Calcio oggi

Sapremo in settimana (forse) chi sarà l’allenatore del Genoa per la prossima stagione

che dovrebbe, finalmente, essere quella del chiamiamolo “rinascimento”.
E chi la farà rinascere? Prandelli o altri? Vedremo.
Sul tema allenatori abbiamo una nostra tesi: al di là di quei quattro o cinque tecnici di alto livello che giocano per i grandi traguardi (scudetto o coppe varie), esiste appunto, secondo noi, una “fascia” di allenatori che per una ragione tecnica o per l’altra, si equivalgono. Ragion per cui, diciamo noi, uno “vale l’altro”. Il problema è invece tutt’altro: riguarda i giocatori che la società vuole mettere al servizio del tecnico. Il quale, solo attraverso il patrimonio umano che ha a disposizione può poi gestire la squadra.
Ora il Genoa ha avuto in tredici anni di massima serie, ben 16 allenatori (così dicono le statistiche): solo uno o due hanno fatto bene. E’ mai possibile ciò? Possibile cioè che 14 allenatori non siano riusciti a far bene e a far quadrare la squadra? Non sarà per caso anche colpa dei giocatori che mal si sono integrati gli uni con gli altri o che, semplicemente, sono stati di basso livello?
Ecco, allora, che se venisse riconfermato Prandelli andrebbe benissimo, così come andrebbe bene Pioli, o Nicola, o De Zerbi, o Andreazzoli, o Semplici. Ripetiamo, Preziosi, una volta scelto il tecnico, dovrà dargli uomini giusti, uomini tecnicamente bravi, motivati e adatti al ruolo per cui hanno le relative caratteristiche tecnico-tattiche.
E pensiamo che il presidente finalmente abbia capito questo tema: certo tenendo presente il bilancio, ma tenendo presente anche gli errori fatti (quanti soldi spesi male per giocatori che sono risultati inutili), quanti contratti firmati con leggerezza e che oggi ancora richiedono di essere onorati. E gli allenatori? Il nostro Enrico pare abbia per i vari allenatori staccato assegni per oltre 6 milioni. E’ mai possibile?
Ora che i conti stanno andando per il meglio (così si dice), bene, si abbia l’avvertenza di operare intanto con calma, senza fretta, e poi scegliendo finalmente con attenzione i giocatori giusti. Attraverso un “tavolo” insieme al nuovo tecnico, al suo staff, ai vari Perinetti (ammesso che rimanga) e soprattutto a Donatelli che, nel suo silenzio, nella sua discrezione è uno di quelli che di calcio sa molto.
Preziosi ha detto: “Dipende tutto da Prandelli”. Prandelli ha risposto: “Io vorrei restare”. E lo crediamo: contratto da un milione, ambiente affidabile, chi non vorrebbe rimanere al Genoa? Perché, nonostante tutto, questo ambiente è apprezzato da tutti, nonostante annate terribili (ma queste fanno parte del gioco del calcio).
E allora: vediamo chi dovrebbe rimanere per fare una squadra competitiva. Tre/quattro nomi su tutti: Radu (se l’Inter lo lascia), Romero (se la Juve lo lascia), Criscito, ovviamente (sperando sia lui il vero rigorista), Kouamè (speriamo Prandelli abbia capito come farlo giocare), Pandev sarà sempre utile, poi forse Rolon e Biraschi. Ecco su questo nucleo completare la formazione: importantissimo una “vera” punta, ma vera, vera… (Preziosi, una volta tanto, spenda qualche soldo in più…) e un centrocampista di sicuro valore (magari uno sguardo all’estero, perché no?). Gli interrogativi rimangono per tre nomi che, se in perfetta forma, sarebbero eccellenti: Scuraro, Jliemak, Favilli. Ma come staranno questi amici? Insomma, siamo all’avvio: Preziosi dopo gli ozi di Ibiza, pare abbia idee più chiare (dopo a aver capito cos’è la sofferenza).

Vittorio Sirianni

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