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Santa Chiara in vendita

Il ristorante Capo Santa Chiara

"Il Secolo XIX" ha reso pubblica una vicenda che conoscevano solo pochi addetti ai lavori.

A Boccadasse il ristorante Capo Santa Chiara continua in amministrazione controllata, in attesa di trovare un compratore.

Il titolare Paolo Secondo (fratello dei Secondo dei Tre Merli) ha presentato istanza di fallimento e ha portato i libri contabili in Tribunale. Ha detto che in questi tre anni di gestione ci ha rimesso un sacco di soldi e ora non ce la fa più.

Secondo ha dato la colpa all'inverno, quando fa freddo Boccadasse ne risente. Ma in realtà sarebbe troppo semplicistico scaricare tutte le colpe sull'inverno rigido. "Dindi", ad esempio, ha lavorato moltissimo e continua a lavorare. Perché Davide Boncore, che prima faceva l'idraulico, è arrivato a Boccadasse con tante idee vincenti. Ha messo i tavolini in riva al mare e questo ha attratto molto i turisti. Ha aperto anche una taverna per chi si limita all'aperitivo o allo snack. Ha assorbito i migliori dipendenti del vecchio Santa Chiara. Ha fatto una pubblicità intelligente, ha scritto sulla lavagna che da "Dindi" si cucina solo il pescato del borgo.

"Santa Chiara" registrava sempre il tutto esaurito. Ma Luigi Lombardi aveva dovuto andarsene perché i proprietari avevano messo in vendita i locali sperando di ricavarne vari appartamentini.

Quando hanno capito che era impossibile fare degli appartamenti e dovevano tirare avanti con il ristorante, Lombardi e signora si erano ormai ritirati nella loro fattoria di Bosco Marengo. Paolo Secondo ha dovuto cominciare da zero. Ha cambiato il nome da Santa Chiara a Capo Santa Chiara. Ha cercato di attrarre con la terrazza sul mare ma i turisti che arrivano a Boccadasse a fatica riescono a individuare come si entra al Capo Santa Chiara.  E lì davanti c'è "Dindi " con i suoi tavolini a bordo spiaggia.

Il nuovo re di Boccadasse è lui, Davide Boncore. Era così contento di come gli vanno gli affari che per la festa del borgo, 13 giugno, Sant'Antonio, è stato lui a offrire i fuochi d'artificio. Altri commercianti si erano rifiutati di partecipare alla colletta. Ha tirato lui i 20 mila euro necessari. E "Dindi" ha fatto il tutto esaurito.

Elio Domeniconi

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