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Sport

Una Samp senza gioco si fa imporre il pareggio dall’Entella e fallisce il sorpasso in classifica

Super User 16 Gennaio 2026 445 Visite

 

Non riesce alla Sampdoria il successo e il conseguente sorpasso ai danni dell'Entella, che pareggiando a Marassi dopo l'affermazione nell'andata si rivela un'autentica bestia nera per i più titolati “cugini”.

Partono meglio i chiavaresi, che sfiorano subito il bersaglio con Karic e comandano la partita per una ventina abbondante di minuti. I blucerchiati reggono in fase difensiva, ma in avanti faticano e l'esordio dal primo minuto di Esposito è più difficoltoso del previsto. Gli ospiti però non possono continuare su certi ritmi e verso la mezz'ora calano concedendo le prime offensive ai blucerchiati, che al 34', inopinatamente, passano in vantaggio al primo tentativo: fa tutto Cherubini, l'uomo più discusso della vigilia, che conquista palla sulla propria trequarti e avanza liberandosi velocemente di Nichetti e Marconi e, approfittando dello spazio che gli aprono Coda e Brunori, accelera e dal limite dell'area, senza marcatura, calcia secco rasoterra: la palla incoccia nel palo interno e si infila. Sino all'intervallo sono i padroni di casa, finalmente più sciolti, a dirigere il match, ma le loro offensive non creano pericoli seri alla difesa biancoceleste.

Nella ripresa Entella subito vicina al gol con un tiraccio a pelo d'erba di Nichetti assorbito in corner dal portiere Ghidotti, ma poco più tardi è la Samp a sfiorare il raddoppio con Hadzikadunic, che devia di testa in area esaltando i riflessi del numero uno levantino Colombi. La sfida si spegne e i blucerchiati sembrano in grado di gestirla comodamente, ma al 74' arriva l'1-1, propiziato da un cross dalla sinistra di Karic sul quale si avventa il piccolo ma scattante difensore Parodi, che di testa infila sul secondo palo.

Mister Gregucci decide di mutare l'assetto della Samp con un triplo cambio e in effetti con Barak, Pafundi e Giordano cresce la pressione di una squadra costretta a reagire. Fioccano i corner nei pressi di Colombi e nell'ennesimo batti e ribatti, all'88' Pafundi sparacchia con forza ma incoccia nei guantoni dell'estremo difensore rivale, il quale al 95' - dopo un contropiede entelliano non finalizzato da Debenedetti - si troverà addosso un pallone calciato debolmente da Hadzikadunic.

Non basta alla Samp, per conquistare la quarta vittoria casalinga di fila, il serrate conclusivo, preceduto da almeno 85 minuti di gioco macchinoso e sterile. Una prestazione sottotono che impedisce ai blucerchiati di uscire dal baratro e riaccende l'interrogativo sulla reale forza di questa squadra e sull'efficacia del lavoro svolto dallo staff tecnico.

Pierluigi Gambino

Nel derby contro l’Entella la Samp punta sul fattore campo per il sorpasso in classifica

Super User 15 Gennaio 2026 528 Visite

 

E' un derby storico quello di domani (ore 20.30) tra Sampdoria ed Entella, che mai si sono affrontate a Marassi in campionato. I blucerchiati sono reduci da tre vittorie consecutive in casa, mentre la matricola levantina, nel girone di andata, ha raccolto appena due punti in trasferta.

“A Chiavari iniziò, con una sconfitta, l'avventura del nostro staff - sottolinea il mister doriano Gregucci - e da quel momento la situazione è migliorata in fatto di punti, ma non abbastanza. Non vediamo l'ora di tornare davanti al nostro pubblico, consci che ci aspetta una gara importante”.

C'è chi auspica un cambio di modulo in una squadra che fuori casa continua a faticare, ma il tecnico frena: “Dobbiamo cambiare la rotta, non il sistema di gioco. Io non parlerei di presunzione, ma i 22 tiri sferrati ad Avellino contro 7 indicano che non sono i numeri a determinare il risultato”.

La formazione doriana è legata a più di una parentesi, a cominciare dalla porta: il titolare Ghidotti (“Nei suoi confronti nutriamo la massima fiducia” - aggiunge Gregucci) e il talentuoso 19enne Martinelli, appena arrivato, vantano chances identiche di impiego. Scontato è il terzetto difensivo (ma l'altro fresco innesto Viti dovrebbe già essere disponibile in panchina) e così pure l'utilizzo di Depaoli a destra, mentre a sinistra potrebbe esibirsi Giordano se Cherubini (che resta favorito) dovesse accentrarsi. Nella linea mediana crescono le probabilità da un esordio dal primo minuto di Salvatore Esposito, affiancato da Henderson e da Conti o - appunto - Cherubini, con l'esclusione di Barak. In avanti l'inamovibile Coda dovrebbe essere affiancato da Brunori, altro rinforzo invernale, che è in ballottaggio con Pafundi. Da considerare, a partita in corso, la candidatura dell'altro innesto Begic. Gregucci non si sbilancia ma afferma: “I match si possono decidere anche partendo dalla panchina”.

L'Entella ha festeggiato nello scorso turno l'inatteso successo sul quotato Monza, pertanto il giovane mister Andrea Chiappella è orientato a confermare l'undici base, visto che il difensore-cannoniere Tiritiello - il giocatore più importante della squadra - è ancora acciaccato. Nelle file chiavaresi spiccano i centrocampisti Franzoni (bravo anche in zona gol) e Di Mario, il centrale difensivo Marconi e la punta Debenedetti.

Pierluigi Gambino

Il Genoa segna presto, poi soffre e infine dilaga contro un Cagliari non irresistibile

Super User 12 Gennaio 2026 431 Visite

 

Missione compiuta, senza soverchi sforzi, per il Genoa, che dilaga (evento mai successo nella stagione) contro il Cagliari, lo aggancia in classifica (e, anzi, lo supera per via degli scontri diretti) e si porta a “+5” rispetto alla zona baratro.

Incoraggiante l'avvio del Grifone, che già al 7' approfitta delle difficoltà incontrate da un Cagliari piuttosto dimesso e passa in vantaggio: pregevole filtrante in verticale di Malinovsky per Colombo che, confermando il suo momento felicissimo, sfugge a Rodriguez sul filo del fuorigioco e infila il portiere Caprile con un rasoterra incrociato.

