimiliano Bellini, il tuttofare Lopez annuncia l’acquisto del capo dello scouting, Cardenas, nome altisonante che dovrebbe scovare i nuovi rinforzi.

Nella ‘Boutique del fumo’ si stava discutendo di questo, quando irrompe nientemeno che il sostituto procuratore generale della Repubblica, dottor Francesco Pinto (papà di Luigi), che invita tutti a festeggiare i novant’anni del direttore di Genova3000.

Il che sposta il gruppo degli intellettuali al tavolo del pub Saline, dove ovviamente la sconfitta della Samp passa in secondo ordine, mentre sale alla ribalta la vittoria dell’Inter sul Genoa, Inter di cui appassionato tifoso proprio il procuratore. Appassionato anche in verità di bollicine, perché il tavolo diventa un allegro cenacolo di parole, in un’atmosfera dal sapore goliardico.

Non poteva mancare al tavolo anche il Vip non opinionista Filippo, che peraltro ha preferito non stuzzicare troppo l’interista, visto come sono andate le cose ai rossoblù.

Sulla Samp, comunque, i nostri opinionisti hanno idee precise: “Finalmente un qualcosa che si muove. Abbiamo perso, ma gioco e cuore non sono mancati”.

Dunque speranze che aumentano? “Certamente, se si rivedono alcuni buchi essenziali. I soliti rinforzi che se non arrivano va tutto a malora”.

A proposito di acquisti, si parla di Brunori, di Esposito di Becig, uno sloveno. Mica male.

“Speriamo che questo Cardenas scopra qualcosa”.

La festa dei novant’anni ha sviato un po’ l’atmosfera di giornate passate, quando nella boutique, aleggiavano strani commenti, che facevano irritare molto i nostri illuminati.

Come la presenza, improvvisa, di uno sconsiderato latifondista, che sosteneva di avere una sua tabella per cui la Samp sarebbe arrivata sicuramente alla massima serie. Vi è stato un tentativo di allontanarlo.

La festa del novantenne si è comunque conclusa con grande gioia, con brindisi e auguri di un eccezionale Natale.

Per fortuna non è apparso il solito maligno, anche se qualcuno ha avuto la sensazione che fosse sotto il tavolo, pronto ad intervenire col suo malefico commento. Chissà cosa avrebbe detto sulle galline padovane!

Vittorio Sirianni

Un secondo tempo scoppiettante non basta al Genoa per scongiurare la sconfitta contro l’Inter

Super User 14 Dicembre 2025 321 Visite

 

Non basta al Genoa un secondo tempo coraggioso per scongiurare la sconfitta di fronte all'Inter, che segna anche la perdita dell’imbattibilità di mister De Rossi in campionato.

I nerazzurri, nuovi leader della serie A, passano in vantaggio al 6' con il difensore Bisseck, che dal limite calcia un pallone non certo irresistibile, ma il portiere rossoblù Leali si tuffa in palese ritardo e si fa bucare sull'angolo da lui protetto.

La partenza ad handicap è un colpo durissimo per i rossoblù, schierati con la formazione di Udine fatta eccezione per il ritorno di Frendrup e l'innesto a sorpresa di Ellertsson al posto di Thorsby. Sino all'intervallo non c'è partita: gli ospiti controllano agevolmente le iniziative velleitarie dei locali, che al 22' potrebbero andare ancora sotto ma la conclusione di Lautaro Martinez è centrale. Poi Leali salva in uscita su Esposito ma al 38' deve nuovamente arrendersi: ancora Lautaro, a sinistra, sposta come un fuscello l'acerbo Marcandalli ed esplode un destro potentissimo che si infila dopo aver urtato il palo: magnifica esecuzione.

Nella ripresa si assiste lungamente ad un botta e risposta tra le due squadre, ma senza emozioni particolari. De Rossi verso l'ora di gioco sostituisce l'impalpabile Colombo con Ekuban, che si rivelerà subito più combattivo del compagno. Dopo un'inzuccata imprecisa di Bisseck, al 68' la gara si riapre a sorpresa quando Martin lancia lungo verso sinistra, Ekuban lascia scorrere palla ma il difensore Akanji - già ammonito - non commette fallo e Vitinha può involarsi verso Sommer, scartarlo e depositare nella rete sguarnita. Il gol rossoblù impaurisce i meneghini e mister Chivu è costretto alle prime sostituzioni. Risponde De Rossi immettendo Gronbaek ed Ekhator, forze fresche, per Frendrup e Vitinha. La sfida si fa incandescente. Una punizione di Gronbaek è secca ma centrale.

All'84', nel pieno della pressione genoana alla ricerca del pareggio, dalla Nord arriva in campo un fumogeno, che obbliga l'arbitro ad interrompere il match e consente agli ospiti di rifiatare. Poi Leali evita il tris nerazzurro su inzuccata di Thuram e all'inizio del recupero Ekhator con una spizzata di testa esalta le doti di Sommer, che se la cava in due tempi.

Il ko non rovina i piani del Genoa, che resta quart'ultimo con Cagliari e Parma. Gode solo il Verona, che, vittorioso a Firenze, si avvicina a sole due lunghezze dal trio.

Pierluigi Gambino

Il Genoa attende la corazzata interista per allungare l’imbattibilità dell’era De Rossi

Super User 13 Dicembre 2025 258 Visite

 

Il ciclo terribile del Genoa inizia domani (ore 18.00) a Marassi contro un'Inter terza in classifica (ma ad un punto dalle due battistrada) e ancora ferita dalla beffarda sconfitta in Champions League.

I nerazzurri non vincono da tre anni al Ferraris e il Grifone è imbattuto con il nuovo tecnico, ma Daniele De Rossi non ama voltarsi indietro: “Stiamo meglio di quanto saremmo stati senza gli ultimi risultati, ma non parliamo di serenità e di tranquillità. La squadra nerazzurra infatti è la più adatta a cancellare questi sentimenti: me l'aspetto arrabbiata e carica per l'obiettivo che insegue, lo scudetto. Una sconfitta non sarebbe per noi la morte di nessuno ma un problema sì, e dovremo fare di tutto per evitarla. Nella mia lunga carriera alla Roma ho battuto compagini più forti di noi e perso da team nettamente inferiori. Qualsiasi partita si può vincere. Certo, occorrerà non concedere agli avversari troppo palleggio per vie centrali”.

