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L’ipotesi regionali senza preferenze agita i candidati forti

La presentazione della lista del presidente Toti

Le indiscrezioni di stampa, secondo cui potrebbero essere eliminate le preferenze alle prossime elezioni per il rinnovo dei consigli regionali, stanno agitano i candidati forti, quelli che hanno i voti per essere eletti senza aiutini.
Secondo le voci circolate in questi giorni il governo starebbe infatti pensando all’introduzione delle liste bloccate per le future elezioni regionali e comunali. La decisione di utilizzare lo stesso sistema delle politiche sarebbe conseguente alla necessità di evitare ai candidati gli estenuanti incontri pubblici per raccogliere preferenze. Stop quindi a dibattiti, cene, aperitivi, contatti diretti con i cittadini e strette di mano. Spazio invece alla promozione dei partiti su media e social, strumenti molto di moda al tempo del covid.
Nelle elezioni senza preferenze assumono maggior potere i partiti politici che possono così decidere chi far eleggere: a loro basterà mettere nelle prime posizioni della lista i candidati preferiti. A tutto discapito di re e regine delle preferenze.
Questo sistema solitamente genera un minor coinvolgimento degli elettori che, non potendo votare direttamente i propri rappresentanti, disertano le urne. E sull’affluenza sono già nate molte perplessità per via di come sarà l’emergenza sanitaria al momento del voto, probabilmente tra settembre e ottobre.
Ai leader politici toccherà un compito ingrato: dovranno spiegare ai candidati che non sono tutti uguali, ma ognuno di loro all'interno del partito ha un valore che va dall' 1 al 30. Quanti sono i componenti della lista.

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