Gli isolani faticano a riemergere, ma verso metà tempo iniziano a produrre gioco e a guadagnare gradatamente campo. Al 28' è la traversa a salvare la porta genoana su una tremenda bordata del talentuoso Palestra e la risposta dei padroni di casa è affidata a Malinovsky, la cui staffilata dal limite è centrale e consente a Caprile di alzare in corner.

Il Genoa torna in campo dopo l'intervallo con Masini al posto di Norton-Cuffy, tra i peggiori in campo. Colombo impegna ancora il numero uno isolano, sulla cui respinta Ostigard conclude alto di testa. Al 55' il Cagliari ha l'occasionissima per pareggiare, ma Luvunbo, scattato in totale solitudine verso la porta, si fa ipnotizzare da Leali, bravissimo in uscita. E' l'ultimo reale pericolo portato dagli uomini di Pisacane, che perdono progressivamente convinzione e tonicità e al 75' rimediano il secondo schiaffone: cross di Ellertsson respinto da Luperto proprio in direzione di Frendrup, che impreziosisce una prestazione in chiaroscuro nel ruolo inedito di regista con una conclusione che, deviata da Prati, spiazza Caprile. Ormai il Cagliari è sulle ginocchia e tre minuti più tardi lo punisce anche Ostigard, colpendo tra schiena e testa su traversone di Martin.

Prestazione convincente, quello della banda di De Rossi, nonostante qualche giocatore (oltre a Norton-Cuffy, Vitinha e in parte Marcandallli) si sia espresso sottotono. La differenza rispetto ai sardi è comunque emersa chiaramente ed è un altro motivo di fiducia per il prosieguo del campionato.

Pierluigi Gambino

Battere e agganciare il Cagliari in classifica: obiettivo di un Genoa tornato in salute

Super User 11 Gennaio 2026 526 Visite

Confortato ma non certo appagato dal pareggio in casa del Milan, il Genoa attende domani (ore 18.30) l'avversario diretto Cagliari per compiere tre passi fondamentali verso la zona salvezza.

Mister De Rossi chiede ai suoi un altro decisivo cambio di marcia: “Siamo tornati dalla Lombardia con maggiore consapevolezza nei nostri mezzi. Ho rivisto un atteggiamento positivo da parte di tutti e siamo tornati ad essere una squadra difficile da battere. Adesso, però, è il momento di raccogliere qualche vittoria”.

Sugli spalti del Ferraris non mancheranno i soliti trentamila “cuori” rossoblù, speranzosi di assistere al secondo successo casalingo stagionale: “Gli stadi non fanno gol - rimarca il tecnico - ma possono essere un fattore importante. Noi, però, su questo punto abbiamo molto da imparare”.

La formazione del Grifone ricalcherà quella di Milano, anche se non mancano un paio di ballottaggi: in difesa tra Marcandalli e Otoa (forse preferibile in un match più votato all'attacco) e a centrocampo tra Thorsby ed Ellertsson. In panchina si registra il ritorno, dopo un lungo infortunio, di Junior Messias, alternativa da sfruttare nel finale se occorresse cambiare il risultato.

De Rossi invita i suoi anche a non regalare atre reti evitabili, forse pensando alla forza d'urto dei sardi su corner e calci fermi, con gli specialisti Borrelli (protagonista nella sfida di andata) e Pavoletti (un ex temibile anche in un tempo ristretto).

La compagine di mister Pisacane (con un passato nelle giovanili genoane ed un tifo mai nascosto per il Grifo) è avanti di tre punti e si sta comportando egregiamente, ma in fase difensiva concede spesso ghiotte opportunità e a centrocampo non pressa con intensità. Il Genoa però deve dimostrare di saper comandare la gara e rendersi pericoloso anche in casa.

Pierluigi Gambino

La Samp ad Avellino torna abulica e rimedia una sconfitta non preventivata

Super User 10 Gennaio 2026 558 Visite

La sosta al campionato ha appesantito le gambe della Samp che, nonostante l'esordio di Brunori e, nella ripresa, di Salvatore Esposito, ha sorprendentemente perso sul campo dell'Avellino. Così i blucerchiati, che si pensava avviati verso il centro classifica, tornano in zona baratro, dopo aver dimostrato di non essere guariti dall'incostanza e dall'abulia che ha caratterizzato numerose esibizioni in trasferta. La difesa, con capitan Ferrari in pessima giornata, è tornata ad essere lenta e vulnerabile in campo aperto.

La gara del Partenio per mezz'ora si dipana a ritmi dimessi e senza una sola emozione in entrambe le aree. Sembra la classica partita da zero a zero, ma al 31' gli irpini passano con un'azione di ripartenza conclusa da Palumbo, che da oltre venti metri esplode un rasoterra velenoso sul quale il portiere Ghidotti si muove con lieve ritardo. I blucerchiati faticano a reagire, ma la sfida nel finale di tempo si accende quando il terzino locale Fontanarosa, a gioco fermo, colpisce in pieno volto Brunori: l'espulsione ci starebbe tutta, ma l'incerto arbitro Crezzini opta per il cartellino giallo. Nel prosieguo ci prova Coda con una bordata dal limite, ma il numero uno Daffarra si distende e respinge.

Dopo l'intervallo ecco l'attesissimo Salvatore Esposito per Conti, già ammonito. La riscossa blucerchiata tarda e al 51' i campani raddoppiano: Biasci difende palla sulla linea di fondo e crossa verso il secondo palo, dove Ghidotti non arriva ma l'ex Tutino (che non esulterà) sì e con un colpo di testa da un metro mette al sicuro il risultato.

La Samp cresce ma non nel modo sperato e dopo un tiraccio di Cherubini respinto da un difensore, mister Gregucci avvicenda Barak e Ferrari, lenti e fiacchi, con Pafundi e Giordano. Daffarra al 73' assorbe in due tempi una conclusione di Pafundi prima che dalla panca entri in campo il quinto cambio blucerchiato, Begic, altro nuovo acquisto, per Brunori.