La formazione del Grifo non dovrebbe discostarsi da quella iniziale di Udine. La sola probabile novità è il rientro in mediana di Frendrup al posto di Masini, mentre in difesa, con la mancata convocazione dell'acciaccato Ostigard, è scontato l'impiego di Otoa, di cui il trainer parla benissimo: “E' un ragazzo con enormi potenzialità, un giocatore molto attento e moderno”.

Nelle file interiste mancheranno gli infortunati Calhanoglu, Acerbi e Dumfries, sostituiti rispettivamente da Bisseck, Zielinski e Luis Henrique, ma si prevedono altre novità targate “turn over”: Carlos Augusto a sinistra per Di Marco, Susic a centrocampo per Mikhytarian e Bonny in attacco per Thuram.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria a Palermo domina territorialmente nella ripresa ma non trova il pareggio

Super User 12 Dicembre 2025 288 Visite

 

Non riesce alla Samp il miracolo in casa di un Palermo oltremodo ambizioso, ma lo 0-1 finale, pur rispondente ai meriti delle due squadre, è fonte di parecchi rimpianti. La Samp, con Hadzikadunic tornato al centro della difesa, fatica subito di fronte ad una squadra molto viva e intraprendente. I pericoli nei pressi di Ghidotti si susseguono: Pohjanpalo non trova la porta, poi il portiere doriano dice di no all'ex Augello e al 12' il numero uno ospite deve volare per svellere dall'angolo un pallone velenoso di Ranocchia. Ci provano anche Segre e Palumbo, poi calcia secco Ranocchia, ma Ghidotti vola e salva.

Appena prima di una mezzora difficile, con rare in incursioni blucerchiate oltre la metà campo, arriva il legittimo vantaggio degli isolani, frutto non di un'azione in forcing ma di un contropiede avviato da un passaggio di Pafundi verso Coda, intercettato: da Pohjanpaolo a Le Douaron, che con una finta supera Abildgaard negli spazi larghi e batte Ghidotti, nella circostanza non impeccabile.

La reazione doriana sfocia al 38' in un colpo di testa di Coda - sfuggito a Bani - che sibila ad un palmo dal palo. Prima del riposo, conclusione di Pafundi, alta.

Nella ripresa la gara assumerà presto connotati differenti. Al 49' si registra il solo tiro in porta della Samp, sferrato da Benedetti e respinto dall'attento Joronen. La produzione offensiva del Palermo si conclude al 52' con Ceccaroni, che devia improvvisamente obbligando Ghidotti a smanacciare miracolosamente e nel proseguo Abildgaard rintuzza il tap-in di Palumbo.

Al 56' ecco nelle file doriane Cherubini per Conti e Barak per Benedetti al fine di irrobustire la fase offensiva. Ora è la Samp a dominate territorialmente, anche se la manovra sgorga lenta e macchinosa. Al 68' mister Gregucci rispolvera dalla panca Pedrola, per Pafundi, assai fumoso. E proprio lo spagnolo, che sembra partire col vento in poppa, al 79' calcia oltre la sbarra da posizione ghiotta.

Un dominio pressoché incontrastato, quello doriano non accompagnato però dalla necessaria pericolosità in avanti. Una Samp in chiaro progresso nel gioco, ma è riemerso anche in Sicilia l'annoso problema della sterilità in zona gol.

Pierluigi Gambino

Una Samp col morale alto cerca conferme e punti nella tana del lanciatissimo Palermo

Super User 11 Dicembre 2025 345 Visite

 

Con il morale alto dopo il successo scacciacrisi contro la Carrarese, la Samp punta alla continuità sul campo dell'ambizioso Palermo. L'anticipo di domani sera (ore 20.30) vede i blucerchiati sfavoriti dal pronostico, ma mister Gregucci non si arrende in anticipo: “Nessuna sfida è impossibile. In settimana abbiamo fatto tutto quanto è nelle nostre possibilità e se faremo del nostro meglio potremo uscir dalla Favorita con un risultato positivo. Sappiamo che il Palermo ha manifestato l'intenzione di vincere il campionato. Per noi sarà un test molto importante, da affrontare con attenzione e lucidità. Con una prestazione seria potremmo avvertire il profumo della vittoria”.

La Samp non dovrebbe presentarsi con un assetto rivoluzionato. Si prevede solo una novità neppur così sicura: il ritorno in terza linea del convalescente Abildgaard, che si è dimostrato eccellente come centrale. In mezzo conferma pressoché certa per il duo Henderson-Conti e più avanti giostreranno Cherubini (rientrato da un giorno di assenza per motivi personali) e Pafundi, che Gregucci si coccola così: “Il ragazzo deve mettere dei contenuti in partite di questo tipo, che aiutano a crescere. Dispone di tecnica e talento, da mettere a disposizione del collettivo”.

Sfida nella sfida, il duello tra Massimo Coda e il formidabile finlandese Pohjanpalo, probabilmente il bomber più forte della categoria: “Il nostro bomber - osserva Gregucci - è immortale ed un esempio per tutti. Di fronte a lui troviamo un attaccante che segna ovunque vada, ma non è il solo rosanero da controllare”.

Nella squadra isolana, guidata da Pippo Inzaghi e reduce da due vittorie consecutive (con otto reti all'attivo), troviamo due vecchie conoscenze del mondo Samp come il terzino Bereszynski e l'esterno mancino Augello, oltre all'ex capitano del Genoa Bani.

Intanto, la società blucerchiata ha commentato con una nota pregna di amarezza la decisione assunta dal CASMS di vietare l'ingresso allo stadio palermitano ai residenti in Liguria. Un provvedimento maturato tardivamente, quando numerosi tifosi doriani avevano giù prenotato treni e aerei per raggiungere la Sicilia.

Pierluigi Gambino

Un Genoa robusto in difesa e cinico in zona gol espugna Udine e sale a +4 dalla zona pericolo

Super User 08 Dicembre 2025 335 Visite

 

Con una prova di grande sacrificio e di cinismo, il Genoa sbanca lo stadio Friuli e sale nel gruppone delle quintultime a ben quattro punti di distacco dalla zona calda.

