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Genoa: Griscito e Murgita, sogno svanito

Vittorio Sirianni

 

È arrivato il nuovo allenatore del Genoa: è Daniele De Rossi. Auguri! Ma, peccato che si sia voluto rompere uno splendido incanto, arrivato in maniera quasi commovente, con la vittoria sul Sassuolo e con la scoperta di due ragazzi col cuore rossoblù, Criscito e Murgita, che avevano riportato per un attimo quel clima antico, fatto di amore vero per il Genoa, per il senso di appartenenza alla società e per la bandiera, e quel ricordo del passato quando proprio i due ‘ragazzi’ giocavano e insieme avevano nell’animo una bellissima genoanità.

Il nuovo direttore sportivo Lopez, ad esempio, non si è presentato molto bene (al di là di certe dichiarazioni felici ma di circostanza), perché ha subito sbandierato che, dopo l’incredibile colpo dei due giovani, voleva tempo, molto tempo per decidere con calma, con consigli di gruppo, con adeguati contatti con diversi tecnici. Ma che ha fatto, invece? In fretta e furia ha scelto l’allenatore, lasciando basiti anche i titubanti tifosi e gli opinionisti.

Fra l’altro De Rossi è squalificato: non potrà essere in panchina. Non si poteva aspettare fino alla sosta e poi, magari, rifare un pensiero su Criscito, che non è un bimbo, ma è bastato vedere quello che ha fatto con Murgita per ridare speranza al mondo rossoblù.

Infatti ci si chiede: che mai farà De Rossi di diverso da Criscito? Gli aspetti psicologici, i più importanti, li ha tirati fuori proprio il Mimmo rossoblù, gli aspetti tecnici li stanno realizzando i giocatori, messi al loro posto proprio grazie ai due ragazzi, e solo loro sono decisivi per un risultato positivo.

Siamo alle solite, si parla tanto di giovani che potrebbero ridare linfa al calcio di casa nostra, ma poi si finisce per chiamare vecchi disoccupati, o disoccupati di mezza età che attendono solo di trovare un posto per guadagnare qualche euro.

Anche alla Spezia è arrivato un boomer avanzato come Donadoni, da sette anni e mezzo lontano dai campi italiani, cacciato anche dal Genoa. De Rossi rimosso persino dalla Spal e poi dalla Roma. Evidentemente i nostri dirigenti rumeni, bravi certamente e responsabili, non hanno ancora capito cosa sia il calcio a Genova (e in generale a livello nazionale): le ultime esperienze nostrane, fra americani, tedeschi, rumeni, non sono andate molto bene. Le note positive le hanno ottenute solo Gilardino, guarda caso tolto alla Primavera, ed ora Criscito e Murgita, prelevati dai settori giovanili.

Persino alla Fiorentina ha affidato la squadra a Galloppa, in attesa del nuovo tecnico. Domenica arriva proprio la Fiorentina, l’augurio è che i giocatori rossoblù, non vedendo in panchina i ‘due ragazzi’ che li hanno portati alla riscossa, non ricadano ancora nel buio di momenti che speriamo non si ripetano più.

Vittorio Sirianni

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