Amaro debutto casalingo del Genoa sconfitto dal Deportivo nel Trofeo Spagnolo
La Nord saluta i familiari di Vincenzo Claudio Spagnolo detto Spagna (foto da Instagram Genoa)
Amaro debutto casalingo per il Grifone, il cui desiderio di riscattare prontamente la batosta di Bournemouth si infrange contro la tecnica e l'organizzazione del Deportivo La Coruna, già pronto ad affrontare il massimo campionato iberico, il cui livello è più elevato di quello italiano. Gli ospiti trovano nel finale la rete della platonica vittoria, che non suona come un furto, anche se il Grifo non ha demeritato. Confortante la fase difensiva, con Otoa rivelazione positiva della serata, mentre il centrocampo è da rivedere e in zona gol si sono confermate le storiche difficoltà. D'altronde, in attesa di qualche innesto ancora ai box, gli uomini in avanscoperta sono gli stessi dell'anno scorso, con Malinovskyi, Ekuban ed Ekhator non più in organico.
Il Ferraris riapre i battenti in occasione del Trofeo Spagnolo, appuntamento che mancava da quasi tre lustri e torna di attualità nel ricordo del giovane supporter genoano accoltellato a morte da un tifoso del Milan nel lontano 1995. Una delegazione del popolo rossoblù, prima di prender posto sugli spalti, ha sostato qualche minuto proprio nel luogo del delitto, davanti al monumento alla memoria del compagno di colori, ricordato pure con uno striscione nella Nord. Papà Cosimo è sceso sul terreno di gioco per depositare una corona di fiori ai piedi della gradinata, stipata come al solito.
Poi la partita, avversaria una neopromossa della Serie A spagnola, che però schiera il sempiterno Aubemeyang, per anni uno degli attaccanti più prestigiosi del Vecchio Continente. C'è pure Angelino, fresco rinforzo giunto in prestito dalla Roma.
Mister De Rossi propone per questo esordio casalingo in gran parte il miglior Grifone possibile, con Bijlow tra i pali, Vasquez e Marcandalli in terza linea con Otoa (rimpiazzo di Ostigard) al centro, il vecchio Sabelli a destra e il nuovo acquisto Mitaj, a sinistra. In mezzo, ecco Amorim come centromediano metodista affiancato da Ellertsson e Frendrup e in avanti Baldanzi ad agire liberamente alle spalle di Vitinha, preferito a Colombo per un comprensibile turnover. Restano fuori per motivi vari, oltre al pilastro norvegese e al bomber, un titolarissimo come Sow, un ricambio di valore come Puczka e bel po' di giocatori d'attacco: Traoré, Havel, Meichtry e il veterano Messias.
La gara si presenta subito vivace, con un Deportivo che tiene bordone al Grifo e risponde colpo su colpo. Il Genoa ha più possesso palla ma dopo un doppio, fiacco tentativo di tiro operato da Amorim e Ellertsson, il primo vero squillo è di Aubaneyang, che accelera con l'antica falcata ma viene chiuso provvidenzialmente da un Otoa assai tonico. Gli spagnoli appaiono più ficcanti, ma la difesa genoana non si distrae e gradatamente anche i rossoblù iniziano a produrre qualcosa in avanti. A metà tempo, su corner, Leo Roman esce a respingere di pugno ed Ellertsson di prima intenzione conclude fuori di un nulla. Ancor Aubameyang sul proscenio: è bravo a superare anche l'uscente Bijlow, ma sul suo passaggio verso il centro è ancora Otoa a salvare.
Prima del riposo si registra ancora un erroraccio nel disimpegno di Bijlow rimediato da un attento Vasquez e un'inzuccata di Nsongo da ghiotta posizione: palla a lato, ma che brivido.
La ripresa si apre senza sostituzioni in casa Genoa: a conferma che DDR intende collaudare anche la tenuta atletica dei suoi giocatori base. Dopo sei minuti Otoa copre in avanzata mezzo campo palla al piede e costringe Roman a deviare in angolo: applausi. La risposta galiziana è affidata a solito Aubemayang, ma Bijlow in due tempi fa sua la sfera. Cinque minuti più tardi il numero uno rossoblù si supera respingendo in uscita una conclusione a colpo sicuro di Angelino.
Appena superata la mezz'ora, ecco i primi cambi nelle file genoane: dentro Colombo e Messias (mai in campo nelle precedenti amichevoli) e fuori Sabelli e Frendrup. Cambia anche l'assetto tattico: Grifone a trazione anteriore con Junior e Vitinha alle spalle del centravanti. Subito ci prova Vasquez, ma colpisce con un'insidiosa traiettoria il compagno Otoa: occasione sfumata.
Al 77° escono Vasquez (comunque già in forma nonostante i pochi allenamenti disputati) e Baldanzi: ecco Martin e Puczka, che De Rossi intende nuovamente provare come centrale difensivo e non come esterno mancino. Passano cinque giri di orologio e il Deportivo passa. Mitaj e Puczka, tra gli osservati speciali da parte del mister, la combinano grossa perdendo palla e innescando la ripartenza iberica con Eddahchouri, il quale scorge solo soletto Rey Sanchez per la più facile delle segnature.
Fuori Mitaj e Amorim e dentro due virgulti, Wiafe e Doumbia: altri esperimenti in vista delle gare che contano. Così sono gli ospiti ad andare vicini al raddoppio.
Pierluigi Gambino
