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Il Genoa controlla il Verona per metà gara poi passa all’incasso ipotecando la salvezza

L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)

Con un secondo tempo maiuscolo il Genoa assesta un perentorio uno-due al derelitto Verona e compie altri tre passi, probabilmente decisivi, verso la salvezza. Non solo, i rossoblù ora posso anche puntare ad un piazzamento più che onorevole a centroclassifica.

Al Bentegodi mister De Rossi conferma Sabelli a sinistra e, inserisce Messias a centrocampo e in avanti punta su Colombo come partner di Ekuban. Il primo tempo scorre noioso e poverissimo di emozioni su ambo i fronti. I gialloblù avrebbero la necessità di vincere ma non si scoprono mai e i rossoblù accettano questo quadro tattico senza forzare i ritmi. La sola emozione si registra in apertura quando Akpa-Akpro, involontariamente, crossa da destra e centra il palo più lontano della porta difesa da Bijlow. La risposta degli ospiti si racchiude in una conclusione strozzata di Ekuban.

La ripresa si apre senza cambi in formazione, ma il Genoa aziona un'altra marcia e inizia a comandare decisamente il match. Sabelli al 52° sciupa una pregevole azione collettiva con una ciabattata spingendo il trainer a sostituirlo al 59° con Norton-Cuffy. Contemporaneamente entra pure Vitinha per un impalpabile e dolorante Ekuben e bastano al portoghese due minuti per apporre il proprio match sul match. Eccolo rubare palla a Belghali e da oltre venti metri esplodere una bordata centrale ma insidiosa: il portiere locale Montipò si muove in ritardo e non riesce a respingere quel proiettile destinato sotto la traversa.

Lo svantaggio sgonfia definitivamente il Verona e consente al Grifo di controllare la sfida con disinvoltura. Al 71° Malinovskyi esce a favore di Amorim, che sino alla fine alternerà giocate felici a qualche errore. La superiorità assoluta degli ospiti si concretizza ulteriormente all’86° quando Martin (appena subentrato a Messias) dalla sinistra offre un “cioccolatino” a Ostigard, specialista nel gioco aereo in area rivale: inzuccata imperiosa e palla nell'angolino per la gioia dei tremila trasfertisti genoani presenti in curva.

Pierluigi Gambino

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