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Sampdoria, Manfredi si è dimesso da presidente e ha dato via libera a Tey

Matteo Manfredi (foto sito Sampdoria)

 

Alla vigilia della partita dei blucerchiati a Cesena è maturata l'attesissima svolta sul fronte societario. Infatti Matteo Manfredi ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente. E' il primo passo verso un cambiamento fondamentale anche nell'assetto societario, che sfocerà inevitabilmente nel passaggio di proprietà delle azioni dal numero uscente a Joseph Tey, facoltoso imprenditore singaporese, che nel calderone sampdoriano ha già buttato oltre cento milioni. In linea col principio di continuità operativa, la carica di presidente sarà assunta da Francesco De Gennaro, che era già vicepresidente ed ha partecipato fattivamente a tutte le fasi gestionali negli ultimi turbinosi mesi. Contestualmente, il direttivo doriano è stato integrato con la cooptazione di Alberto Bosco, direttore operativo.

Nel comunicato ufficiale della Sampdoria, va sottolineato un passaggio importantissimo: “Sotto il costante supporto e la guida di Tey, il club continuerà a perseguire un piano strutturato volto al rafforzamento della propria posizione sportiva e finanziaria”. In soldoni, d'ora in poi Tey sarà il plenipotenziario del sodalizio e potrà assumere in toto qualsiasi decisione di carattere strategico.

Le dimissioni di Manfredi, giunte al termine di un lungo e non certo edificante braccio di ferro (con risvolti di carattere legale) tra le due “anime” del club, non suonano sorprendenti. L'ex presidente era già da tempo nel mirino della tifoseria, che gli ha imputato una bella fetta di responsabilità per il deludentissimo campionato condotto dalla squadra. Va pure aggiunto che l'ex numero uno, in tempi recenti, è stato chiaramente scaricato non solo dagli altri consiglieri ma anche dai manager e dai dirigenti, compresi coloro che proprio lui aveva ingaggiato.

Manfredi, ricordiamolo, era in carica dal marzo 2024, dopo che il 27 maggio 2023 aveva rilevato con Matteo Radrizzani (poi defilatosi per autonoma scelta) la maggioranza del pacchetto azionario che era in possesso di Massimo Ferrero. La freschissima mossa porta ad un decisivo chiarimento in seno alla Samp e consente la piena operatività a chi da parecchio tempo sta reggendo le sorti economiche del team e può così programmare un rilancio in grande stile partendo dall'iscrizione alla prossima Serie B e continuando con l'auspicato potenziamento dell'organico.

Non è comunque esclusa un'altra evoluzione: la cessione parziale o totale della società a potenziali acquirenti decisi a riportare la Samp agli antichi fasti. I pretendenti, secondo voci accreditate, non mancano.

Pierluigi Gambino

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