La Samp non punge ma all'80' la rilancia il biancoverde Sala, che atterra Cherubini proprio sulla linea dell'area. Il direttore di gara indica il dischetto, ma il Var lo invita a rivedere l'azione al monitor: il fallo è avvenuto dentro o fuori? Dopo un'interminabile pausa di riflessione, il penalty è confermato e l'implacabile Coda lo trasforma. Sono ben otto i minuti di recupero nei quali è l'Avellino, al 92', ad andare vicinissima al tris, scongiurato da una paratona sulla linea di Ghidotti su tap-in di Patierno. La Samp non riuscirà più a rendersi pericolosa.

Pierluigi Gambino

                   

La Sampdoria con quattro rinforzi di valore punta a spezzare il tabù trasferta ad Avellino

Super User 09 Gennaio 2026 604 Visite

La chiusura del girone di andata è fissata per la Samp domani (ore 15.00) in casa dell'Avellino. Un impegno da non prendere sottogamba contro la neopromossa irpina, che veleggia all'undicesimo posto e da quattro turni non conosce vittoria. A livello ambientale si prevede però qualche difficoltà: il Partenio è per tradizione uno stadio incandescente.

La squadra blucerchiata potrà contare su quattro freschi innesti, tutti inseriti tra i convocati: il portiere Martinelli, l'attaccante Brunori, il regista Salvatore Esposito e l'esterno offensivo Begic. “Sono tutti giocatori - aggiunge il mister - scelti per le loro indubbie qualità. Sta a noi dello staff valutare chi di loro, reduci da un periodo di scarso impiego, sia già in condizione di rendersi utile. Qualcuno però scenderà in campo già in Irpinia. Rispetto a prima abbiamo alternative da sfruttare. Si pensi solo, per fare un esempio, a Coda, per mesi costretto a giocare 90 minuti”. Nulla da fare, invece, per il difensore Motoglou, bocciato alle visite mediche e rimandato in Grecia.

Attorno alla gara in terra campana cresce una sorta di inedita attesa nella tifoseria doriana, ma Gregucci frena: “A lungo siamo stati all'Inferno e ora ci troviamo tra Inferno e Purgatorio. Ci aspetta una gara importante contro una squadra che ha espresso qualità ed intensità, facendo spesso risultato di fronte a formazioni forti. Noi dobbiamo mantenerci umili, essere pronti a combattere e a vincere più duelli individuali possibile”.

Prevedere l'undici iniziale stavolta è più arduo del consueto. In porta ancora Ghidotti (con Martinelli pronto all'uso) e in difesa spazio a capitan Ferrari, sostituto presumibile dello sfortunato Venuti, ma Vulikic no è tagliato fuori a priori. In avanti sicura una maglia per Coda, ma c'è incertezza riguardo al partner: più probabile che sia Pafundi, ma Brunori scalpita e, comunque, entrerebbe a partita in corso.

Molti sono i ballottaggi nel reparto centrale. Depaoli non ha rivali sulla fascia destra mentre a sinistra se la giocano Ioannou, Giordano e anche Cherubini, se si optasse per un assetto particolarmente offensivo. In mezzo, sicuro l'impiego di Henderson e quasi certo quello dell'emergente Conti, mentre per il restante posto concorrono Esposito (destinato a diventare titolarissimo molto presto) e Barak, che i tecnici doriani hanno notato in notevole progresso a livello di forma.

L'ultima vittoria esterna della Samp risale a 14 mesi e mezzo fa: infrangendo il tabù ad Avellino, cambierebbero anche le prospettive stagionali.

Pierluigi Gambino

Il Genoa risorge a San Siro, ma all’ultimo minuto sbaglia il rigore decisivo con Stanciu

Super User 08 Gennaio 2026 424 Visite

 

Un pareggio che sa di beffa, quello conquistato da un Genoa ammirevole per organizzazione ed efficacia. Ai rossoblù, al 99' hanno l'opportunità più ghiotta di sbancare il San Siro, ma Stanciu, a sorpresa inserito verso il finale da mister De Rossi, calcia alle stelle un rigore conquistato da un'accelerata di Ekhator e da Ellertson, atterrato da Bartesaghi a due passi da Maignan. E' il terzo penalty decisivo sbagliato in questo campionato dai rossoblù.

Inizio sofferto per i rossoblù, salvati da una paratona di Leali e dalla traversa al 7' su colpo di testa di Gabbia. Dopo un'inzuccata appena alta di Pavlovic, il Grifo inizia a controllare da par suo la partita e non soffre più. Al 28', a sorpresa, arriva il vantaggio genoano: da Norton Cufy a Malinovsky, che finita l'incursione e poi serve a centro area l'ex Colombo, che brucia sullo scatto Gabbia e infila di rapina.  Il Diavolo prova a reagire e Fofana, da due passi, scivola e grazia clamorosamente Leali.

Nella ripresa i rossoblù gestiscono inizialmente il match con ordine e puntualità senza rischiare ma al 60' Pulisic, sul secondo palo. Il Var scopre un tocco di mano dell'americano: rete annullata.

De Rossi inserisce al 63' Masini per Thorsby e Ellertsson per Malinovsky. Sale la pressione dei rossoneri e tocca al portiere Leali salire sul proscenio con alcune parate importanti e con un miracolo su Pulisic all'87'.

In pieno recupero, dopo un salvataggio in extremis di Vasquez, arriva il pari rossonero: su corner di Bartesaghi, Frendrup tocca in mischia favorendo il colpo di testa vincente di Leao. Poi, al 95', il penalty pro-Genoa, fallito in modo goffo dal rumeno dopo quattro minuti di discussioni e revisioni.

Il pareggio, alla fin fine, è un verdetto giusto, ma il rimpianto è tutto di marca genoana.

Pierluigi Gambino

Impegno terribile per il Genoa, che cerca punti salvezza nella tana del lanciatissimo Milan

Super User 07 Gennaio 2026 467 Visite

 

Il Genoa chiuderà il girone di andata domani sera (ore 20.45) nella tana del Milan, secondo in classifica ad un punto dalla vetta. Un impegno durissimo per i ragazzi di Daniele De Rossi, reduci da tre sconfitte di fila e dallo sciapo pareggio interno contro il Pisa. I rossoblù sono alla ricerca di almeno un punto per corroborare una classifica deficitaria.

