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Nicola sembra essere il tecnico giusto

Davide Nicola

Insomma, questo Nicola sembra proprio essere il tecnico giusto per questo Genoa tormentato da tempo.

Rispetto ad anni passati, ci sembra, diciamo, sia “maturato” questo amico, nel modo di pensare il calcio, nel modo di spiegarlo, nel modo di applicarlo. E poi, questo lo sappiamo, “dice quello che pensa”, senza tanti problemi. È insomma, sì un allenatore che cresce, ma sembra anche un po’ filosofo, un po’ psicologo, un po’ counselor, come si ama dire oggi di coloro che cercano di capire prima e aiutare poi chi è a disagio.

Anche il suo linguaggio non è male. Qualche esempio: “io sono il vento”, “il Genoa siamo noi”. E ancora, ha portato avanti i versi di De André, e infine, proprio dopo la gara col Cagliari, ha usato la parola “resilienza” (e non sappiamo se tutti i suoi uomini hanno capito cosa sia, speriamo anzi siamo certi di sì).
Sentite cosa detto: “questi tre punti celebrano la capacità di resilienza dei ragazzi, la forza di resistere alle avversità e fare partita”. Un altro tecnico (di quelli precari che basta avere una panchina per fare quattro soldi) avrebbe semplicemente detto: “abbiamo resistito” punto e basta. Invece il concetto di “resilienza” è ben più profondo e spiega come la resistenza, si unisca al coraggio, alla forza di sentirsi uniti, vicino uno all’altro e dare tutto sia per sé stessi, ma anche per per i compagni.

Dunque, in questo clima nuovo, Nicola ha dato i suoi la consapevolezza che si possono giocare e vincere tutte le partite, basta esserne convinti. Intanto, a differenza di Andreazzoli e Motta, Nicola ha vinto due partite. Poi ha fatto capire che è un bravo allenatore “legge” la gara e cambia modulo, cioè organizzazione perché il momento lo richiede. E così, nel secondo tempo ecco i quattro di centro campo (rispetto ai cinque del primo), ecco il trequartista che riappare ed ecco le due punte. Ed ecco il goal, un po’ fortunato, ma comunque un tiro intelligente, perché un certo trentaseienne di nome Ghoran, sa colpire, sa toccare la palla, a un piede felicissimo e quindi, anche se la sua palla è stata “lisciata” da tutti, era comunque una “gran bella palla”.

Ancora Nicola: “siamo più vivi che mai”. Lui è già a Bologna e dice: “guai a rilassarsi, c’è molto da fare”. E spiega con precisione i punti ancora deboli (e ve ne sono), ma lui li conosce e li conoscono anche i suoi uomini: sembra però che proprio da questa consapevolezza nasca la squadra, quella squadra che Nicola vede proiettata verso la salvezza.

E poi, ancora, una riflessione: esiste un feeling tra il tecnico e tifosi che sprecano lenzuolate di carta per contestare Preziosi (legittimamente, certo), ma nei confronti del tecnico hanno una specie di venerazione. Mai una critica, mai un giudizio appena appena negativo (su questa linea v’è anche la stampa). Un dato che mai era successo, ma è importante perché aiuta a lavorare serenamente. Il che conforta il popolo rossoblù, nonostante la classifica (è bene ricordarlo) sia pericolosa, se non drammatica: Lecce Samp stanno fuggendo, le altre qualche punticino lo raccattano, dunque l’attenzione a non cadere è importante.

Insomma, a consecutivo, va detto che il Grifo sembra andare su un percorso buono: Pandev illumina, il nuovo Soumaorò (attenzione all’accento giusto sull’ultima “o”) appare elemento di spicco, così come il vecchio Masiello. E davanti quel duo Sanabria (recuperato dalla cocciuta convinzione del tecnico) Pinamonti non va male, sapendo che alle spalle v’è comunque un certo Favilli risanato.

Si va a Bologna: sarebbe bello poter assaporare felicemente un bel piatto di tortellini.

Vittorio Sirianni

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