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Il Genoa con le reti di Colombo e Thorsby ribalta il Verona e spezza il tabù di Marassi

L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)

 

Il tabù di Marassi è finalmente crollato. Il Genoa, imbattuto dopo l'avvento di De Rossi, liquida pur con qualche sofferenza ma con pieno merito il Verona fanalino di coda e compie tre passi determinanti per uscire dalla zona caldissima.

Il tecnico di Ostia conferma l'assetto di Cagliari, limitandosi a sostituire lo squalificato Norton-Cuffy con Ellertsson. Il primo tempo è avaro di emozioni: i rossoblù insistono maggiormente in avanti, ma la muraglia gialloblù impedisce ai padroni di casa di arrivare al tiro. Come spesso succede, sono gli ospiti a passare in vantaggio: corre il 21' quando Ostigard, sulla fascia difensiva di destra, si fa rubare la sfera da Mosquesra, che avanza verso Leali e dopo un rimpallo è Beghali che da due passi infila nella porta sguarnita. Il Grifone accusa il colpo e non riesce a reagire, ma al primo reale tentativo, al 40', coglie il pareggio grazie a Vitinha, che offre un assist interessante al partner Colombo, il quale controlla e infila nell'angolino.

Ben più vivace la ripresa, nella quale i padroni di casa ripartono con ben altro piglio e dopo un rasoterra a bersaglio di Vitinha annullato per fuorigioco ed un'inzuccata appena alta di Thorsby, è proprio il norvegese al 62' a risolvere il match: Ostigard da lontano timbra il palo e nel prosieguo Ellertsson dalla destra cross a giri contati verso il compagno, che con un altro colpo di testa - la sua specialità - fa esplodere la Nord. Il match diventa sempre più acceso e spettacolare e dopo un miracolo di Leali su conclusione di Orban è Malinovskyi a sfiorare il bersaglio su punizione. Il Verona gradatamente sale di tono e schiaccia in retrovia un Genoa indebolito da qualche sostituzione non propriamente fruttuosa. All'83 Leali esce clamorosamente a vuoto, ma Vasquez salva sulla linea e dopo sei minuti sarà Giovane, di testa, a divorare il pareggio incornando debole e consentendo al portiere avversario di salvare in due tempi. E l'ultimo brivido dopo un finale di patimento che tuttavia non inficia i meriti di Frendrup e compagni, i quali, pur con qualche errore tecnico di troppo, hanno interpretato la gara con lo spirito richiesto dagli immancabili trentamila tifosi marassini.

Pierluigi Gambino

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