Il trainer rossoblù ha scelto alla vigilia di non parlare, ma subito dopo la gara con i toscani si era espresso così: “Rimaniamo pienamente fiduciosi nei nostri mezzi, ma per salvarci dovremo essere più bravi nelle due aree”.

Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, stima il suo dirimpettaio: “Daniele come tecnico è molto più avanti rispetto agli altri con la sua esperienza. Sono molto legato a suo padre, col quale ho giocato nelle file del Livorno. Con Daniele al timone il Genoa è molto cresciuto e, inoltre, ha sempre segnato nelle ultime dieci partite. Un avversario che merita il massimo rispetto”.

In tema di formazione, De Rossi non ha soverchie alternative al solito undici, ma qualche variazione è prevista. In difesa, con Otoa dolorante, è scontato l'impiego di Marcandalli, Ostigard e Vasquez e in avanti, con Ekuban in infermeria e Vitinha sicuramente in campo, resta in vita il ballottaggio tra Colombo (un prestito proprio del Diavolo) e il giovane Ekhator, forse più adatto a giocare in contropiede. Una novità è sicura anche a centrocampo, con l'ingresso di Ellertsson, che potrebbe avvicendare Malinovskyi (da impiegare semmai, fresco, nella ripresa) oppure Norton-Cuffy (piuttosto appannato e più a disagio in fase di copertura).

Tra i rossoneri si registra il probabile rientro di Pulisic in avanti e della coppia Pavlovic-Gabbia nella retroguardia con l'uscita di Loftus-Cheek, Estupinan e dell'ex di turno De Winter.

Pierluigi Gambino

Il Genoa dura mezz'ora, segna con Colombo ma poi regala il pareggio al modesto Pisa

Super User 03 Gennaio 2026 441 Visite

 

Il 2026 si apre con un'altra delusione per i tifosi del Genoa, non certo soddisfatti dallo sciapo pareggio casalingo contro il Pisa penultimo in classifica. Mister De Rossi rilancia Thorsby a centrocampo e Colombo in prima linea e in effetti la doppia mossa inizialmente sembra dare i suoi frutti. Il Grifo, dopo aver rischiato su rasoterra insidioso di Leris deviato a fatica da Leali, assume decisamente le redini del match e con il guizzante Vitinha impegna seriamente il numero uno Semper. Il vantaggio, senz'altro meritato, arriva al 15' ed è opera di Colombo, che sfrutta un rimpallo favorevole per aggiustarsi la palla col tacco e dal limite, a sorpresa, esplode un destro potente che si infila nell'angolino basso. I padroni di casa controllano agevolmente le sfuriate dei toscani, che giocano verticalmente negli spazi e non incantano tecnicamente. Tuttavia, col passare dei minuti, la pressione ospite, favorita da una superiore fisicità, cresce e il Genoa è costretto a rifugiarsi nella propria trequarti.

Al 33' Leali salva su Angori facendosi aiutare dalla traversa. E’ il prologo del pareggio, regalato in pratica al 38' da Leali e Vasquez, che su cross dalla sinistra si scontrano: al portiere non riesce la respinta di pugno e Leris, con la porta sguarnita, può infilare agevolmente.

Il Grifone, dopo l'intervallo, parte a spron battuto, però solo al 56' costruisce un'autentica opportunità: cross di Martin e inzuccata in torsione di Thorsby, ma Sempre vola sulla propria sinistra e svelle in extremis la sfera dal montante. Sarà l'ultima emozione offerta da un Genoa dal gioco sempre più macchinoso e involuto e a nulla serve la sostituzione di Thorsby con Ekhator (per formare un attacco a tre punte). Regna la confusione, cui De Rossi cerca di ovviare inserendo anche Ekuban ed Ellertsson per Colombo e Norton-Cuffy (completamente fuori registro) e, al di là di un mischione in area genoana non sfruttato da Piccini, si registra solo una serie di corner battuti dai nerazzurri, atleticamente dominatori.

Il triplice fischio finale è accolto da un'assordante bordata di fischi dei trentamila tifosi locali, indispettiti per l'ennesima prestazione inferiore alle attese. E giovedì, nel posticipo del turno settimanale, la banda di De Rossi sarà di scena a San Siro contro il Milan.

Pierluigi Gambino

Il Genoa punta a battere e distanziare il Pisa di Gilardino per allontanarsi dalla zona rossa

Super User 02 Gennaio 2026 467 Visite

Il Genoa apre il 2026 agonistico domani (ore 15:00) al Ferraris contro il neopromosso Pisa, penultimo in graduatoria e staccato di tre lunghezze. I rossoblù hanno l'obbligo tassativo di riscattare le tre recenti sconfitte consecutive e di allontanarsi dalla zona critica e mai come stavolta necessitano del sostegno dei trentamila habitués marassini.

Sfida nella sfida, il confronto tra Daniele De Rossi e Alberto Gilardino, il mister che firmò l'ultima promozione genoana. Proprio il Grifo guidato dal biellese decretò nella scorsa stagione l'esonero del tecnico di Ostia come trainer della Roma.

De Rossi parla chiaro: “Ho un gruppo che ha voglia di reagire, dopo che - dopo Roma - ci si siamo detti le cose in faccia. Occorre rientrare nel nostro modo di affrontare gli avversari. Ci sarà da lottare e tutto lo stadio ci darà una mano in una sfida con punti in palio pesanti. Il Pisa è compagine disciplinata, che ha fatto ottime partite”.

L'allenatore genoano non recupera alcuno dei giocatori da tempo in infermeria ed è orientato a non rivoluzionare l'unico umiliato nella Capitale, ma è certo il rientro fra i pali del titolare Leali, reduce da squalifica, e probabile in retroguardia il rientro di Marcandalli per Otoa o Ostigard. A centrocampo è vivo il ballottaggio tra Ellertsson e Thorsby, con il primo favorito. In avanti permane l'incertezza fra Colombo ed Ekuban, che resta in vantaggio.

Nelle file nerazzurre, oltre all'esterno destro Touré, specialista nelle incursioni vincenti, va controllato a dovere l'ex spezzino Nzola, appena rientrato dalla Coppa d'Africa, ma va trascurato che il Pisa resta la compagine meno prolifica della Serie A. I toscani, però, si annunciano combattivi e in salute nonostante il ko di fronte alla Juve, salvata due volte dai pali sullo 0-0. 

