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Genova compie due miracoli per il popolo di Gaza

Adelmo Cervi (maglia rossa), figlio di uno dei 7 fratelli massacrati dai fascisti in Emilia

Per 10 minuti, ieri sera, la Sopraelevata è rimasta vuota, silenziosa, come non accade mai. Poi è arrivata un’ondata pazzesca di gente, di luci, suoni, colori, invocazioni accorate (“Palestina libera”) da togliere il fiato.

I 40 mila di Genova si stavano mettendo in marcia per consegnare, in un abbraccio simbolico, i viveri alle barche, ormeggiate al Porto Antico, passando proprio sulla Sopraelevata.

Primo miracolo: 40 mila persone presenti, quasi un decimo degli abitanti di Genova. A rappresentare chi non è potuto venire, c'era la sindaca Silvia Salis. 

Secondo miracolo: gli organizzatori (Music for Peace) avevano chiesto 40 tonnellate di viveri, tutti a scadenza garantita. Sono arrivate 330 tonnellate di alimenti, tanto che la raccolta è stata chiusa un giorno prima! E’ Il grande cuore di Genova, che sa uscire dal mugugno e aprire le braccia e il portafoglio. 50 tonnellate andranno a Gaza, le altre sugli altri fronti di guerra e carestia.

Con le 5 barche genovesi, sono partite stamattina 10 tonnellate di cibo; le altre vanno al punto di raccolta in Sicilia, via nave. A Catania si incontreranno le barche di 40 Paesi, poi la Flottilla tenterà di raggiungere Gaza. Ci vuole il terzo miracolo.

Doveva essere, ieri sera, una fiaccolata, invece le luci erano quelle dei telefonini, quelli che hanno contribuito al miracolo di allertare l'attenzione dei genovesi.

C'era, in prima fila, il coordinamento nazionale dei portuali, gente tosta che va diritta. E poi un omino piccolo, bianco, con la maglietta rossa, che reggeva anche lui un grande striscione. Era Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei 7 fratelli massacrati dai fascisti in Emilia. Ha voluto esserci. 

Paolo Zerbini

La sindaca Silvia Salis con la fascia

Il giornalista Paolo Zerbini e la Sopraelevata deserta

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