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Genoa inesistente per tre quarti di gara e punito due volte da una tonica Juventus

La formazione rossoblù scesa in campo contro la Juve (foto sito Genoa)

 

Per tre quarti di gara un Genoa impresentabile è letteralmente dominato da una Juventus motivatissima. Davvero pessimo il primo tempo, ma anche una bella fetta di ripresa. De Rossi decide di schierare un undici eccessivamente sbilanciato, con Martin preferito a Sabelli sulla fascia e Masini ancora in panchina.

Partono alla grande i bianconeri, già a bersaglio a 4°, quando i rossoblù concedono agli avversari ben tre colpi di testa consecutivi: è Bremer ad infilare da breve distanza. Il Grifo non dà alcun segno di reazione ed è la Madama a menare la danza con facilità disarmante. Al 7° arriva il raddoppio: da McKennie a Conceicao, che restituisce palla all'americano che senza opposizione infila rasoterra nell'angolino.

Per i torinesi è poco più di un allenamento contro una squadra che non riesce mai a costruire nulla di rilevante. I padroni di casa non affondano i colpi e si limitano a controllare, ma al 43° con McKennie vanno vicinissimi al tris.

Dopo un primo tempo senza storia ci si attenderebbe un Genoa con la bava alla bocca, ma è ancora la formazione di Spalletti ad imperversare e dopo un'occasione sciupata da McKennie è David a timbrare il palo.

Al 52° De Rossi prova a rianimare i suoi inserendo Baldanzi al posto di Messias e in effetti i rossoblù alzano lievemente il baricentro, ma senza creare pericoli. A metà tempo entrano anche Ekuban per un Colombo impalpabile e Masini per Malinovskyi. Al 73° la sfida potrebbe riaprirsi quando Martin è atterrato da Bremer al limite dell'area e dopo attenta e lunga revisione al Var l'incerto arbitro Massa indica il dischetto. Con gli specialisti Malinovskyi e Messias già sotto la doccia, tocca al terzino sinistro spagnolo, che calcia in modo indegno e consente a Di Gregorio (sostituto di Perin nell'intervallo) a respingere sulla propria destra.

Nel prosieguo si registrerà un tentativo di Masini di testa, disinnescato in due tempi dal portiere juventino: l'ultimo sussulto di una gara strameritatamente vinta dalla Vecchia Signora contro un Genoa rimasto negli spogliatoi troppo a lungo.

Per fortuna si tratta di una sconfitta indolore, considerato che hanno perso anche Cremonese, Cagliari e Lecce, incapaci di avvicinarsi a Vasquez e compagni, che però hanno il sacrosanto dovere di svegliarsi.

Pierluigi Gambino

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