Pierluigi Gambino

Samp scatenata sul mercato: è fatta per il regista Salvatore Esposito e il bomber Brunori

Super User 01 Gennaio 2026 993 Visite

Il 2026 si apre per la Sampdoria con due botti di mercato. Si è sbloccata l'operazione con lo Spezia che porta in blucerchiato il regista Salvatore Esposito. Favorevole anche a formula: prestito oneroso a 500mila euro con obbligo di riscatto per un milione e bonus di ulteriori 500mila euro in caso di promozione in serie A. Decisiva la volontà del calciatore, classe 2000, che da mesi aveva rotto con l'ambiente aquilotto ed ha sempre puntato sulla Samp, preferendola a qualsiasi collocazione nel massimo campionato.

Salvatore, fratello di Pio, centravanti dell'Inter, e di Sebastiano, giocatore blucerchiato nella scorsa annata, è il migliore interprete del ruolo tra i cadetti e l'elemento ideale per completare il centrocampo di Foti. Il suo rapporto con la Samp durerà sino al 2031 con un ingaggio di 900 mila euro annui.

E' fatta anche per Matteo Brunori, capitano del Palermo, atteso a colmare la lacuna in prima linea. Il giocatore, classe 1994, che arriva con la formula del prestito oneroso (domani è prevista la firma), vanta un passato illustre di cannoniere, ma negli ultimi mesi è stato trascurato da mister Inzaghi e ha chiesto di partire.

La compravendita doriana, sostenuta finanziariamente dal principale azionista Joseph Tey, proseguirà con gli ingaggi di un difensore centrale e di un esterno d'attacco. Dall'AEK Atene, il principale club greco, giunge Geraminos Mitoglou, classe '99, possente marcatore, che da mesi non ha accettato il rinnovo contrattuale ed è stato accantonato solo per questo motivo.

Infine, è in dirittura d'arrivo la trattativa che riguarda Tjas Begic, proveniente dal Parma e deciso a rilanciarsi dopo alcuni mesi trascorsi ai margini. Classe 2003, sostituirà in rosa Venuti, che ha chiuso in anticipo la stagione per un grave infortunio.

Dopo questi quattro colpi è pressoché certo anche l'arrivo di un portiere da porre in alternativa al titolare Ghidotti: si parla insistentemente di Tommaso Martinelli, 19 anni, nazionale Under 21 in forza alla Fiorentina. 

Pierluigi Gambino

Primo tempo umiliante del Genoa, che a Roma rimedia tre gol nella prima mezz’ora

Super User 29 Dicembre 2025 427 Visite

 

Vacanze romane per un Genoa irriconoscibile, che all'Olimpico in pratica non scende in campo e permette ad una Roma incompleta e in crisi di fare il bello e il cattivo tempo. Daniele De Rossi, accolto con un'ovazione e con gradevolissimi striscioni dal suo vecchio pubblico, mai e poi mai avrebbe pensato di incorrere in una figuraccia del genere. Adesso la sfida marassina di sabato contro l'avversario diretto Pisa diventa di particolare importanza e si annuncia ben più complicata del previsto.

Dura qualche minuto l'equilibrio del match, visto che al primo affondo i giallorossi passano: corre il 14' quando Vasquez serve maldestramente di testa Soulé, il quale può involarsi verso Sommariva e fulminarlo. Il Grifone non dà segni di vita e i capitolini dilagano. Il portiere rossoblù dice di no a Ferguson - da mesi un oggetto misterioso - che al 19'' imbecca all'indietro Kone, il quale da posizione centrale infila con assoluta disinvoltura.

C'è una sola squadra in campo, e al 31' si completa il tris grazie ad un erroraccio di Malinovskyi che, pressato nella propria area, offre un ghiottissimo assist a Soulè, il cui tiro è respinto da Sommariva proprio in direzione di Ferguson, autore del tap-in vincente. La pochezza del Genoa è spaventosa. Al 38' altra occasionissima per i padroni di casa: Koné colpisce il palo e nel prosieguo segna, ma con un fallo sul portiere. Le iniziative dei rossoblù sono regolarmente stoppate sul nascere e il primo segno di vita si registra al 41' grazie ad una paperaccia di Cristante, che consente a Vitinha di avanzare verso Vilar, ma la sua bordata finisce alta. Il primo tempo si conclude con uno scontro in area romana tra il portiere Svilar e Ostigard con forte puzza di rigore, ma l'ineffabile Di Bello non fa una piega.

Nella ripresa nessun cambio tra le due squadre e la partita cala di tono. La Roma si accontenta e il Grifone assume a lungo l'iniziativa, ma appena arriva al limite dell'area viene inesorabilmente e agevolmente bloccato. All'ora di gioco triplo cambio nelle file ospiti: dentro Colombo, Marcandalli e Fini. Poi entrerà anche Ekhator, al quale si deve all'87' non solo l'unico tiro in porta di tutta la gara genoana ma anche il gol della staff: il suo destro non irresistibile viene infatti deviato da Pisilli (obiettivo genoano sul mercato), che spiazza il numero uno Svilar.

Pierluigi Gambino

E’ il debutto di mister De Rossi contro il suo passato all’Olimpico, un campo tabù per il Genoa

Super User 28 Dicembre 2025 398 Visite

 

Dopo le partite perse contro Inter e Atalanta, il ciclo terribile del Genoa continua domani (ore 20.45) nella tana della Roma, in quello stadio Olimpico che i rossoblù non hanno mai violato nella storia.

E' un appuntamento speciale per Daniele De Rossi, opposto per la prima volta alla squadra che ha segnato tutta la sua gloriosa carriera di calciatore. “La mia fede calcistica è da tutti conosciuta - osserva il mister di Ostia - e questa gara è una novità che so che sarebbe arrivata, ma il sottoscritto e tutto lo staff abbiamo vissuto la settimana con l'idea di vincere e con il solo obiettivo di salvare il Genoa. Se faremo gol sarò felice ed esulterò con il giusto contegno. A fine gara, con qualsiasi risultato, andrò a salutare i tifosi giallorossi e mi sarebbe piaciuto fermarmi davanti allo spicchio dei distinti dove non troverò i nostri supporters. La loro assenza forzata è una sconfitta per tutti”.