I rossoblù inizialmente preferiscono tenere palla e non concederne il possesso gli avversari, che comunque attaccano con maggiore insistenza trovando però in Leali un baluardo. Scorrono i minuti senza che i friuliani si rendano pericolosi e al 34', in una delle prime sortite genoane oltre la metà campo, arriva a sorpresa il vantaggio ospite. Il merito principale è di Colombo, che approfitta di un pasticcio della difesa bianconera e si avvicina al portiere Okoye, costretto ad atterrarlo platealmente. Dal dischetto lo specialista Malinovskyi non sbaglia. Dopo un tiraccio di Rui Moesto deviato in corner da Leali si va al riposo.

La ripresa vede subito un'Udinese più volitiva anche se disordinata e tecnicamente modesta. I locali riescono ad imporre la superiore fisicità costringendo il Grifone a chiudersi a riccio. Leali è attento su Bertola e per il resto viene protetto alla grande dalla retroguardia, imperniata su Otoa, sostituto dell'acciaccato Ostigard. Il dominio territoriale dei padroni di casa è premiato al 65' da un pareggio che non suona immeritato: da Solet a sinistra a Rui Modesto, sul cui cross rasoterra si avventa Pietrovski, che infila all'incrocio dei pali.

Nelle file genoane, dopo l'ingresso di Ekuban per l'evanesente Vitinha, tocca a Ekhator per Colombo e a Messias per uno sfinito Malinovskyi. L'Udinese ci crede e, impegna ancora Leali, ma all'83' va nuovamente sotto: Ekuban da sinistra spedisce in mezzo, dove Messias cicca clamorosmente ingannando i difensori bianconeri. Così la sfera giunge comoda allo smarcatissimo Norton Cuffy, che insacca da corta distanza. Nei minuti successivi, i tentativi degli udinesi vengono controllati a dovere dai difensori rossoblù, attentissimi.

E' il secondo successo conquistato da mister De Rossi, ancora imbattuto in campionato.

Pierluigi Gambino

Doppia rimonta poi sorpasso decisivo, e la Sampdoria si avvicina alla zona salvezza

Super User 07 Dicembre 2025 354 Visite

 

Dopo il successo sulla Juve Stabia, ecco il bis ai danni della Carrarese nell'anticipo marassino. Così i blucerchiati, in attesa dei risultati dagli altri campi, compiono altri tre fondamentali passi verso l'uscita dal baratro.

L'inizio è choc: i toscani infatti trovano il gol al 2' con un ex non certo rimpianto, Abiuso, che entra in area e da sinistra centra il sette. I tifosi doriani la prendono male e per due volte l'arbitro Sozza è costretto ad interrompere il match per lancio di fumogeni. La Samp gradatamente sale di tono, sospinta da Pafundi e al 18' pareggia: corner battuto dal trottolino ex Udinese e l'astuto Coda precede sul primo palo il diretto avversario infilando di giustezza.

La sfida, assai godibile, ha un altro sussulto al 26' quando gli apuani tornano in vantaggio ancora con Abiuso, di testa, su cross dalla destra di Zanon. A prodezza risponde prodezza: è il 36' quando Henderson da quasi 25 metri, esplode una sassata che si infila all'incrocio per il tripudio di tutto lo stadio. Il primo tempo si chiude con un pareggio che rispecchia in pieno i valori.

Nella ripresa la partita scende decisamente di tono, ma è soprattutto la compagine ospite a patire un calo vistoso. I blucerchiati appaiono più vivi e in qualche circostanza bussano alla porta toscana, ma senza riuscire a sfondare. Escono per guai assortiti i fantasisti Cherubini e Pafundi e nelle file gialloblù Abiuso. La girandola di cambi su ambo i fronti abbassa ulteriormente il livello della contesa e lascia pensare che senza un regalo dell'una o dell'altra difesa il 2-2 non si sbloccherà più. Il cadeau arriva puntuale all'82 quando Depaoli, servito con precisione in corridoio, viene platealmente e sconsideratamente atterrato da Bozhanay: dal dischetto Coda non tradisce. Un gol tutto sommato meritato da parte dei blucerchiati che l'avevano cercato con maggiore insistenza.

Il finale è convulso, con parecchi scontri duri, una serie di ammonizioni sacrosante e due espulsioni: del mister doriano Foti e, dopo il triplice fischio, del carrarese Schiavi.

Pierluigi Gambino

Il miglior Genoa in visita ai colossi dell'Udinese per guadagnare preziosi punti salvezza

Super User 07 Dicembre 2025 389 Visite

 

A precedere un trittico terribile (contro Inter, Atalanta e Roma) ecco per il Genoa (domani, ore 18:00) il comunque duro impegno in casa dell'Udinese, nona in classifica. I rossoblù, reduci dall'umiliante 4-0 di Coppa a Bergamo, hanno assoluto bisogno di fare punti e mister De Rossi non lo nasconde: “Concentriamoci su questa gara senza pensare alle successive. Ci troveremo di fronte una squadra abituata da decenni a lottare per posizioni più elevate della semplice salvezza, un avversario più dotato di noi in fatto di fisicità. Noi quelli siamo anche usando tacchetti molto alti”.

Il tecnico genoano punta il suo obiettivo sulla fase di copertura: “Non mi riferisco solo ai tre difensori puri, ma a tutta la squadra. Per reggere bisogna diventare dominanti, con organizzazione ma anche con una costante presenza fisica. In area non si può essere bravi ragazzi. E sui calci piazzati serve la massima attenzione”.

L'attacco preoccupa meno, dopo i recenti exploit: “L'umore di Vitinha e Colombo dipende dai gol e dagli assist prodotti, ma adesso i due si stanno divertendo. A loro chiedo ancora di più, così come mi aspetto molto da Norton Cuffy, che può spaccare il mondo, col fisico che si ritrova e ha enormi margini di progresso”.

L'ultima trasferta, a Cagliari, si concluse con un rocambolesco 3-3: “Se domani ripeteremo quella prestazione, usciremo soddisfatti dallo stadio di Udine. Ne sono convinto”.

