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Il crollo di Gasperini

Gian Piero Gasperini

Dopo aver visto Genoa-Napoli e letto i commenti dei giornali genovesi mi chiedo se si scrivono certe cose

per poter vendere qualche copie in più. O se veramente si scrive quello che si pensa.

In questo caso ci sarebbe veramente da preoccuparsi per il futuro dei giornali genovesi e di conseguenza dei giornalisti.

C'è gente che scrive cose allucinanti. Già è assurdo che a Genova a scrivere del Genoa siano designati solo giornalisti di provata fede rossoblù. Per i direttori è una garanzia. Mentre si sa che chi è tifoso non può essere obiettivo. Vede tutto con i paraocchi del tifo.

Così dopo la sconfitta casalinga contro il Napoli mi è capitato di leggere che il Genoa non meritava di perdere, che è stata una beffa mentre stava per terminare anche il recupero. Nei titoli si è parlato di beffa, nei giudizi tecnici di black out di pochi istanti. Ho visto un 6,5 nella pagella dell'allenatore Gasperini. Ho visto pagelle sul Genoa senza nemmeno un'insufficienza. Come se il Genoa avesse vinto.

Gasperini negli spogliatoi ha ammesso, bontà sua, che il Genoa nel finale è calato. Ma avrebbe dovuto dire crollato.

Guardando i giocatori del Napoli che correvano, nonostante avessero ancora nelle gambe lo sforzo per la partita di Bilbao che ha decretato la loro esclusione dalla Champions, e quelli del Genoa che erano fermi come statuine, mi dicevo che era impossibile che il Genoa riuscisse a tenere sino alla fine. E difatti prima del gol beffa di De Guzman nel recupero (e Gessi Adamoli su "Repubblica" ha dato la sufficienza anche a chi avrebbe dovuto marcarlo!) Perin aveva fatto il solito miracolo, stavolta su Mertens, e un tiro di Higuain, dopo una respinta di Perin, aveva ballato lungo tutta la linea. In quelle condizioni, era logico che il gol beffa arrivasse.

Ma se il Genoa è crollato (non calato) un motivo ci deve essere: o Gasperini non ha dosato bene le forze, spronando all'attacco i suoi giocatori, o la preparazione non è stata perfetta, o non sono stati individuati i cambi per sostituire chi non ce la faceva più. In ogni caso, ci sono precise responsabilità dell'allenatore.

Scrivere che tutto è stato perfetto, che c'è stata solo la beffa del black-out, secondo me è ingannare la gente, pensando che il popolo bue non sappia ragionare con la propria testa.

Se invece si scrive quello che si pensa, allora bisognerebbe cambiare mestiere. Una volta anche il giornalismo sportivo era una cosa seria.

Elio Domeniconi

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