De Rossi è pronto ad affrontare, nel derby della nostalgia, Gian Piero Gasperini, che alla guida del Vecchio Balordo ha scritto pagine indelebili: “Gasp è per me un punto di riferimento, che in ogni partita riserva qualche sorpresa a livello di formazione. La Roma ci affronterà con aggressività e sta a noi non concedere spazi o errori nella nostra metà campo. Rispetto all'ultimo match, credo che i giallorossi siano meno forti dell'Atalanta in avanti, ma più attrezzati a centrocampo e in difesa. Proveniamo da una buona prestazione contro l'Inter e da una grande prova di fronte ai bergamaschi. Meritavamo di più, ma il calcio restituisce sempre quello che ti toglie”.

Qualche dubbio nella formazione rossoblù, legato all'abbondanza. In difesa potrebbe rientrare Ostigard, che però è diffidato, sicché Otoa vanta discrete chances di riconferma. A centrocampo Ellertsson è lievemente favorito su Thorsby e in avanti è vivo il ballottaggio tra Ekuban (più bravo in contropiede) e Colombo (più abile a manovrare). Nessun dubbio invece per il ruolo di portiere: resta disponibile il solo Sommariva, che dopo il mezzo errore costato la rete atalantina ha l'opportunità di riscattarsi. “Ripartiamo con la massima fiducia in lui”, lo incoraggia De Rossi.

Unica macchia: la provocatoria designazione arbitrale del brindisino Di Bello, che sette anni orsono, proprio in un Roma-Genoa, negò al Grifone un rigore evidentissimo durante il recupero per netta spinta di Florenzi ai danni di Pandev, che stava per segnare.

Pierluigi Gambino

Terzo successo interno consecutivo della Samp, che batte la Reggiana ed esce dal baratro

Super User 27 Dicembre 2025 446 Visite

Contro una coriacea Reggiana la Sampdoria firma la terza vittoria casalinga consecutiva e, dopo mesi di bassissima classifica, esce alla grande dalla zona retrocessione diretta e abbandona pure l'area dei playout.

E' un altro successo in rimonta, visto che i granata al quarto d'ora passano in vantaggio su azione di contropiede: pasticcio doriano a centrocampo e palla a destra verso Rover, il cui cross basso raggiunge sul secondo palo l'ex genoano Portanova, solo soletto. I blucerchiati provano a reagire, si rendono autori di qualche iniziativa spumeggiante, ma non si rendono mai pericolosi sino al 26', il fatale minuto del pareggio. Sugli sviluppi di un corner la sfera giunge fuori area a Conti (tra i doriani più vivi), che con un sinistro improvviso infila nell'angolino basso. Al 35' altro spunto del trottolino blucerchiato, ma la sfera esce di mezzo metro. Prima dell'intervallo fortuito ma violentissimo scontro tra Tavsan e Venuti, colpito al ginocchio e costretto ad uscire dal campo in barella, sostituito da capitan Ferrari.

Nella ripresa, con la tramontana che soffia alle spalle della Samp, il gioco si mantiene prevalentemente nella metà campo reggiana, ma non si registrano particolari emozioni. Al 60', però, lo staff doriano azzecca le sostituzioni: fuori l'individualista Pafundi e l’evanescente Giordano e dentro Barak e Ioannou. Il centrocampista ceco fa subito pesare fisicità e classe e gli emiliani rinculano ulteriormente. Si susseguono le mischie nei pressi del portiere Motta, peraltro inoperoso. Entrano nelle file locali anche Cuni e Ricci, mentre il tecnico ospite Dionigi cala la carta Gondo con l'intento di vincere.

Dopo un'opportunità per i granata, all'88' la Sud esplode di gioia: da Barak a Cuni, che restituisce all'ex calciatore viola il quale, in una selva di gambe, fa filtrare con un colpo di classe il cuoio, che si infila nei pressi del palo. Inutili i sei minuti di recupero: la Samp non corre più alcun rischio e può così chiudere il travagliatissimo 2025 con la salvezza in tasca.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria attende la Reggiana per calare il tris casalingo e uscire dalla zona C

Super User 26 Dicembre 2025 700 Visite

 

Archiviati con rimpianto la sconfitta contenuta di Palermo e il pareggio di Padova, la Sampdoria attende domani (ore 15:00, stadio Ferraris) la Reggiana per collezionare il terzo successo casalingo consecutivo. Una partita importante, che potrebbe significare l'addio agli ultimi tre posti (retrocessione diretta) e addirittura l'uscita dalla zona playout”.

“Non siamo ancora fuori dall'inferno – riconosce con realismo mister Angelo Gregucci – e ci serve un altro risultato positivo, ma per raggiungerlo, anche alla luce delle ultime prestazioni, dobbiamo migliorare sia in fase difensiva sia in zona gol, mostrare insomma maggiore attenzione e ben altra concretezza. Qualcosa di buono si è già visto, ma non basta ancora”.

La formazione iniziale non dovrebbe discostarsi granché da quella schierata in terra veneta, ma qualche cambiamento è pressoché certo. In difesa si candida capitan Ferrari al posto di Venuti, mentre a centrocampo è probabile l'esclusione di Benedetti, che può essere sostituito dal regista Ricci, ma c'è anche un'alternativa: il ritorno di Cherubini, che potrebbe affiancarsi a Barak sulla trequarti alle spalle dell'inamovibile Coda. “Ma il nostro organico - aggiunge Gregucci - è tornato ad essere ampio e io chiedo la prestazione anche a chi parte dalla panchina e subentra”.

La Reggiana è reduce da due passi falsi consecutivi, l'ultimo dei quali in casa del Pescara fanalino di coda. Gli emiliani restano a centroclassifica, ma le contemporanee assenze per infortunio dell'attaccante Gondo e del rifinitore Girma stanno creando problemi all'allenatore Dionigi.

Intanto, sul fronte mercato sono giunte ulteriori conferme riguardo all'approdo in blucerchiato - ovviamente da gennaio - dell'attaccante Brunori (capitano del Palermo), ma anche Salvatore Esposito, regista dello Spezia è vicinissimo.