Nelle file bianconere sta emergendo la classe pura di Nicolò Zaniolo, che fu compagno di De Rossi nella Roma: “Ricordo che in allenamento dovevamo picchiarlo per fermarlo. E’ tornato ai suoi livelli, che sono altissimi. E’ un bravo ragazzo e a partire da martedì gli auguro il meglio”.

Nella formazione rossoblù - attacchi influenzali permettendo - è probabile la conferma dell'undici ottimale con Malinovskyi e Thorsby al fianco di Frendrup a centrocampo, Marcandalli a completare la difesa e Martin preferito a Ellertsson sulla fascia sinistra.

Pierluigi Gambino

La Samp si affida alla coppia di rifinitori Pafundi-Cherubini per fare il pieno con la Carrarese

Super User 06 Dicembre 2025 289 Visite

 

“Alibi non possiamo averne, basta guardare la classifica. Siamo ancora all'inferno”. Colorita la definizione del momento blucerchiato offerta da mister Angelo Gregucci alla vigilia dell'importantissima sfida casalinga di domani (ore 19.30) contro la Carrarese.

I blucerchiati, penultimi in graduatoria, hanno un solo risultato utile e il tecnico indica la strada per ottenerlo: “Bisogna essere lucidi in ogni frangente ma soprattutto negli ultimi venti metri, dove si decidono le partite. Il modulo tattico conta relativamente: in campo vanno i giocatori e sta a noi individuare i migliori, coloro che sono i più affidabili del momento. E' indispensabile la qualità, specie per concretizzare le palle-gol che si costruiscono”.

C'è ragionato ottimismo in casa Samp. Aggiunge Gregucci: “Finalmente stiamo recuperando parecchi dei giocatori assenti nelle ultime gare. Non tutti sono al massimo, ma già poterne disporre è un bel passo avanti. Mi riferisco a Ferrari, Ricci ma penso anche a Pafundi, che ha potenzialità enormi, però deve abituarsi ad affrontare marcature molto dure: è l'ultimo step che gli resta da compiere. Pure Abildgaard è recuperato ma proviene da un infortunio alla spalla alquanto delicato e dobbiamo comprendere se sia già il caso di rilanciarlo”.

La Carrarese non è da sottovalutare: dopo tutto, vanta sei punti in più dei blucerchiati anche se non vince da cinque turni. “E' in condizioni atletiche eccellenti - aggiunge il tecnico doriano - e sa come sfruttare questo fattore. Ci aspetta un impegno arduo, che però possiamo sostenere con un'ampia rosa di elementi a disposizione”.

Nella formazione blucerchiata non mancheranno le novità, partendo dalla difesa: è probabile il ritorno di capitan Ferrari con la conferma di Hadzikadunic e il ballottaggio tra Vulikic e Venuti. Pressoché certo il rilancio a destra di Depaoli, reduce da squalifica, mentre a sinistra se la giocano lo stesso Venuti, Giordano e Ioannou con probabilità simili. Nella mediana mister Fot sta facendo un pensierino sul rientro del playmaker Ricci, che potrebbe affiancare Henderson. Inoltre, sia in terza linea sia in mezzo c'è l'incognita Abildgaard, in teoria un titolare fisso: improbabile però che sia schierato dal primo minuto.

In attacco si prospetta addirittura un cambio di modulo. Ed ecco Pafundi e Cherubini, i giocatori più talentuosi, abbandonare la zona esterna per affiancarsi in mezzo alle spalle di Coda, sul quale convergono le speranze di una tifoseria pronta a proseguire la contestazione verso la dirigenza ma senza smettere di sostenere la squadra.

Arbitrerà l'internazionale Sozza, uno dei fischietti “top” del nostro calcio: un altro segnale del rispetto di cui gode la Sampdoria.

Pierluigi Gambino

Coppa Italia, il Genoa a Bergamo resiste un quarto d'ora: va sotto, resta in dieci e si sfalda

Super User 03 Dicembre 2025 346 Visite

Nessuna sorpresa, nessun miracolo. Il Genoa esce dalla Coppa Italia dopo la sonora sconfitta rimediata a Bergamo. Rossoblù rimaneggiati, ma anche l'Atalanta schiera parecchie riserve, peraltro di caratura ben superiore.

Mister De Rossi non cambia modulo ma interpreti: in porta Siegrist, Norton-Cuffy affiancato a capitan Vasquez e al rilanciato Otoa in terza linea, Ellertsson e Fini (altro elemento sotto osservazione) sugli esterni, con Frendrup, Masini e Stanciu nella linea mediana e in avanti l'inedita coppia composta da Ekhator e Carboni,

L'avvio rossoblù è incoraggiante. Funziona il pressing alto del Grifo, che recupera più di un pallone e tiene gli avversari nella propria metà campo. Ekhator è abbastanza vivace e Fini cerca con insistenza l'uno contro uno mostrando personalità. Purtroppo è un fuoco fatuo, poiché verso il quarto d'ora i nerazzurri di casa cambiano ritmo e per gli ospiti si fa notte. Al 18' Pasalic, su cross di De Keteleaere, timbra la traversa. Un minuto dopo, ecco il vantaggio: traversone di Zalewski e il difensore Djimsiti, smarcatosi sul secondo palo, infila con un'inzuccata decisa. E’ un monologo dei bergamaschi, senza la minima opposizione genoana. Al 28' Maldini, su punizione ad effetto, coglie in pieno il palo e quattro minuti più tardi il figlio d'arte in contropiede si divora un gol fatto.

Al 36' la gara ha un altro sussulto: ennesima ripartenza dei giocatori di Palladino e Bellanova, fuggito verso Siegrist, è platealmente atterrato da Fini, sino a quel momento il migliore dei rossoblù. Dopo un’attenta revisione al Var, arriva il previsto cartellino rosso per il “coloured”. Sino all'intervallo attaccherà ancora l'Atalanta, ma senza la necessaria convinzione.

Parte la ripresa con Marcandalli al posto di Carboni, che per 45 minuti l'aveva fatta da spettatore non pagante. I padroni di casa, al piccolo troppo, insistono per cercare il secondo gol, che arriva al 54': Siegrist respinge un pallone complicato e nel prosieguo Maldini offre morbido a capita De Roon, che da fuori area infila nell'angolino: imparabile.

