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Neppure con un uomo in più e un rigore a favore il Genoa riesce a battere il Parma

La formazione rossoblù scesa in campo al Ferraris contro il Parma (foto Facebook Genoa)

 

Neppure con mezza partita in superiorità numerica e un rigore a favore nel recupero il Genoa riesce a battere il Parma, avversario diretto e a spezzare l'astinenza stagionale da vittorie. I rossoblù, con Ekuban preferito a Ekhator al centro dell'attacco e Malinovskyi a dettare i tempi, disputano mezz'ora incolore e sino all'intervallo impegneranno il portiere Suzuki solo con un colpo di testa di Vitinha (per il resto evanescente) sul primo palo.

La potenziale svolta del match si verifica al 42', quando l'aitante difensore ospite Ndiaye, già ammonito, si becca il sacrosanto secondo giallo lasciando i compagni in dieci. Nell'intervallo Vieira sostituisce Sabelli con Carboni per sfruttare il vantaggio di uomini e la partita diventa un monologo: solo che gli emiliani si difendono con organizzazione e tonicità e le manovre genoane brillano solo per lentezza e prevedibilità. Malinovskyi impegna subito su punizione Suzuki, che nel prosieguo para in due tempi una conclusione di Carboni. Al 58' ecco Venturino al posto dell'inguardabile Vitinha, ma la sua velocità non produce risultati tangibili.

Il numero uno giapponese dice ancora di no a Malinovskyi e al 66' Vieira cala altre due carte, Colombo ed Ekhator per l'evanescente Ekuban e Frendrup. Il Genoa ci prova insistentemente ma senza la necessaria convinzione. All'82' il gol sembra cosa fatta, ma Suzuki, con un balzo felino disinnesca un colpo di teta all'indietro di Ekhator destinato nel sacco.

L'assedio del Genoa produce al 95' l'opportunità più ghiotta grazie ad Ekhator, di gran lunga il rossoblù più pericoloso, che spalle alla porta si fa atterrare da Troilo. Sul dischetto si precipita Cornet, entrato in campo all'81' dopo mesi di sosta in infermeria. Suzuki si tuffa sulla propria destra e il calciatore ivoriano, invece di cambiare angolo, sparacchia proprio in quella direzione, consentendo all'estremo difensore di deviare con un altro balzo pazzesco.

Il pareggio conclusivo, con premesse così favorevoli, suona come una sconfitta per un Genoa sempre più agganciato al fondo classifica, e certi episodi vanno interpretati come segnali nient'affatto rassicuranti.

Pierluigi Gambino

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