Pierluigi Gambino

Il Genoa resta in 10 al 3° minuto e si arrende all’Atalanta nell’ultimo giro d’orologio

Super User 21 Dicembre 2025 412 Visite

Un Genoa coraggioso e combattivo ma campione di autolesionismo resiste in dieci uomini dal 3' al 94' minuto, ma all'ultimo corner della partita si fa colpevolmente infilzare dall'Atalanta.

Match subito in salita per i rossoblù, che pagano un errore di controllo di Norton-Cuffy: l’esterno, da ultimo uomo, si fa rubare palla da Maldini, bravo ad avanzare verso il portiere Leali. Quest’ultimo, invece di lasciar passare l’avversario a costo di subire un inevitabile gol, lo atterra fuori area, guadagnandosi il sacrosanto cartellino rosso.

I bergamaschi, incompleti e non lucidissimo, non sfruttano l'uomo in più e ruminano un calcio sciapo e lento, mentre i dieci rossoblù si battono con ardore limitando al massimo i rischi. Sommariva, il dodicesimo genoano, nel primo tempo deve solo parare un rasoterra non irresistibile di De Ketelaere. Le altre conclusioni ospiti invece finiscono lontano dai pali.

Nella ripresa il Genoa ha subito una ghiotta opportunità di segnare: perentoria discesa sulla destra di Norton-Cuffy e cross rasoterra: la palla giunge a Vtinha che clamorosamente colpisce il palo esterno. L'Atalanta continua nel possesso palla piuttosto sterile e i rossoblù ringraziano. A metà tempo ecco Thorsby per uno sfinito Malinovskyi e Colombo per Ekuban: mosse conservative.

La seconda palla gol del match è ancora di marca genoana: spiovente in area nerazzurra e Colombo di testa indirizza verso l'incrocio ma Carnesecchi vola ed evita il gol con un prodigio. Solo nel finale i lombardi si fanno lievemente più intraprendenti e all'87' Zalewski dalla distanza trova pronto Sommariva ad alzare in angolo.

Quando il match è prossimo al triplice fischio, ecco l'atroce beffa per i trentamila di Marassi: su traversone da sinistra, Sommariva sbaglia il tempo dell'uscita e l'aitante difensore centrale Hien insacca di testa. 

Pierluigi Gambino

La Samp a Padova domina e segna nel primo tempo, ma si fa raggiungere nella ripresa

Super User 20 Dicembre 2025 426 Visite

 

Dopo un primo tempo tra i migliori dell'annata, la Samp cala nella ripresa e si fa raggiungere dalla matricola Padova. Il pari è utile ad agganciare lo Spezia, battuto a Frosinone, sul terz'ultimo gradino, ma non risolve i problemi di una squadra double-face.

Discreto l'avvio patavino con due conclusioni alte di poco. Poi i blucerchiati (schierati con la novità Barak per Benedetti) riordinano le idee, non corrono più rischi difensivi e iniziano a distendersi in contropiede sino a trovare il vantaggio al 19'': Depaoli da destra scaraventa lungo verso Coda, il quale stoppa il pallone con eleganza, si libera di un avversario e infila all'incrocio dei pali con un'esecuzione da manuale. Il divario tecnico tra le due squadre emerge sempre più e alla mezzora Coda sfiora il bis sfruttando un'incomprensione dei difensori locali. Ancora il centravanti sul proscenio: il suo diagonale timbra il palo, ma era in fuorigioco. E sempre per offside al 36' viene annullata una rete di Depaoli.

L'intervallo non porta consiglio allo staff doriano, che senza motivo lascia fuori Pafundi e Conti sostituendoli con Cherubini e Benedetti, che si riveleranno autentici punti deboli. L'occasione per il 2-0 comunque arriva al 51', ma il portiere Sorrentino dapprima respinge un rasoterra di Barak e nel prosieguo dice di no a Ioannou con una parata fortunosa. Lo scampato pericolo rianima i veneti, che al 54' con Papu Gomez sciupano un'occasionissima: da due passi, pallone alto.

La gara comunque cambia connotati e i padroni di casa iniziano a crederci. Al 65' arriva il pareggio, favorito da una difesa di belle statuine: da Vargas a Bortolussi, che serve l'accorrente Fusi, il cui diagonale ravvicinato fulmina Ghidotti. Passano 9 minuti e l'ex Barreca, con un diagonale da sinistra, lambisce il montante con un secco diagonale. Nella Samp erano già entrati Ferrari e Cuni e la successiva uscita di Barak nelle file doriane e di Gomez in quelle biancoscudate segna il termine delle ostilità. D'altronde, tra un Padova sinora vittorioso solo una volta in casa e una Samp a secco di successi esterni da 14 mesi non poteva che finire così.

Pierluigi Gambino

Una Samp in progresso di scena a Padova punta ad abbattere il lungo tabù trasferta

Super User 19 Dicembre 2025 460 Visite

 

Seconda trasferta consecutiva per la Samp, impegnata domani (ore 15:00) nella tana del neopromosso Padova. L'obiettivo minimo è la conquista di un pareggio (nella prospettiva di battere nel turno successivo la Reggiana a Marassi), ma i miglioramenti fatti registrare nelle ultime uscite lasciano sperare in un colpaccio esterno dopo ben 14 mesi di carestia.

Mister Angelo Gregucci auspica su una crescita in zona gol: “Abbiamo lavorato molto sul gioco d'attacco, puntiamo a riempire maggiormente l'area. L'atteggiamento era già giusto nelle ultime gare, ma adesso serve maggiore qualità negli ultimi metri. Ci aspetta un avversario molto solido in fase difensiva, ci sarà da lottare”.

La formazione patavina vanta un solo nome noto, l'ex atalantino Papu Gomez, 37 anni, che dovrebbe partire titolare in avanti al fianco di Bortolussi. Un avversario tignoso e indomito, che sopperisce con la corsa e l'applicazione a qualche limite tecnico. Un motivo di speranza in chiave doriana: i biancoscudati, brillantemente noni in classifica, in trasferta hanno già collezionato quattro successi ma sinora hanno vinto una sola volta in casa, a spese dell'Entella.