Inizia su entrambi i fronti la girandola dei cambi e la gara inizia a scemare. L'Atalanta gioca al piccolo trotto e all'81' cala il tris grazie ad un errore nel disimpegno di Venturino (entrato da poco): Scamacca svirgola la conlusione servendo inavvertitamente Pasalic, pronto all'appuntamento. Il poker giunge in avvio di recupero e lo firma proprio Ahanor, il 17enne ceduto quest'estate per fare cassa: è l'ultima beffa. De Rossi non ha tratto favorevoli indicazioni dalle riserve impiegate, ed è un ulteriore motivo di preoccupazione in prospettiva campionato.

Pierluigi Gambino

Un Genoa targato “turn over” in casa dell’Atalanta nella sfida secca di Coppa Italia

Super User 02 Dicembre 2025 347 Visite

 

Impegno infrasettimanale per il Genoa, di scena domani (ore 15.00), diretta su Italia1) nella sfida secca di Coppa Italia in casa dell'Atalanta. Mister De Rossi annette al match la giusta importanza: almeno a parole, sostiene di tenere alla competizione dunque al passaggio del turno, ma la tradizione degli ultimi decenni vuole che il Grifone alla Coppa non abbia mai dedicato soverchia attenzione.

L'appuntamento sarà di sicuro sfruttato dall'allenatore rossoblù per vedere all'opera parecchi dei giocatori sinora trascurati e da lui mai esaminati direttamente. In porta dovrebbe finire il dodicesimo Siegrist, con Otoa, finalmente disponibile, e Marcandalli al fianco di Ostigard in terza linea. Rivoluzionato anche il centrocampo, che dovrebbe presentare due novità: Masini in mediana, e il rumeno Stanciu in regia oltre ad un titolare da scegliere fra Thorsby, il favorito, e Frendrup. Sugli esterni spazio a Norton-Cuffy, che ha riposato per squalifica con il Verona, e il giovane Fini, brillantissimo di recente nelle file della Under 21 azzurra.

Inedito e verdissimo anche il duo di punta, composto da Ekhator e Venturino, che hanno finalmente l'occasione di mettersi in evidenza e proporsi come alternative a Colombo e Vitinha.

Anche l'ex rossoblù Palladino, di recente subentrato a Juric alla guida dei nerazzurri, ha in progetto il turn-over, ma la caratura delle riserve atalantine è senz'altro superiore. Basti pensate al trio di attaccanti composto da Samardzic, Maldini e Kstovic, al difensore Kolasinac e ai centrocampisti Ederson e Zalewski.

In caso di parità al termine dei tempi regolamentari si procederà direttamente ai calci di rigore.

Pierluigi Gambino

La Samp perde anche il derby della Spezia senza un tiro in porta e precipita al penultimo posto

Super User 30 Novembre 2025 335 Visite

 

I derby sono davvero “indigesti” per la Samp, che dopo aver perso a Chiavari cade anche allo stadio Picco lasciandosi automaticamente superare in classifica dallo Spezia e precipitando nuovamente al penultimo posto.

Tecnicamene modestissima, la sfida vede inizialmente un predominio dei padroni di casa. Poi i blucerchiati, trascinati dal guizzante Pafundi (al rientro dal primo minuto), sul quale si ripetono i falli, assumono le redini del match ma senza mai rendersi pericolosi. La sola emozione prima dell'intervallo è di marca spezzina con Aurelio, che su cross dalla sinistra salta più alto di tutti a tre metri dalla linea bianca, ma spedisce di un soffio oltre la traversa.

Alla ripresa, lo Spezia entra con maggiore decisione e intraprendenza e dopo un'uscita del portiere ospite Ghidotti su Artistico giunge al 51' il gol decisivo: Bandinelli batte dalla bandierina e a centro area Artistico colpisce indisturbato e infila nell'angolino. Nelle file doriane entrano Barak e Conti, ma la qualità della manovra non decolla e dopo una conclusione non irresistibile di Coda agevolmente parata da Mascardi, i giocatori di Foti non busseranno più alla porta aquilotta. Anzi, al 74' uno scontro tra due difensori doriani spalanca la via del contropiede a Bandinelli, che invece di calciare cerca l'assist e nel prosieguo è bravo Ghidotti a dire di no a Verde, appena tornato dopo diversi mesi trascorsi fuori rosa. Al 78' entrano pure nel Doria Ioannou e Pedrola completando così la sterilissima forza d'urto di una squadra che sino al 96' terrà palla senza mai creare una sola opportunità. L'ennesima dimostrazione che la fase di concretizzazione della Samp è forse la peggiore della categoria e preoccupa sempre più.

Pierluigi Gambino

Tifosi, la parola è vostra

Super User 29 Novembre 2025 290 Visite

 

La vittoria risicata, ma pur sempre una vittoria, ha migliorato il morale di tutto il mondo blucerchiato. Anche i nostri ‘tifosi illuminati’ hanno tirato un sospiro di sollievo, ma solo di sollievo momentaneo.

Le dichiarazioni di Fredberg sono state rassicuranti, almeno sulla carta: “Pensiamo al mercato, abbiamo già stanziato un budget”. Però non ha detto quanto, facendo solo intuire che sarà aggressivo, perché saranno acquistati almeno due o tre giocatori, cioè rinforzi adeguati al momento. Ha confermato che Lombardo non c’entra niente con la panchina (e forse è un male), ma che si occuperà d’altro. Tutto questo in attesa del derby in quel di Spezia, momento di grande importanza e tensione.

- Allora, amici, Luigi Pinto e Max Bellini, che ne dite della dichiarazione del direttore sportivo?

Vedremo i fatti, comunque non è cambiato molto dall’inizio, l’unico segnale buono è il risultato. Ma il gioco latita, tre punti regalati (rigore!), nell’insieme è una prestazione ancora modesta.

- Sul tema tecnico che ne dite? Sono sempre tanti a te decidere, secondo voi? E l’allenatore è Gregucci o Foti?

In verità non si capisce, ci sembra un gruppo tecnico improvvisato ancora. E poi il livello tecnico è certamente modesto, pensiamo al Monza…

- Monza vuol dire serie massima. Voi dove pensate di arrivare?

