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“Non siamo qui per perdere”, avevano detto gli americani del Genoa

Adam Weiss, Juan Arciniegas e Josh Wander. Nel riquadro Vittorio Sirianni

Gli amici americani avevano detto: “Non siamo qui per perdere, né per pareggiare, ma per vincere”.

A Ballardini devono essere fischiate clamorosamente le orecchie, dopo la sconfitta di Salerno.

Specie dopo aver ricevuto gli elogi dei nuovi proprietari. I quali, per altro, hanno insistito dicendo entusiastici: “In cinque anni porteremo il Genoa in Europa”.

Insomma, da una parte gli entusiasmi dei nuovi arrivi, dall’altra una situazione tecnica della squadra ancora abbastanza confusionaria, se è vero che perdere con la Salernitana è il massimo dell’umiliazione.

Ora i problemi sono due: da una parte Ballardini che dovrebbe finalmente farsi un esame di coscienza e dire esattamente quello che pensa, cioè se questa squadra vale qualcosa e quali sono i veri problemi che intravede, ma che copre (almeno questa è la sensazione) con dichiarazioni come: “Sono contento di aver preso solo un gol, mentre altre volte…”.

Dall’altra si spera che questi amici d’oltre oceano inizino a capire, dopo gli entusiasmi e gli abbracci, cosa significa aver comprato una società come il Genoa e in generale quale sia, oggi, il clima calcistico italiano.

Nell’ultimo nostro commento avevamo avvisato gli amici americani dicendo loro di andare cauti e cercare di conoscere e capire bene l’ambiente, la città, il mondo rossoblu.

A dire il vero la sconfitta di Salerno non ha impensierito più di tanto, conoscendo il vecchio Grifo. Al momento si vive ancora nello stato iniziale di confusione tattica, un po’ è vero per gli infortuni (ma possibile che quel Caicedo sia ancora fermo? Sarà mica una patacchina?) e un po’ perché Ballardini continua ad essere felicissimo e tranquillo di questi cinque punti. Il timore è che neppure lui sappia dirci quando questa ‘accozzaglia’ di uomini potrà diventare davvero ‘squadra’.

Il tecnico aveva detto alla vigilia: “Voglio fame e furore”. Purtroppo la fame è rimasta, anzi si è finiti ad un terribile digiuno. Il furore si è perso nell’apatia.

Ed ora? La speranza è che abbia ragione il ‘Balla’, che, non dimentichiamolo, due anni fa quando poi venne licenziato, in sette partite racimolò bel 12 punti.

Sarà ancora una volta Preziosi a decidere il da farsi, perché è sempre lui, al momento, il presidente fino al closing di ottobre. E sappiamo che il suo giudizio nei confronti di ‘Balla’ non è sempre stato lusinghiero. Anche perché v’è quel Malan ancora sotto contratto e forse anche Faggiano.

Cosa dirà Preziosi ai suoi nuovi amici americani? I quali sembrano (e questo è un dato positivo) comunque sempre ottimisti, tanto che nell’incontro con i tifosi Andres Blazquez ha detto trionfante: “In cinque anni saremo al massimo”.

E sembra davvero che questi manager non siano tanto ‘micchi’ se pare abbiano già depositato nelle casse rossoblu ben venti milioni per rafforzare la squadra.

La notizia è interessante, ma non vorremmo che Ballardini, avendo già 33 giocatori da gestire e vedendone arrivare altri, perda completamente la sinderesi.

Noi pensiamo onestamente di no e lo vedremo domenica contro il Sassuolo.

Vittorio Sirianni

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