I blucerchiati dovrebbero presentarsi con qualche novità rispetto alla gara in Sicilia. In difesa permane il ballottaggio tra Hadzikadunic (favorito) e Ferrari, con Venuti e Abildgaard sicuri di una maglia. In avanti alle spalle dell'inamovibile Coda potrebbero giostrare Pafundi e un tra Barak (in netto progresso atletico) e Cherubini. Quest'ultimo potrebbe anche sostituire Ioannou sull'out di sinistra, mentre a destra Depaoli non ha rivali. Nella zona mediana spazio a Henderson (forse il più in forma di blucerchiati), affiancato dal rientrante regista Ricci o dal giovane Conti con l'esclusione assai probabile di Benedetti.

Lo staff tecnico ora può anche contare su sontuose alternative in avanti: oltre a Pedrola, che potrebbe entrare nella ripresa accrescendo il proprio minutaggio, torna in panchina dopo un lungo periodo Cuni, pure lui disponibile per uno spezzone di gara.

Pierluigi Gambino

Tifosi, a voi la parola

Super User 17 Dicembre 2025 417 Visite

 

Dopo l’ennesima sconfitta, la Samp corre a ripari. E con un certo piacere dei nostri tifosi illuminati, Luigi Pinto e Massimiliano Bellini, il tuttofare Lopez annuncia l’acquisto del capo dello scouting, Cardenas, nome altisonante che dovrebbe scovare i nuovi rinforzi.

Nella ‘Boutique del fumo’ si stava discutendo di questo, quando irrompe nientemeno che il sostituto procuratore generale della Repubblica, dottor Francesco Pinto (papà di Luigi), che invita tutti a festeggiare i novant’anni del direttore di Genova3000.

Il che sposta il gruppo degli intellettuali al tavolo del pub Saline, dove ovviamente la sconfitta della Samp passa in secondo ordine, mentre sale alla ribalta la vittoria dell’Inter sul Genoa, Inter di cui appassionato tifoso proprio il procuratore. Appassionato anche in verità di bollicine, perché il tavolo diventa un allegro cenacolo di parole, in un’atmosfera dal sapore goliardico.

Non poteva mancare al tavolo anche il Vip non opinionista Filippo, che peraltro ha preferito non stuzzicare troppo l’interista, visto come sono andate le cose ai rossoblù.

Sulla Samp, comunque, i nostri opinionisti hanno idee precise: “Finalmente un qualcosa che si muove. Abbiamo perso, ma gioco e cuore non sono mancati”.

Dunque speranze che aumentano? “Certamente, se si rivedono alcuni buchi essenziali. I soliti rinforzi che se non arrivano va tutto a malora”.

A proposito di acquisti, si parla di Brunori, di Esposito di Becig, uno sloveno. Mica male.

“Speriamo che questo Cardenas scopra qualcosa”.

La festa dei novant’anni ha sviato un po’ l’atmosfera di giornate passate, quando nella boutique, aleggiavano strani commenti, che facevano irritare molto i nostri illuminati.

Come la presenza, improvvisa, di uno sconsiderato latifondista, che sosteneva di avere una sua tabella per cui la Samp sarebbe arrivata sicuramente alla massima serie. Vi è stato un tentativo di allontanarlo.

La festa del novantenne si è comunque conclusa con grande gioia, con brindisi e auguri di un eccezionale Natale.

Per fortuna non è apparso il solito maligno, anche se qualcuno ha avuto la sensazione che fosse sotto il tavolo, pronto ad intervenire col suo malefico commento. Chissà cosa avrebbe detto sulle galline padovane!

Vittorio Sirianni

Un secondo tempo scoppiettante non basta al Genoa per scongiurare la sconfitta contro l’Inter

Super User 14 Dicembre 2025 423 Visite

 

Non basta al Genoa un secondo tempo coraggioso per scongiurare la sconfitta di fronte all'Inter, che segna anche la perdita dell’imbattibilità di mister De Rossi in campionato.

I nerazzurri, nuovi leader della serie A, passano in vantaggio al 6' con il difensore Bisseck, che dal limite calcia un pallone non certo irresistibile, ma il portiere rossoblù Leali si tuffa in palese ritardo e si fa bucare sull'angolo da lui protetto.

La partenza ad handicap è un colpo durissimo per i rossoblù, schierati con la formazione di Udine fatta eccezione per il ritorno di Frendrup e l'innesto a sorpresa di Ellertsson al posto di Thorsby. Sino all'intervallo non c'è partita: gli ospiti controllano agevolmente le iniziative velleitarie dei locali, che al 22' potrebbero andare ancora sotto ma la conclusione di Lautaro Martinez è centrale. Poi Leali salva in uscita su Esposito ma al 38' deve nuovamente arrendersi: ancora Lautaro, a sinistra, sposta come un fuscello l'acerbo Marcandalli ed esplode un destro potentissimo che si infila dopo aver urtato il palo: magnifica esecuzione.

Nella ripresa si assiste lungamente ad un botta e risposta tra le due squadre, ma senza emozioni particolari. De Rossi verso l'ora di gioco sostituisce l'impalpabile Colombo con Ekuban, che si rivelerà subito più combattivo del compagno. Dopo un'inzuccata imprecisa di Bisseck, al 68' la gara si riapre a sorpresa quando Martin lancia lungo verso sinistra, Ekuban lascia scorrere palla ma il difensore Akanji - già ammonito - non commette fallo e Vitinha può involarsi verso Sommer, scartarlo e depositare nella rete sguarnita. Il gol rossoblù impaurisce i meneghini e mister Chivu è costretto alle prime sostituzioni. Risponde De Rossi immettendo Gronbaek ed Ekhator, forze fresche, per Frendrup e Vitinha. La sfida si fa incandescente. Una punizione di Gronbaek è secca ma centrale.

All'84', nel pieno della pressione genoana alla ricerca del pareggio, dalla Nord arriva in campo un fumogeno, che obbliga l'arbitro ad interrompere il match e consente agli ospiti di rifiatare. Poi Leali evita il tris nerazzurro su inzuccata di Thuram e all'inizio del recupero Ekhator con una spizzata di testa esalta le doti di Sommer, che se la cava in due tempi.

Il ko non rovina i piani del Genoa, che resta quart'ultimo con Cagliari e Parma. Gode solo il Verona, che, vittorioso a Firenze, si avvicina a sole due lunghezze dal trio.

Pierluigi Gambino

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