Io non faccio tabelle - dice Max, chiedendole a Luigi. E Luigi accetta, con il suo solito fiuto da tartufo statistico, dice almeno 19/20 punti al giro di boa. E poi si vedrà.

- Parliamo del derby di Spezia: che cosa prevedete?

Un derby disperato, un campo caldo, Gregucci che di battaglie se ne intende, perché è stato un grande gladiatore, dovrebbe motivare i ragazzi su questo fronte. Non ve ne sono altri.

A questo punto si inserisce, sornionamente, il vecchio ‘maligno’, che ama irritare i nostri due opinionisti. E questa volta vuol dare un consiglio ai suoi amici: “L’unica vostra speranza sta in Donadoni”.

Malefico, davvero! 

Vittorio Sirianni

Il Genoa con le reti di Colombo e Thorsby ribalta il Verona e spezza il tabù di Marassi

Super User 29 Novembre 2025 328 Visite

 

Il tabù di Marassi è finalmente crollato. Il Genoa, imbattuto dopo l'avvento di De Rossi, liquida pur con qualche sofferenza ma con pieno merito il Verona fanalino di coda e compie tre passi determinanti per uscire dalla zona caldissima.

Il tecnico di Ostia conferma l'assetto di Cagliari, limitandosi a sostituire lo squalificato Norton-Cuffy con Ellertsson. Il primo tempo è avaro di emozioni: i rossoblù insistono maggiormente in avanti, ma la muraglia gialloblù impedisce ai padroni di casa di arrivare al tiro. Come spesso succede, sono gli ospiti a passare in vantaggio: corre il 21' quando Ostigard, sulla fascia difensiva di destra, si fa rubare la sfera da Mosquesra, che avanza verso Leali e dopo un rimpallo è Beghali che da due passi infila nella porta sguarnita. Il Grifone accusa il colpo e non riesce a reagire, ma al primo reale tentativo, al 40', coglie il pareggio grazie a Vitinha, che offre un assist interessante al partner Colombo, il quale controlla e infila nell'angolino.

Ben più vivace la ripresa, nella quale i padroni di casa ripartono con ben altro piglio e dopo un rasoterra a bersaglio di Vitinha annullato per fuorigioco ed un'inzuccata appena alta di Thorsby, è proprio il norvegese al 62' a risolvere il match: Ostigard da lontano timbra il palo e nel prosieguo Ellertsson dalla destra cross a giri contati verso il compagno, che con un altro colpo di testa - la sua specialità - fa esplodere la Nord. Il match diventa sempre più acceso e spettacolare e dopo un miracolo di Leali su conclusione di Orban è Malinovskyi a sfiorare il bersaglio su punizione. Il Verona gradatamente sale di tono e schiaccia in retrovia un Genoa indebolito da qualche sostituzione non propriamente fruttuosa. All'83 Leali esce clamorosamente a vuoto, ma Vasquez salva sulla linea e dopo sei minuti sarà Giovane, di testa, a divorare il pareggio incornando debole e consentendo al portiere avversario di salvare in due tempi. E l'ultimo brivido dopo un finale di patimento che tuttavia non inficia i meriti di Frendrup e compagni, i quali, pur con qualche errore tecnico di troppo, hanno interpretato la gara con lo spirito richiesto dagli immancabili trentamila tifosi marassini.

Pierluigi Gambino

La Samp insegue altri punti pesanti nel drammatico derby in casa del fanalino di coda Spezia

Super User 29 Novembre 2025 323 Visite

Dopo il pieno di punti a spese della Juve Stabia, la Sampdoria andrà domani (inizio ore 17.15). alla ricerca della continuità sul campo minato dello Spezia. Si annuncia un derby al calor bianco, condizionato dalla pessima situazione di classifica delle due contendenti, con i blucerchiati saliti al terzultimo posto e gli aquilotti addirittura ultimi.

Una gara delicatissima soprattutto per i padroni di casa, che - sconfitti per 4-1 nell'ultimo turno dal Mantova - sono stati vibratamente contestati in settimana dai tifosi, per nulla disposti ad accettare un altro risultato negativo. Più distesa ma non troppo la situazione in casa Samp, con i supporters in gran parte costretti a disertare il Picco per le discutibili restrizioni della Lega.

L'allenatore Gregucci sposa il realismo: “Spezia nel mirino dei suoi tifosi? Noi stiamo vivendo questa situazione da molto tempo e vorrei ricordare che siamo ancora in una situazione di classifica pessima. Si è vinto con la Juve Stabia, ma occorre resettare assolutamente e concentrarsi su un impegno molto delicato. Vero, da oltre un anno siamo a secco di successi esterni, e chissà che i presupposti particolari di questo derby non possano spingerci a spezzare il tabù”.

La formazione blucerchiata - ancora priva dei pilastri Ferrari, Ricci (entrambi convocati, ma dovrebbero partire dalla panchina), Cuni e Abildgaard - presenterà più di una novità. In difesa è certo il ritorno di Riccio, ormai recuperato da un infortunio, con l'eclettico Venuti che potrebbe avanzare sulla fascia destra al posto dello squalificato Depaoli. A centrocampo conferma scontata per Bellemo come metronomo, affiancato da Henderson, reduce da un turno di sospensione.

Mister Foti è tentato dal proporre un cambio di modulo: dal 3-5-2 abituale al 3-4-2-1. Una mossa suggerita dalla piena disponibilità di Pafundi (il doriano più dotato di classe e inventiva), che nella seconda ipotesi formerebbe con Cherubini la coppia di rifinitori alle spalle dell'imprescindibile Coda. Nel primo caso Cherubini potrebbe affiancarsi all'anziano bomber, con Benedetti o Barak a completare l'asse mediano. A sinistra maglia garantita per Giordano, abile sia a difendere sia a costruire.

Roberto Donadoni, di recente approdato sulla panca dei bianchi, ha parecchi problemi da risolvere: in primis la defezione dei punti di forza Hristov (difensore), Salvatore Esposito, Cassata (centrocampo), Lapadula, Di Serio e Soleri (attacco). Da registrare il reinserimento in organico dell'esterno offensivo Verde.

