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Progetto Andromaca: sportivi aiutano le donne

I centri antiviolenza di aiuto alle donne, che grazie a una legge regionale del 2007 hanno ricevuto finanziamenti

per la loro fondamentale attività di ascolto e assistenza, sono oggi messi a rischio dalla severità dei provvedimenti conseguenti alla spending review. Senza nuove risorse molti dovrebbero chiudere proprio alla fine di questo mese. In un momento come questo diventa fondamentale l'aiuto "dal basso": per questo l'Udi (Unione donne in Italia) sta organizzando eventi per raccogliere fondi.

Il Progetto Andromaca nasce in questo contesto. Uno dei centri antiviolenza di Genova, quello di via Mascherona, è un punto di riferimento per centinaia di donne: circa 900 si sono rivolte agli operatori del centro in tre anni di attività. Di queste, 420 sono state prese in carico dai servizi sociali del Comune di Genova e degli altri comuni aderenti alla rete di sportelli di ascolto della provincia. Le sottoscrizioni dei privati raccolte finora, e un altro piccolo contributo che la Regione è riuscita a trovare, assicurano la sopravvivenza del centro fino a marzo 2013.

Per evitare una chiusura che sarebbe drammatica si sono mobilitate altre donne, quelle del Club Genoa Red’n Blue ladies, non nuove a iniziative di solidarietà "di genere": è di quattro anni fa il progetto per il Saharawi, che ha raccolto 9000 euro con la vendita di bandiere confezionate da donne dello stato del Sahara occidentale.

Saranno ancora delle bandiere lo strumento della solidarietà tra donne, ma questa volta più familiari: diecimila bandiere del Genoa con il logo del centro antiviolenza che verranno offerte ai tifosi in occasione della partita Genoa Napoli del prossimo 11 novembre al prezzo di dieci euro. Sono mobilitati anche i tifosi del Napoli, storicamente amici dei genoani.

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