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Coppa Italia, il Genoa a Bergamo resiste un quarto d'ora: va sotto, resta in dieci e si sfalda

Daniele De Rossi (foto Facebook Genoa)

Nessuna sorpresa, nessun miracolo. Il Genoa esce dalla Coppa Italia dopo la sonora sconfitta rimediata a Bergamo. Rossoblù rimaneggiati, ma anche l'Atalanta schiera parecchie riserve, peraltro di caratura ben superiore.

Mister De Rossi non cambia modulo ma interpreti: in porta Siegrist, Norton-Cuffy affiancato a capitan Vasquez e al rilanciato Otoa in terza linea, Ellertsson e Fini (altro elemento sotto osservazione) sugli esterni, con Frendrup, Masini e Stanciu nella linea mediana e in avanti l'inedita coppia composta da Ekhator e Carboni,

L'avvio rossoblù è incoraggiante. Funziona il pressing alto del Grifo, che recupera più di un pallone e tiene gli avversari nella propria metà campo. Ekhator è abbastanza vivace e Fini cerca con insistenza l'uno contro uno mostrando personalità. Purtroppo è un fuoco fatuo, poiché verso il quarto d'ora i nerazzurri di casa cambiano ritmo e per gli ospiti si fa notte. Al 18' Pasalic, su cross di De Keteleaere, timbra la traversa. Un minuto dopo, ecco il vantaggio: traversone di Zalewski e il difensore Djimsiti, smarcatosi sul secondo palo, infila con un'inzuccata decisa. E’ un monologo dei bergamaschi, senza la minima opposizione genoana. Al 28' Maldini, su punizione ad effetto, coglie in pieno il palo e quattro minuti più tardi il figlio d'arte in contropiede si divora un gol fatto.

Al 36' la gara ha un altro sussulto: ennesima ripartenza dei giocatori di Palladino e Bellanova, fuggito verso Siegrist, è platealmente atterrato da Fini, sino a quel momento il migliore dei rossoblù. Dopo un’attenta revisione al Var, arriva il previsto cartellino rosso per il “coloured”. Sino all'intervallo attaccherà ancora l'Atalanta, ma senza la necessaria convinzione.

Parte la ripresa con Marcandalli al posto di Carboni, che per 45 minuti l'aveva fatta da spettatore non pagante. I padroni di casa, al piccolo troppo, insistono per cercare il secondo gol, che arriva al 54': Siegrist respinge un pallone complicato e nel prosieguo Maldini offre morbido a capita De Roon, che da fuori area infila nell'angolino: imparabile.

Inizia su entrambi i fronti la girandola dei cambi e la gara inizia a scemare. L'Atalanta gioca al piccolo trotto e all'81' cala il tris grazie ad un errore nel disimpegno di Venturino (entrato da poco): Scamacca svirgola la conlusione servendo inavvertitamente Pasalic, pronto all'appuntamento. Il poker giunge in avvio di recupero e lo firma proprio Ahanor, il 17enne ceduto quest'estate per fare cassa: è l'ultima beffa. De Rossi non ha tratto favorevoli indicazioni dalle riserve impiegate, ed è un ulteriore motivo di preoccupazione in prospettiva campionato.

Pierluigi Gambino

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