Pierluigi Gambino

Genoa, mister De Rossi punta ad un altro “gollonzo” per abbattere il tabù del Ferraris

Super User 28 Novembre 2025 445 Visite

 

E’ d’obbligo la vittoria per il Genoa, che ospita (domani, ore 15.00) il Verona ultimo in classifica. I rossoblù non si impongono in campionato a Marassi dallo scorso aprile e debbono quindi abbattere un lungo tabù. In compenso la squadra scaligera è la sola a non aver mai vinto nella stagione in corso.

Mister De Rossi sposa la prudenza e ammonisce: “Chi pensa che faremo una passeggiata è totalmente fuori strada. Il Verona ha perso di un soffio con l’Inter, ben figurato contro la Roma e a livello di occasioni da gol create è al sesto posto. Tiene poco la palla, ma esprime un gioco verticale, con due attaccanti molto veloci e temibili”.

In tema di formazione, il solo cambio sicuro riguarda la fascia destra, data la squalifica di Norton-Cuffy. Il tecnico sta pensando in primis al duttile Ellertsson, che ha già giocato nel ruolo, ma sta studiando anche una soluzione alternativa a vocazione più offensiva: il giovane Fini, maiuscolo nell'Under 21 azzurra, è sotto osservazione al pari del più discusso Carboni. Per il resto, si prevedono dieci conferme, con il difensore Marcandalli (reduce da prestazioni non eccelse) comunque insidiato sia da Sabelli, sia da Otoa, che ormai è pronto a scendere in campo.

De Rossi non fa lo schizzinoso: “In attacco Colombo e Vitinha hanno segnato entrambi, traendo un’importante spinta emotiva e dando una risposta riguardo alla loro intesa. La prima linea non mi crea alcun problema, anche considerando i progressi in allenamento di Ekhator. Stiamo preparando un altro... gollonzo dopo quelli realizzati contro Fiorentina e Cagliari”.

Il sostegno dei soliti trentamila sugli spalti può risultare decisivo, e il trainer di Ostia lo ammette. “Il Ferraris è un valore aggiunto, ma potrà venirci dietro solo se tutti noi metteremo intensità e aggressività. Gli stadi caldi sono un vantaggio ma solo se noi mostreremo personalità, qualità carattere e coraggio per accenderlo. Altrimenti può diventare un boomerang”. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria batte la Juve Stabia con Coda dal dischetto e sale al terzultimo posto

Super User 24 Novembre 2025 331 Visite

Contava solo vincere, a prescindere dal modo, e la Samp è riuscita nell'intento, piegando la Juve Stabia grazie ad un rigore causato al 10' della ripresa dal gialloblù Ruggero, che ingenuamente trattiene Vulikic in piena area. L'arbitro Zufferli non si accorge di nulla, ma il Var lo richiama per riesamirare l'episodio inducendolo a rivedere la decisione: dal dischetto Coda spezza un equilibrio che sino a quel momento aveva riflesso una gara povera di spunti.

Con questo successo i blucerchiati abbandonano il fanalino di coda lasciandosi alle spalle il Pescara e lo Spezia, prossimo avversario nel derby-salvezza al Picco. Stavolta hanno combattuto, pur denunciando gli annosi limiti nella costruzione, ma si sono anche presentati in formazione largamente incompleta, con i ripescati Conti e Bellemo a centrocampo, Vulikic in retroguardia e il guizzante Cherubini a supporto di Coda.

La Samp trova il vantaggio alla prima conclusione nello specchio dopo un primo tempo dominato territorialmente ma senza alcuna pericolosità, fatto salvo un cross sbagliato di Depaoli, che finisce contro la traversa. I gialloblù, guardinghi ma non inermi, impegnano due volte il portiere locale Ghidotti con Candellone e Mosti ma senza legittimare il vantaggio. Campani più vivi anche in avvio di ripresa, ma dopo una debole testata di Cacciamani finita tra le mani del numero uno blucerchiato arriva il momento fatale, che costa ai giocatori di Abate anche l'inferiorità numerica: Ruggero infatti era già ammonito.

La Samp non gestisce alla perfezione il doppio vantaggio e in un paio di circostanze rischia di subire il pareggio, ma nel finale prova anche a farsi viva in area gialloblù con Pafundi, entrato per difendere il risultato al pari di Barak, che si rivelerà impeccabile nel tenere palla e procurarsi preziosi falli. 

Pierluigi Gambino

Una Samp rabberciata ma con Pafundi part-time è obbligata a battere la Juve Stabia

Super User 23 Novembre 2025 454 Visite

 

Non ha alternative la Sampdoria, che aspetta domani (ore 20.30) la visita della Juve Stabia, la rivelazione stagionale. Non mancano però i problemi allo staff tecnico blucerchiato, che deve rinunciare con certezza a elementi importanti come Henderson (squalificato), Ferrari, Ricci, Cuni, Riccio e Abildgaard e ha l'obbligo di riflettere riguardo all'impiego di parecchi altri elementi reduci da infortunio. Il riferimento è a Barak, ma soprattutto a Pafundi, il calciatore più dotato, il quale è tornato ad allenarsi solo sabato con i compagni e può garantire un'autonomia atletica limitata.

Angelo Gregucci, anche a nome del collega Lillo Foti, non nasconde i problemi: “Vero che da due settimane stiamo preparando questa partita, ma sino all'antivigilia abbiamo avuto a disposizione non più di dieci-dodici elementi. In una situazione coì complicata tocca a tutti noi mostrare coraggio ma soprattutto lucidità nelle varie fasi della gara. Se fossimo al completo potremmo giocarcela contro chiunque, ma adesso stiamo raschiando il barile”.

Gregucci non si fida degli avversari: “Li troviamo nelle prime posizioni in classifica e hanno un match da recuperare. Nel primo tempo sono la squadra che ha segnato di più”. In effetti, i gialloblù di Ignazio Abate sono privi di calciatori di grande nome, ma stanno interpretando alla grande le caratteristiche della categoria. In trasferta, però, sono molto meno temibili che in casa.

La formazione iniziale della Samp è legata a numerose incognite. La prima concerne proprio Pafundi: meglio utilizzarlo subito e preservarlo per la ripresa? Nel primo caso sarà lui ad affiancare l'imprescindibile Coda in avanti, con Cherubini (reduce da due ottime prove nella Under 21 azzurra) a sinistra e Depaoli o Venuti a destra. Lo stesso Venuti si gioca un posto in difesa al fianco di Hadzikadunic e di Giordano o Vulikic. Inedito pure l'asse centrale, con Bellemo (elogiato da Gregucci per la sua professionalità) adattato a playmaker, supportato da Benedetti e dal giovane Conti o dallo stesso Depaoli nel ruolo di mezze ali. Senza Pafundi in campo sarebbe Cherubini a salire in prima linea, sostituito a sinistra da Ioannou.

Dagli spalti non mancherà l'abituale sostegno alla squadra, anche se non si esclude qualche forma di contestazione nei confronti della società. Intanto, alla rifinitura erano presenti un centinaio di tifosi, che hanno lanciato fumogeni e intimato i calciatori di tirare fuori gli attributi.

Pierluigi Gambino

Il Genoa domina a lungo a Cagliari ma rischia di perdere per le distrazioni difensive

Super User 22 Novembre 2025 338 Visite

Poteva andare peggio ma anche meglio al Genoa, che torna da Cagliari con un punto comunque prezioso, ma deve rammaricarsi per il mancato successo. Gli uomini di De Rossi, autori della miglior prestazione stagionale, dominano per almeno due terzi di match, ma regalano letteralmente tre reti agli isolani e agguantano fortunosamente in extremis il pareggio.

L'avvio è nettamente di marca genoana. Già al 9' Vitinha e Norton Cuffy confezionano una doppia palla gol e al 18' arriva lo strameritato vantaggio ospite: da Norton Cuffy a Colombo, che spalle alla porta serve Vitinha, il quale si gira repentinamente e infila di prepotenza. Il Grifo potrebbe raddoppiare otto minuti dopo, ma Colombo, da due passi, calcia addosso a Caprile. Rete sbagliata, rete incassata: corre il 33' quando Palestra crossa da destra, Borrelli di testa anticipa Martin e supera il portiere Leali, il quale era inspiegabilmente dentro la porta.

Il Genoa non si arrende e al 41' trova il nuovo vantaggio: da Malinovsky pregevole passaggio verso Thorsby, il cui traversone al volo coglie Ostigard pronto a insaccare di prima intenzione: davvero una segnatura capolavoro. Neppure il tempo di gioire che il Cagliari impatta: da Borrelli a Prati, che in piena area serve Sebastiano Esposito, lesto a buttarla dentro sotto la traversa.

L'avvio di ripresa vede ancora la squadra ligure all'attacco, ma il portiere Caprile dice di no a Colombo e poi a Ostigard. La gara diventa più equilibrata e all'ora di gioco i sardi passano addirittura in vantaggio: cross dalla destra di Zappa e Borrelli, ancora lui, risolve con un'incornata, ma la difesa genoana ha contribuito lasciando troppo libero il centravanti.

Mister De Rossi inserisce Gronbaek per Thorsby e più tardi lancerà anche Ekuban per uno stanco Vitinha e Carboni per Marcandalli, ma è Colombo al 78' a urlare di gioia dopo aver infilato all'incrocio prima che la revisione al Var spinga l'arbitro ad annullare per un millimetrico offside. Lo strameritato pari del Genoa giunge all'83' in modo rocambolesco: da centrocampo Martin scodella verso l'area e Caprile calcola malamente la traiettoria facendosi colpevolmente ingannare. Nel finale, dopo un palo colpito da Ostigard (ma era in offside) si registrano una paratona di Leali su Gaetano e la pesantissima seconda ammonizione a Norton-Cuffy, che dovrà così saltare lo spareggio col Verona.

Pierluigi Gambino

Un Genoa in fiducia con Malinovskyi unica novità nella tana di un Cagliari in crisi

Super User 21 Novembre 2025 687 Visite

Galvanizzato dal successo di Reggio Emilia e confortato dal pari e dalla buona prestazione offerta contro la Fiorentina, il Genoa sarà di scena domani (ore 15.00) nella tana di un Cagliari che non sta attraversando un momento felicissimo.

Daniele De Rossi, tecnico dei rossoblù liguri, punta principalmente sull'atteggiamento: “Ci aspetta uno scontro diretto, anche se non è detto che a marzo le squadre in fondo alla classifica saranno le stesse di adesso. Voglio una squadra aggressiva, capace di gestire il match e di essere dominante in ogni zona del campo, ma soprattutto nell'area avversaria, dove mi aspetto che i ragazzi esprimano un calcio più pulito”.

In sintesi, il trainer di Ostia punta sulla crescita del tasso qualitativo, presupposto irrinunciabile per limitare gli errori di esecuzione e inquadrare più frequentemente la porta avversaria. All'uopo è senz'altro importante il ritorno in campo post-squalifica di Malinovskyi, l'uomo maggiormente dotato di carisma e fosforo, pur non essendo un autentico playmaker. L'ucraino dovrebbe essere la sola novità (con l'uscita di Masini) di formazione rispetto alla gara con i viola. Quasi certa la conferma del modulo 3-5-2 con possibilità di variazione in corso d'opera verso il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1. In avanti occhi puntati su Colombo, che si è finalmente sbloccato, anche se Ekhator, tornato a disposizione, può essere un'utile alternativa. In difesa scelte pressoché obbligate, ma Otoa, finalmente ristabilito, è disponibile per la panchina.

Sulla carta la sfida all'Unipol Domus si annuncia adatta a Frendrup e compagni, che in trasferta, fruendo di spazi invitanti, riescono quasi sempre a contenere le sfuriate avversarie e a rendersi pericolosi in avanti.

Il Cagliari, allenato da Fabio Pisacane (cresciuto calcisticamente nel Grifone, di cui si professa tifoso), vanta dieci punti, sette dei quali però raccolti nelle prime quattro giornate. Le successive sette, invece, hanno fruttato appena tre pareggi: media da retrocessione. Tra i suoi punti di forza, il portiere Caprile (tra i recenti convocati di Gattuso), l'aitante difensore centrale Mina, il giovane “regista” Prati e la seconda punta Sebastiano Esposito, fratello d'arte.

Pierluigi Gambino

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